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Esempi di sostituti dei genitori per Inserimento al Nido

Esempi di sostituti dei genitori per Inserimento al Nido

In questo articolo vedremo alcuni esempi di sostituti dei genitori durante la fase di inserimento in asilo nido. Vedremo inoltre il caso in cui un genitore sia sostituito saltuariamente dall’altro. Quanto indicato si basa in gran parte sulle nostre esperienze e su quanto raccolto in Sostituti dei genitori per inserimento dei bambini al nido, qui presentato dalla dottoressa Milena De Giorgi.

Sostituti dei genitori e un “buon” inserimento al Nido – 3 esempi

Per un “buon” inserimento del bambino in asilo nido, ottenuto con il coinvolgimento di sostituti dei genitori, è consigliabile che le educatrici seguano un percorso simile a quanto proposto nell’articolo sopra citato:

  1. Identificare la necessità di sostituti
  2. Definire chiaramente quali saranno i sostituti
  3. Ambientamento del bambino con il sostituto
  4. Coinvolgere il sostituto nelle decisioni dell’inserimento
  5. Sviluppare un piano di comunicazione con la famiglia

Naturalmente, le educatrici svilupperanno questi punti in maniera diversa a seconda del sostituto che i genitori avranno scelto. Vediamo di seguito 3 esempi di tali azioni con sostituti diversi.


1. Nonni o altre figure parentali

1. Nonni (o altre figure parentali) come sostituti dei genitori

I nonni sono le figure parentali che con maggior frequenza abbiamo rilevato sono coinvolte come sostituti dei genitori durante l’inserimento del bambino al nido. Tali dati sono inoltre consistenti con quelli di altre indagini (vedi ad esempio il piano di zona del comune di Jesi, pagina 2).
Nel seguito quindi ci concentreremo su di loro, ma quanto indicato è facilmente adattabile ad altre figure sostitutive familiari come zie, fratelli maggiorenni, ecc.

Nel caso di un inserimento al nido fatto coi nonni, le educatrici dovrebbero conoscere e presentarsi a tali persone in un colloquio preliminare. Durante l’incontro, ai nonni saranno fornite tutte le informazioni inerenti all’inserimento del bambino: modalità, tempi, ruolo dei nonni, piano di comunicazione con i genitori.

Le educatrici dovranno adattare il linguaggio all’età specifica dei nonni e al loro livello-socio culturale, creando un clima di fiducia e collaborazione. A tal riguardo, le educatrici dovranno anche considerare che le opinioni dei nonni nei loro confronti possono essere diverse da quelle dei genitori, in particolare per quanto riguarda alcune resistenze nei confronti del ruolo dell’asilo nido nella vita di un bambino piccolo.
Le educatrici, nel caso tali resistenze ostacolino un corretto inserimento, dovranno parlarne con i nonni e con i genitori (è consigliabile un incontro congiunto). Particolare attenzione deve essere posta alla gestione delle emozioni che i nonni possono mettere in luce durante l’inserimento, creando tensione nel bambino.

Spesso i nonni sviluppano un proprio rituale con il bambino, nell’accompagnarlo e poi nel riprenderlo. Come è comprensibile, tali rituali possono durare molto di più di quelli con i genitori, per il semplice piacere di prolungare i momenti trascorsi assieme al bambino. Può essere utile che tale rituale sia raccolto e “trasmesso” ai genitori, quando dovranno essere loro a portare il bambino al nido. Anche in questo caso, le educatrici possono consigliare alla famiglia di elaborare un rituale simile a quello sviluppato con i nonni, o comunque concordato con loro. Ad esempio: per andare al nido si passa davanti alle finestre che danno sul parcheggio, si salutano i bambini dentro, si salgono le scale col saltino, ecc.; al ritorno, si passa davanti alla panchina e allo scivolo del parco, ecc.

I bambini si comportano in maniera diversa secondo i contesti e delle persone, quindi è fondamentale per le educatrici integrare quanto riferito dai nonni con le informazioni richieste ai genitori per avere una visione il più completa possibile del bambino.

