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Comunicazione famiglie - educatrici

Comunicazione famiglie - educatrici

In questo articolo vedremo alcune idee come aumentare l’efficacia della comunicazione delle educatrici con le famiglie dei bambini iscritti nell’asilo nido, fornendo alcuni consigli. In particolare proporremo come comunicare al meglio durante l’accoglienza quotidiana (ingresso) e l’uscita. Vedremo infine alcuni consigli da noi sperimentati per la comunicazione di problemi e difficoltà di un bambino riscontrate in asilo nido, e qui raccolti e presentati dalla psicologa Milena De Giorgi.

Importanza per le educatrici della comunicazione con le famiglie

Per le educatrici, la comunicazione con le famiglie è di fondamentale importanza. Questo è evidente se si considera che il bambino vive sia in asilo nido, sia in famiglia. Curare la comunicazione con le famiglie è lo strumento chiave per un’effettiva collaborazione alla crescita e alla cura e per un’efficace alleanza educativa.
Le educatrici devono inoltre sempre considerare che la comunicazione non si esaurisce nella mera informazione.
Dal punto di vista operativo, ciò si traduce nel porre attenzione alle domande apparentemente chiuse dei genitori, tipo “ha mangiato, cosa ha fatto, ecc.”. La comunicazione non si esaurisce nella semplice risposta con una lista di cose (cioè nell’informare i genitori), ma cerca di trasmettere vissuti ed esperienze attraverso la relazione con l’altro.

Comunicazione famiglie-educatrici – 2 esempi

Per chiarire al meglio di quale comunicazione stiamo parlando in questo articolo, confrontiamo due esempi sintetici che ogni giorno capitano alle educatrici (siamo all’uscita dall’asilo nido di una bambina, Anna):


Esempio 1

[Saluti]
Madre: “Com’è andata oggi?”
Educatrice B.: “Molto bene, si è divertita, ha mangiato tutto ed è andata in bagno da sola 2 volte. Ha anche colorato tutti i fogli con un grande sole!”
Madre: “Che bello Anna! Dai, saluta B. e andiamo a casa”.
[Saluti]
Esempio 2

[Saluti]
Madre: “Com’è andata oggi?”
Educatrice B.: “Molto bene, abbiamo avuto una buona giornata! E lei come sta?”
Madre: “Sfinita! È stata una giornata terribile al lavoro e non vedo l’ora di andare a casa”. “Dai Anna, saluta B. e andiamo a casa”.
[Saluti]

Sono quasi simili e, dal punto di vista dell’educatrice di asilo nido, impegnano lo stesso tempo e costano la stessa fatica. La differenza però è fondamentale.

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Comunicazione per stabilire un rapporto empatico: analisi dei 2 esempi

Comunicazione per stabilire un rapporto empatico

Nell’esempio 1, non vi è stata una reale comunicazione tra l’educatrice e il genitore, ma solo uno scambio di informazioni: tanto valeva scriverle su un foglietto.

Questo è proprio quanto fatto nell’esempio 2: le informazioni della giornata del bambino (necessariamente da fornire ai genitori) non costituiscono tutta la situazione educatrice-genitore.

L’essenza della comunicazione all’asilo nido è stabilire un rapporto empatico.
La chiave sta nello scambio, nel mandare all’altro sia messaggi che possono essere colti in maniera chiara, sia dimostrazioni di interesse (che l’altro può ricambiare).
In altre parole, stabilire e mantenere un rapporto umano (nell’esempio 2, con “E lei come sta?”).

Comunicazione come apertura: riflessioni

Comunicazione come apertura: riflessioni

Impostare la comunicazione sull’apertura verso l’altro, in un asilo nido, significa esprimere attenzione ai bisogni umani dei genitori e non solo dei bambini.
Come abbiamo visto, nel caso di comunicazioni verbali è spesso sufficiente porre alcune domande interessate e discrete, fatte col sorriso e mantenendo il contatto oculare. Niente di difficile, a prima vista, ma l’educatrice lo deve fare migliaia di volte l’anno, anche quando è sotto stress o ha avuto una giornata lavorativa molto difficile e non ha nessuna voglia di sorridere o “chiacchierare”.
Queste però non sono “chiacchere”, ma il momento fondamentale di ricucitura emotiva tra i due ambienti (casa e nido) per il bambino, e il momento principale per stabilire e mantenere il rapporto di fiducia con i genitori. È importante quindi che le educatrici considerino questa comunicazione “di rimbalzo” (cioè basata su feedback) come una componente fondamentale del loro compito quotidiano.

