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Empatia tra bambini al Nido – Implicazioni per l’educatrice

Empatia tra bambini al Nido – Implicazioni per l’educatrice

In questo articolo vedremo alcune riflessioni sull’empatia che esiste tra bambini dello stesso gruppo e le relative possibili implicazioni per l'educatrice di asilo nido. In particolare vedremo un possibile effetto di comportamenti o atteggiamenti dell’educatrice verso un singolo bambino difformi da quelli avuti con i pari. Infine vedremo una possibile implicazione educativa che può essere d’aiuto per comportamenti di difficile gestione. L'articolo è stato redatto dalla psicologa Milena De Giorgi, partendo da una serie di riflessioni sviluppate all'interno del nostro gruppo di lavoro.

Empatia tra bambini al Nido – Importanza e implicazioni per l’educatrice

Le educatrici di asilo nido spesso considerano l’empatia dei bambini un aspetto dello sviluppo socio-emotivo su cui lavorare, rischiando così di sottovalutare l'impatto di ciò che, fatto ad un bambino, è percepito empaticamente dal resto del gruppo. Vedremo nel seguito come questa percezione sia gravida di implicazioni per l'agire educativo in asilo nido.

Empatia nei bambini di asilo nido

Negli asili nido, in particolare nella sezione lattanti, alle educatrici capita di assistere a una sorta di pianto “contagioso”: iniziano uno o due bambini e ben presto piangono anche gli altri. A volte succede anche il contrario: alcuni bambini piangono e, dopo averne calmato uno, gli altri smettono.
In questi casi, spesso le educatrici parlano di “imitazione” per spiegare il fenomeno. Questa però non sembra essere una spiegazione sufficiente, ma un’etichetta spiccia che toglie importanza al fenomeno e non considera le emozioni dei bambini in gioco.
Infatti, i bambini non stavano imitando, ma provando una sorta di empatia (vedi ad esempio Hutman & Dapretto, 2009).
Una dimostrazione di empatia, ben nota alle educatrici, è ad esempio quando alcuni bambini (già deambulanti) cercano di consolare un bambino che piange portandogli un oggetto particolare (giocattolo, ciuccio, ecc) per distrarlo, o avvicinandosi a lui e guardandolo per tentare di capire cosa succede, o avvicinandosi all’educatrice.

Possibili implicazioni per l'educatrice dell’empatia dei bambini

Sappiamo inoltre che i bambini sono costantemente attenti ai comportamenti dell’adulto di riferimento, anche non verbali (vedi ad esempio Hoffmann, 1982; Zahn-Waxler et al., 1990). Questo in asilo nido è ben evidente già tra i 12-18 mesi , vedi anche Sviluppo del bambino 12-18 mesi.
Quindi è ben ipotizzabile che qualsiasi comportamento e atteggiamento le educatrici adottino verso un bambino sia osservato e valutato in maniera emotiva e empatica dagli altri bambini del gruppo, data la presenza di qualche forma di empatia tra i pari.

Ipotizziamo che un bambino dell’asilo nido veda un’educatrice che per qualche motivo alza la voce, è brusca, ha un atteggiamento scostante verso un altro bambino.
Dato lo sviluppo che i bambini di asilo nido possono raggiungere, è impossibile che un bambino osservante riesca a capire il motivo di tale comportamento dell’educatrice e a giudicarne le motivazioni e l’eventuale appropriatezza di applicazione in quel contesto e con quel bambino.
Quello che il bambino osservante percepisce è un adulto che potrebbe fare a lui quello che sta osservando, dato che vede mentre lo sta facendo e ne percepisce gli effetti sul bambino.
In altre parole, ogni altro bambino del gruppo vedrà l’azione dell’educatrice come una possibile minaccia. In definitiva, l’educatrice ha incrinato il rapporto di fiducia con l’intero gruppo di bambini.

Interazioni con bambini dal comportamento difficile da gestire

Considerando l’empatia del gruppo di bambini, si può affermare che il modo migliore per rispondere ad un comportamento difficile da gestire di un bambino inserito in un gruppo sia un’iper-applicazione delle attenzioni e delle cure che l’educatrice già sta facendo per ogni singolo bambino del gruppo stesso. In tal modo, tutti i bambini del gruppo percepiscono la coerenza dei comportamenti e la fiducia di ciascun bambinoi nell’educatrice non si altera.
 Per quanto riguarda il bambino di asilo nido con comportamento difficile da gestire, l’aumento di attenzione verso il bambino, unito al non concentrarsi sullo specifico comportamento, è lo strumento migliore a disposizione delle educatrici.

Bibliografia - Empatia tra bambini al Nido

Hoffman, M. (1982). Development of prosocial motivation: empathy and guilt. In N. Eisenberg (Ed.), The development of prosocial behavior (pp. 281-314). New York: Academic Press.
Hutman, T., & Dapretto, M. (2009). The emergence of empathy during infancy. Cognition, Brain, Behavior: An Interdisciplinary Journal, 13(4), 367-390.
Zahn-Waxler C., Radke-Yarrow M., Wagner E., and Chapman M. (1990). The development of concern for others. Child Development 63: 126–136.

Articoli collegati - Empatia tra bambini al Nido

Lo sviluppo dei bambini nella fascia d'età qui considerata è in Sviluppo del bambino 12-18 mesi.
L'argomento dell'empatia è approfondito, dal punto di vista educativo, in: Empatia e gestione delle emozioni in asilo nido.

Conclusioni - Empatia tra bambini al Nido

In questo articolo abbiamo visto alcune possibili implicazioni per l'educatrice di asilo nido dell’empatia che esiste tra bambini dello stesso gruppo. In particolare abbiamo visto che l’empatia influenza il comportamento del gruppo dei pari. Inoltre, tramite l’empatia, comportamenti o atteggiamenti dell’educatrice verso un singolo bambino, diversi da quelli avuti per gli altri bambini, influenzano tutto il gruppo. Questo ha portato ad una possibile implicazione che può essere d’aiuto per comportamenti di difficile gestione.


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