Il ruolo dei nonni non è quello di sostituirsi ai genitori del bambino sul piano dell’educazione e nelle scelte di vita, nonostante il loro grande bagaglio di esperienza e di vita vissuta. Quindi le educatrici non dovrebbero mai trattare i nonni come sostituti dei genitori del bambino, anche se presenti al loro posto, e fare spesso riferimenti verbali anche a mamma e papà.

In alcune famiglie, la presenza dei nonni in un momento così emotivamente carico come l’inserimento al nido può portare a tensioni con i genitori. È quindi importante che i genitori non sminuiscano il ruolo complessivo dei nonni e la loro relazione con il bambino (e viceversa), o che queste tensioni creino confusione o stress al bambino. Anche per questo motivo, oltre che per tenere distinti i vari ruoli familiari, le educatrici dovrebbero tenere un contatto diretto coi genitori del bambino durante l’inserimento, tramite telefono o e-mail.

Nota.
I nonni devono essere “conosciuti” dal bambino, cioè devono aver rapporti frequenti con lui (almeno settimanali). Dal punto di vista di una educatrice, nonni che si trasferiscono nella famiglia solo per il periodo dell’inserimento, che magari abitano a centinaia di chilometri dal bambino e lo vedono solo due volte l’anno, sono da considerarsi come degli estranei per il bambino, ai fini del sostegno durante l’inserimento. Le educatrici di asilo nido dovrebbero quindi insistere perché l’inserimento sia fatto con almeno uno dei genitori o che tali nonni arrivino in famiglia almeno 2-3 settimane prima.

2. Babysitter / tata

2) Babysitter o tata come sostituti dei genitori

In alcuni casi, la famiglia si avvale per l’inserimento di una babysitter o tata; solitamente tale sostituto rimane presente nella vita dei bambini, ad esempio per coprire lunghe giornate lavorative dei genitori.

Questo aspetto dovrebbe essere evidenziato da subito negli incontri con la famiglia. In tal caso, infatti, le educatrici agiranno da subito in maniera da creare sia un duplice rapporto di fiducia reciproca, sia una sinergia educativa duplice, con i genitori da una parte e con la babysitter / tata dall’altra.

Si tratterà quindi di sviluppare un duplice piano di comunicazione, che sarà attivato già durante l’inserimento.

È importante che i genitori contattino per tempo la babysitter o tata, e che questa possa quindi frequentare il bambino in maniera tale da permettergli la costruzione di un legame di attaccamento sicuro con lei. Una babysitter o tata con esperienza dovrebbe riuscire in tale compito in circa un mese.

Nel caso d’inserimento del bambino al nido fatto con babysitter o tata, le educatrici dovrebbero conoscere e presentarsi a tali persone in un colloquio preliminare. Durante l’incontro, alla babysitter o tata saranno fornite tutte le informazioni inerenti l’inserimento del bambino: modalità, tempi, rispettivi ruoli, piano di comunicazione con loro e con i genitori.

Come nel caso dei nonni, spesso babysitter o tata sviluppano un proprio rituale con il bambino, in particolare nell’accompagnarlo e poi nel riprenderlo: le educatrici dovrebbero consigliare che tale rituale sia raccolto e “trasmesso” ai genitori, quando dovranno essere loro a portare il bambino al nido. Il problema non si pone se la babysitter o tata si occuperà di portare e poi riprendere il bambino per il resto dell’anno educativo.

I genitori, seppur assenti durante l’inserimento del proprio figlio, dovrebbero essere aggiornati sul suo andamento in modo diretto dalle educatrici, tramite telefonate o e-mail. Le educatrici di asilo nido non devono mai dare per certo che un’informazione passi correttamente da loro ai genitori, o viceversa, per il tramite di un’interposta persona!

In alcuni casi, la famiglia affida l’intero compito dell’inserimento e della comunicazione relativa alla babysitter o tata, quasi defilandosi dal rapporto con le educatrici. In questo caso, sembra quasi che i genitori non manifestino interesse e sensibilità verso l’inserimento del proprio figlio. È importante quindi che le educatrici lo facciano presente ai genitori del bambino e li coinvolgano comunque in una comunicazione continua.