Pianificare la comunicazione genitori-educatrici

Data l’importanza della comunicazione con i genitori, è consigliabile che essa sia pianificata, cioè pensata, discussa, preparata (e magari provata) in equipe educativa. Inoltre è consigliabile che essa sia valutata periodicamente.
Si osservi inoltre che la comunicazione è spesso inclusa nella Carta dei Servizi dell’asilo nido; questa inclusione accenna solitamente a forme con generica valenza educativa (ad esempio per la continuità orizzontale), non entrando nei dettagli di come, invece, la comunicazione sia uno strumento di lavoro per le educatrici.


Clicca per visualizzare come pianificare la comunicazione genitori-educatrici

1. Come pianificare la comunicazione con i genitori

1. Come pianificare la comunicazione con i genitori

Prima di iniziare a pianificare la comunicazione con i genitori, le educatrici devono essere consapevoli di due suoi aspetti:

  1. La comunicazione è parte fondamentale del proprio lavoro
  2. La comunicazione è uno strumento di lavoro collegiale

Il punto 1 si può discutere in una riunione del gruppo di lavoro, analizzando le possibili diversità nei punti di vista.

Il punto 2 necessita di una piccola spiegazione.
In un asilo nido, si deve considerare che l’educatrice che incontra i genitori all’entrata o all’uscita non sempre è quella che effettivamente ha trascorso la maggior parte della giornata con i bambini (ad esempio: turni, servizi non basati sull’educatrice di riferimento). Inoltre, spesso si osserva negli asili nido che i genitori si rivolgono a un’educatrice qualsiasi per ottenere informazioni sul servizio, ricevendo a volte notizie contrastanti.

La collegialità quindi implica questi aspetti:

  1. Realizzare assieme lo strumento della comunicazione, non lasciandolo alle singole individualità
  2. Intenzionalità dell’intero gruppo di lavoro ad applicare questo strumento
  3. Applicare questo strumento in maniera conforme al punto (a), pur nel rispetto delle modalità espressive proprie di ciascuna educatrice.

2. Pianificare la comunicazione genitori-educatrici in pratica

2. Pianificare la comunicazione genitori-educatrici in pratica

Vediamo in pratica come pianificare la comunicazione con le famiglie.
Come qualsiasi strumento di lavoro delle educatrici di asilo nido, la comunicazione può essere elaborata in seno al gruppo di lavoro.
La prima cosa da fare è discutere del valore della comunicazione nei vari momenti dell’asilo nido, in modo che tutte le educatrici comprendano l’importanza di un’efficace comunicazione e della necessità di un’azione collegiale per definirla.

Dopo che tutte le educatrici hanno espresso l’intenzione ad applicare lo strumento della comunicazione come da loro sarà elaborato (vedi ad esempio Consenso al Nido), si passerà a stendere alcune linee guida.
Tra queste linee guida per la comunicazione è importante sia presente:

  1. Modo di raccogliere le informazioni che arrivano dalla famiglia (ad esempio: su agenda della sezione).
  2. Modo di diffondere tra le educatrici le informazioni che arrivano dalla famiglia (ad esempio: l’agenda del punto 2 è appesa alla porta e ogni educatrice che presterà servizio in quella sezione la dovrà necessariamente consultare prima di entrare in servizio).
  3. Modo di porsi con le famiglie (ad esempio: sempre sorridere, cercare il contatto oculare, ecc.). In particolare decidere: il grado di formalità o informalità che le educatrici possono tenere, evitare o non i riferimenti alla propria vita personale (ad esempio: anche mio figlio...)
  4. Modo di comunicare eventi traumatici, difficili da affrontare o che possano generare resistenze emotive (sia nelle educatrici, sia nei genitori), ulteriore a quanto previsto solitamente nel Regolamento di Servizio. Ad esempio: chi era presente; chi era presente assieme ad una collega di sezione; parlarne solo dopo aver investito tutto il gruppo di lavoro.
  5. Contenuto dell’informazione quotidiana alle famiglie e forma del messaggio relativo (ad esempio: foglietto singolo, ecc.).
  6. Sempre e comunque rispettare la privacy di ogni singolo utente.
  7. Decidere chi e come fornisce informazioni sul Servizio in generale (ad esempio: rimandare al responsabile di servizio, alla coordinatrice interna, ecc.).

Nota: le forme di comunicazione che saranno usate dalle educatrici di asilo nido dovrebbero essere comunicate dalle stesse durante il primo colloquio con la famiglia.

Nota: se il gruppo di lavoro lo ritiene necessario, le educatrici di asilo nido possono chiedere l’inserimento della comunicazione (o di qualche suo aspetto) nel piano di formazione e aggiornamento professionale.

3. La comunicazione scritta

3. La comunicazione scritta

La comunicazione scritta istituzionale non è solitamente di competenza delle educatrici di asilo nido. Inoltre, essendo regolata dalla Legge 7 giugno 2000, n° 150, non ne parleremo in questo articolo. Ma un asilo nido non ha solo comunicazioni scritte istituzionali, ha anche molte comunicazioni educative che partono dalle educatrici e sono rivolte ai genitori. É possibile stabilire una comunicazione scritta empatica, o quanto meno che “passi la palla” ai genitori? La risposta è affermativa.

Alcune idee possono essere:
a) Raccogliere i pareri in via preventiva.
Ad esempio: “Per il mese prossimo noi educatrici abbiamo pensato a queste attività interscambiabili tra loro. Voi, che conoscete bene i gusti dei vostri bambini, quali preferite?”; “Stiamo progettando la giornata con i nonni – Avete suggerimenti?”, ecc.).
Le e-mail e i siti web sono ideali per queste raccolte.

b) Un aspetto particolare è fornire più informazione possibile ai genitori (oltre a quelle del loro bambino), per coinvolgerli e renderli partecipi della vita del nido.
Newsletter, bollettino settimanale per le famiglie, appuntamenti in bacheca, ecc: scegliete voi come farla arrivare ai genitori. L’importante è che sia esauriente e possa soddisfare le domande (anche non espresse) dei genitori e stimolare feedback da parte loro.
Alcuni esempi: menù della settimana prossima, calendario delle attività, foto delle attività dei bambini, la filosofia dell’equipe, come è stato risolto il problema X del mese scorso, ecc.

c) Altrettanto utile sono restituzioni in forma scritta (o meglio ancora: multimediale) di quanto le educatrici stanno facendo con ciascun bambino, al fine di raccogliere le impressioni dei genitori. I siti web sono ideali per questo.

Comunicare i problemi

Purtroppo le educatrici devono comunicare ai genitori anche i problemi che hanno rilevato o che sono accaduti nell’asilo nido. Immaginate una situazione del genere (paradossale):


Esempio 3

[Saluti]
Madre: “Come è andata oggi?”
Educatrice B.: “Questa mattina è stata morsa ad un orecchio, ha perso molto sangue e pianto sempre, ma a pranzo ha mangiato tutto ed è andata in bagno da sola due volte. Ha anche colorato tutti i fogli con un grande sole!”

Quante educatrici si sentirebbero a loro agio a comunicare un incidente del genere? Quanti genitori si sentirebbero a loro agio a ricevere un’informazione del genere?

Esempi di problemi che le educatrici devono comunicare, tipici degli asili nido ma non per questo facilmente comunicabili ai genitori, sono: un possibile problema nello sviluppo o del comportamento, morsi o ferite, comportamenti aggressivi pronunciati.
Può essere difficile anche chiedere ad un genitore informazioni su qualche segno fisico presente sul bambino, o parlare di argomenti che in qualche modo toccano la sessualità o l’anatomia, convinzioni culturali o religiose.

Argomenti di questo tipo possono creare disagio e fare emergere resistenze, sentimenti di colpa e sfiducia nelle proprie capacità e conoscenze, sia nei genitori sia nell’educatrice.
Ad esempio, il genitore può mettersi sulla difensiva, negare tutto (“a casa non fa così”) o anche essere aggressivo verso l’educatrice che comunica il problema. Questi atteggiamenti rovinano il rapporto di fiducia costruito con l’educatrice fino ad allora.

Come fare allora?

Clicca per visualizzare alcune idee per le comunicazioni difficili:

1. Come comunicare ai genitori un problema “difficile” rilevato dall’educatrice

1. Come comunicare ai genitori un problema “difficile” rilevato dall’educatrice

È consigliabile che le educatrici di asilo nido comunichino personalmente e in modo diretto un problema “difficile” da esprimere da loro rilevato, evitando di delegare a figure non coinvolte direttamente con il bambino (dirigente, supplenti, colleghe che non conoscono il bambino, ecc.) o di ricorrere a comunicazioni scritte. È chiaro che così non si semplifica il lavoro dell’educatrice, ma ci dobbiamo ricordare che è uno dei nostri compiti.