Nota: baysitter o tata con scarsa padronanza della lingua italiana

In alcuni casi, vi possono essere famiglie che usufruiscono di baysitter o tata con scarsa padronanza della lingua italiana. Inoltre, questo fenomeno è potenzialmente interessante per il prossimo futuro.
Spesso baysitter o tata con scarsa padronanza della lingua italiana hanno in realtà grandi competenze con i bambini, con titoli equiparabili a quelli delle educatrici (anche se a volte non ammessi in Italia), e solitamente hanno grande esperienza con i piccoli.

Lo scoglio maggiore con tali figure è quindi di tipo comunicativo. È consigliabile quindi che le educatrici adottino le procedure comunicative solitamente già previste per le famiglie immigrate da poco nel nostro paese.
Grande attenzione dovrà essere posta nella comunicazione con i genitori, ma non ai soli fini di “controllare” la veridicità di quanto detto o riportato dalla baysitter o tata, con cui si deve costruire un rapporto di fiducia reciproca.

3. Operatrice domiciliare

3. Operatrice domiciliare come sostituta dei genitori

In alcuni casi, famiglie con gravi problemi possono essere seguite da un’operatrice domiciliare assegnata dai Servizi Sociali del proprio comune. Si pensi ad esempio a gravi problemi di salute della madre, o situazioni problematiche dal punto di vista sociale.

In tal caso, possiamo considerare valide in linea generale le considerazioni esposte per la babysitter o tata.

È possibile, per le educatrici, far presente al Comune (che girerà la segnalazione a chi materialmente gestisce il servizio operativo) di avere sempre un’unica operatrice domiciliare, possibilmente con almeno una minima esperienza di bambini 0-3 anni, e chiedere un colloquio con tale operatrice per sviluppare assieme a lei un adeguato progetto di inserimento che consideri anche le eventuali esigenze esterne.

Non è detto che queste richieste delle educatrici possano essere soddisfatte, quindi è consigliabile almeno un colloquio con l’operatrice domiciliare poco prima dell’inserimento, in cui analizzare assieme i possibili problemi che si affronteranno assieme al momento dell’inserimento del bambino, eventualmente fornendole consigli o suggerimenti, e per ricavarne informazioni sui possibili vissuti familiari che potrebbero influenzare il bambino. Le educatrici dovrebbero considerare attentamente l’eventuale legame che il bambino potrà sviluppare verso l’operatrice domiciliare, se questa seguirà il bambino per molte ore anche al di fuori del momento dell’inserimento.

Un caso particolare di sostituti in inserimento: genitori che si alternano

Vediamo ora un caso particolare, quello dei genitori che si alternano durante il percorso dell’inserimento del proprio figlio in asilo nido.
L’inserimento in asilo nido, nella concezione più diffusa in Italia, dà un grande valore alla graduale costituzione di rituali per la gestione dello stress del distacco. In effetti, se il genitore che fino a quel momento aveva seguito l’inserimento del bambino è improvvisamente sostituito dall’altro, si assiste solitamente ad un totale cambio dei rituali in costruzione e, come abbiamo osservato in più occasioni, ad un rallentamento nel processo di ambientamento.

Consigliamo quindi che, nel limite del possibile, questa modalità sia preventivamente concordata dalla famiglia con le educatrici durante il colloquio preliminare, in modo da elaborare una strategia di inserimento specifica che riduca lo stress al bambino, già emotivamente provato dal distacco dalla famiglia e dalla conoscenza del nuovo contesto.

In particolare, questa strategia dovrebbe considerare di uniformare le risposte (emotive e pratiche) a:

  • Azioni del bambino; si pensi alle reazioni individuali al pianto del bambino
  • Creazione dei suoi rituali; il bambino può aspettarsi qualcosa dal genitore ad un certo punto
  • Rapporto con le educatrici; provate a pensare a questa situazione (che in questi casi di alternanza è piuttosto usuale): il padre, per la prima volta al nido col bambino, tra molti altri bambini e tutte donne che lo guardano...