È fondamentale che le educatrici di asilo nido comunichino quanto da loro osservato, non le loro opinioni o giuidizi su quanto rilevato.
Per aiutare le educatrici in queste comunicazioni di problemi, proviamo ora a dare alcuni consigli provati da noi di Progetto Asilo Nido:

  1. Parlate con il genitore in situazione di calma (ad esempio, senza la presenza del bambino o altri adulti che girano).
  2. Siate chiare e concise. Non dilungarsi o divagare; non usare forme ipotetiche se si è sicure di quanto si sta riportando: niente “se”, “forse”, “potrebbe essere”.
  3. Usate delicatezza, ma senza addolcire troppo con eufemismi.
  4. Siate coerenti tra quanto esprimete verbalmente e non verbalmente.
  5. Non confrontate. Non fate riferimento a quanto sviluppato o manifestato da altri bambini
  6. Chiedete sempre cosa ne pensa il genitore. In altre parole, non buttate lì l’informazione per poi fare finta di niente, ma comunicate con la famiglia. Chiedete in modo diretto cosa ne pensa e aspettate la sua risposta, eventualmente annotandola.
  7. Dimostrate che state ascoltando attentamente e apprezzate la risposta del genitore (anche quella non verbale). Il contatto oculare e un cenno del capo possono far capire all'altra persona che si è interessati a quanto sta dicendo.
  8. Ascoltate attentamente e valutate la risposta del genitore (anche quella non verbale). È importante prestare attenzione (anche agli aspetti non verbali) e comprendere cosa è effettivamente comunicato dal genitore.
  9. Fare domande aperte. Questo sia per chiarire qualcosa sia per coinvolgere i genitori. Le domande aperte incoraggiano gli altri a parlare di un problema. Ad esempio: “a casa come fate quando...?”, “come reagite quando fa così...?”, ecc.
  10. Rispecchiare quello che si sente. È consigliabile riformulare o parafrasare ciò che il genitore ha appena detto. Questo dimostra partecipazione e attenzione all’altro, e ci aiuta a comprendere meglio quando detto dal genitore.
  11. Cercare un terreno comune. Provate a trovare qualcosa su cui sia l’educatrice sia il genitore concordino e costruire poi su tali accordi. Può essere anche una cosa semplice come: “Sembra che entrambi vogliamo la cosa migliore per Anna”, ma è un buon punto di partenza per una soluzione o per ridurre la tensione di una comunicazione difficile.
  12. Non “lasciarli soli”. Evidenziare in maniera semplice, chiara e diretta che tutte le educatrici e il personale del nido aiuteranno e sosterranno i genitori. Il bambino e la sua famiglia saranno ancora accolti nell’asilo nido, quindi fate loro presente in maniera aperta che nel servizio troveranno sostegno e il bambino sarà sempre curato, rispettato e educato come sempre. Nota: questo punto è importante anche per evitare che i genitori ritirino il bambino dal Servizio.

2. Un consiglio per la comunicazione di problemi “difficili”

2. Un consiglio per la comunicazione di problemi “difficili”

Il consiglio probabilmente più utile da noi provato è quello di pianificare anche questo tipo di comunicazione di problemi “difficili”. Le educatrici possono pensare, preparare (e possibilmente provare) in equipe come comunicare notizie e aspetti particolarmente difficili.

Nella fase di pianificazione può essere utile raccomandare ad ogni educatrice dell’asilo nido di raccontare ogni giorno a ciascun genitore sia cose “più piacevoli” sia malanni e altre cose “meno piacevoli”.
Questo aiuta a rafforzare il senso di fiducia dei genitori verso le educatrici e renderà più facile comunicare problemi difficili proprio grazie a questa maggior fiducia.

Articoli collegati - Comunicazione famiglie - educatrici

Per approfondire uno strumento per condividere e raggiungere facilmente decisioni comuni nell'equipe, vedi Consenso al Nido.
Vedi nella raccolta del Parlamento italiano la Legge 7 giugno 2000, n° 150.
Per approfondire la comunicazione dei problemi del bambino, vedi Analisi dei problemi di sviluppo con la famiglia.

Conclusioni - Comunicazione famiglie - educatrici

In questo articolo abbiamo proposto alcune riflessioni su come aumentare l’efficacia della comunicazione delle educatrici con le famiglie dei bambini iscritti nell’asilo nido. In particolare abbiamo visto come comunicare al meglio durante l’accoglienza quotidiana (ingresso) e l’uscita, e l’uso della comunicazione scritta.Dopo due esempi per focalizzare la differenza tra comunicazione e informazione, utili a chiarire il concetto di comunicazione con le famiglie come apertura verso di queste. Abbiamo poi visto come pianificare la comunicazione con i genitori, in particolare osservando i due aspetti di: 1) Comunicazione come parte fondamentale del proprio lavoro di educatrice di asilo nido; 2) Comunicazione come strumento di lavoro collegiale del gruppo di lavoro. Nel caso della comunicazione scritta, ne abbiamo visto le enormi potenzialità per le educatrici se: a) è esauriente e soddisfa le domande (anche non espresse) dei genitori, in maniera semplice e veloce; b) la comunicazione scritta stimola feedback da parte loro.
Abbiamo infine proposto alle educatrici alcuni consigli per la comunicazione di problemi e difficoltà di un bambino riscontrate in asilo nido.


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