Per le educatrici, un mezzo può essere quello di mettere per iscritto quanto accade (molto apprezzato dai papà), in modo che possano sapere “cosa li aspetta”; inoltre, dovranno accogliere il “nuovo” genitore in maniera da renderlo partecipe di cosa il bambino si aspetta da lui, eventualmente spiegandogli e guidandolo nelle situazioni che il bambino ha già affrontato con l’altro genitore. È quindi importante che le educatrici si sincerino che il coniuge che solitamente partecipa all’inserimento, tenga informato l’altro di quanto ha fatto il bambino in asilo nido, delle sue reazioni, dei progressi compiuti, ecc.
È quindi auspicabile per il genitore che sta affiancando il proprio figlio tenere un diario sull’esperienza dell'inserimento: tale strumento faciliterà la condivisione comune e il passaggio d’informazioni al “genitore sostitutivo”. La compilazione di un diario tornerà utile al genitore (e alle educatrici) anche nei momenti in cui il bambino apparirà in crisi e poco desideroso di andare al nido, o nasceranno eventuali altre difficoltà.
Le educatrici devono comunque essere preparate al fatto che le reazioni del bambino, in presenza dell’altro genitore, saranno probabilmente diverse da quanto visto fino a quel momento. 

Il diario e la comunicazione tra i genitori diventa indispensabile nei casi in cui la famiglia sia da poco immigrata nel nostro paese e/o uno dei genitori non capisca sufficientemente le lingue conosciute dalle educatrici.

Alternanza mamma – papà durante l’inserimento

L’alternanza mamma – papà durante l’inserimento, può essere di due tipi:


Sostituzione per una parte dell’inserimento

Sostituzione per una parte dell’inserimento

In tutti i casi da noi osservati in cui un genitore è sostituito da un altro per una parte consistente dell’inserimento, cioè per più giorni consecutivi, l’esito dell’ambientamento è stato ritardato.
In questo caso, vale quanto appena esposto. È consigliabile che i genitori si alternino per una settimana ciascuno, o periodi più lunghi.
In questo modo, le naturali variazioni nelle reazioni che il bambino ha con un genitore rispetto all’altro, assumeranno una loro espressione ritualizzata, utile all’ambientamento del bambino stesso.

Sostituzione sporadica o improvvisa

Sostituzione sporadica o improvvisa

In questi casi, abbiamo osservato solitamente una reazione negativa da parte del bambino.
Una sostituzione di un genitore con un altro può avvenire per cause contingenti. Abbiamo osservato che solitamente si ha, da parte del bambino, una giornata di tensione e nervosismo, perché disturbato dalla variazione nei rituali e nei rapporti dell’educatrice con la “nuova” (per quel contesto) figura familiare.
L’influenza di una singola sostituzione, dal punto di vista dell’ambientamento, è probabilmente trascurabile.

In considerazione della tensione e delle reazioni diverse del bambino, le educatrici dovrebbero interagire con la “nuova” diade in maniera da accoglierli, ma senza passare al passo successivo del programma di inserimento. Si tratterebbe comunque di un piccolo fermo, che abbiamo osservato non disturbare quanto raggiunto dal bambino fino a quel momento.

Articoli collegati - Esempi di sostituti dei genitori per Inserimento al Nido

Questo articolo di esempi si basa sul percorso indicato in  Sostituti dei genitori per inserimento dei bambini al nido, a cui rimandiamo per ulteriori approfondimenti.

Conclusioni - Esempi di sostituti dei genitori per Inserimento al Nido

In questo articolo abbiamo discusso i seguenti esempi di sostituti dei genitori durante la fase di inserimento del bambino in asilo nido: 1) Nonni, che rappresentano la maggior parte delle figure alternative ai genitori per l’inserimento; 2) babysitter o tata, non necessariamente solo per l’ambientamento; 3) operatrice domiciliare, nei casi in cui la famiglia abbia gravi problemi e sia seguita dai Servizi Sociali. Abbiamo inoltre osservato un caso particolare per le educatrici, quello in cui un genitore sia sostituito saltuariamente dall’altro durante il processo di inserimento del bambino in asilo nido.


 

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