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Sviluppo del linguaggio al Nido – Punti chiave di Promozione

Sviluppo del linguaggio al Nido – Punti chiave di Promozione

In questo articolo vedremo come le ricerche scientifiche indicano alle educatrici di asilo nido e ai genitori una serie di punti chiave per la promozione dello sviluppo del linguaggio nei bambini di 0-3 anni, sia a livello di progetto educativo, sia nelle azioni quotidiane. In particolare vedremo 5 punti chiave per la promozione dello sviluppo del linguaggio, derivanti direttamente da evidenze scientifiche, e 2 metodi per applicarli in asilo nido in maniera semplice per le educatrici e utili e divertenti per i bambini. Questo articolo prende spunto da alcuni corsi di formazione tenuti dalla dottoressa Milena De Giorgi e si basa sulle aree di promozione indicate in Sviluppo del Linguaggio al Nido - Aree di Promozione, di cui evidenzia alcuni aspetti per una più semplice trasposizione nelle attività dei programmi didattici e nell’agire educativo delle educatrici di asilo nido interessate. L'articolo è stato curato dalla psicologa Milena De Giorgi, partendo da una serie di riflessioni sviluppate all'interno del gruppo di lavoro di Progetto Asilo Nido.

Importanza della promozione dello sviluppo del linguaggio al nido

L’importanza di una promozione attiva del linguaggio in asilo nido è chiara se riflettiamo sul fatto che un suo corretto sviluppo permette al bambino di affrontare al meglio la vita futura. Ad esempio, la varietà di linguaggio familiare cui il bambino è esposto precocemente è un predittore dello sviluppo del linguaggio all'età di 9 anni (Hart & Risley, 1995).

Promozione dello sviluppo del linguaggio al nido e educatrici

La base della promozione dello sviluppo del linguaggio, per i bambini di 0-3 anni, è essenzialmente l’interazione con chi il linguaggio già lo possiede in forma completa, cioè gli adulti - siano essi educatrici di asilo nido o i genitori (vedi per un compendio: Hoff, 2003b). Inoltre, si è osservato che (Tamis-LeMonda et al, 2001):

  • Le vocalizzazioni di un bambino (età in cui appaiono e frequenza) non sono indicatrici di un successivo sviluppo normale del linguaggio. In altre parole, assume particolare importanza il contesto di interazioni sociali in cui il bambino vive e cresce
  • La responsività del caregiver a 13 mesi è un indicatore di un corretto sviluppo del linguaggio del bambino maggiore della responsività a 9 mesi. In altre parole, è importante che il caregiver modifichi le proprie interazioni, comprese quelle sociali, adeguandole ai bisogni del bambino, in maniera da rispondervi sempre coerentemente

Ecco quindi che, per le educatrici, una promozione attiva del linguaggio dei bambini al nido assume una piena importanza educativa.
Dal punto di vista delle educatrici di asilo nido, le interazioni utili allo sviluppo del linguaggio devono essere caratterizzate da alcuni punti chiave, illustrati nel seguito.

Promozione dello sviluppo del linguaggio per i bambini di asilo nido

Dal punto di vista educativo, la promozione dello sviluppo del linguaggio si basa sui seguenti 5 punti chiave, derivanti e supportati da evidenze scientifiche, che ciascuna educatrice può sviluppare al meglio sia nel proprio progetto educativo, sia nel suo agire quotidiano con i bambini.

Come vedremo, questi punti chiave acquisiscono valori diversi asseconda della fase di sviluppo del bambino, ma sono sempre importanti per la promozione del suo linguaggio. Ad esempio, a partire dal secondo anno di vita, gli aspetti socio-communicativi collegati alla cura responsiva divengono via via più importanti e presenti nelle interazioni, mentre lo sono meno al di sotto dei 12 mesi.


1. Esposizione a molte parole diverse

1. Esposizione a molte parole diverse

Varie ricerche confermano che, per una promozione efficace dello sviluppo del linguaggio, i bambini devono essere esposti a una moltitudine di parole e forme grammaticali.
È stato evidenziato che il numero di parole diverse, che caratterizza il contesto in cui il bambino vive, sono proporzionali allo sviluppo del linguaggio del bimbo stesso (Hart & Risley, 1995; Hoff-Ginsberg, 1991).

Esposizione a molte parole “nuove” e sviluppo del linguaggio al Nido

Oltre all’esposizione ad un gran numero di parole diverse, è importante anche fornire al bambino molte parole nuove, cioè a lui non familiari. Infatti, per quanto riguarda l’esposizione ai vocaboli ai fini della promozione dello sviluppo del linguaggio in asilo nido, il contesto che sembra aver maggior efficacia educativa è quello caratterizzato da un alto rapporto di parole nuove su quelle già conosciute dal bambino (Hoff & Naigles, 2002; Hoff, 2003a; Huttenlocher et al, 1991; Pan et al, 2005). Naturalmente qui si sta parlando sempre di bambini di asilo nido, quindi della proposta di un numero di parole commisurato alla loro capacità di prestare attenzione!
Inoltre, come vedremo nei punti seguenti, l’essere esposti a molte parole deve essere combinato con altre azioni per una promozione efficace.

2. Ripetizione

2. Ripetizione

La ripetizione di molte parole sia nuove, sia già familiari al bambino, è un punto chiave nello sviluppo del linguaggio che può essere sottovalutato nell’ambito degli asili nido, solitamente a favore della varietà delle proposte didattiche. Questo può dipendere da un’errata percezione della ripetizione frequente come qualcosa di “meccanico”, e ritenuta quindi (dal punto di vista di un adulto) non molto efficace.

In realtà, la ripetizione è uno dei sistemi con cui un bambino:

  • Diviene familiare con termini nuovi
  • Rimane familiare con quelli già conosciuti

Sappiamo infatti che i bambini sotto i 12 mesi ascoltano per più tempo parole che sono usate nei discorsi in famiglia, rispetto ad altre che non vi appaiono frequentemente, come alcune ricerche hanno dimostrato (Hallé & de Boysson-Bardies, 1996; Hallé et al, 2008; Vihman et al, 2004).

Meno noto, ma che avvalora ulteriormente l’importanza della ripetizione, è il fatto che è possibile rendere familiari al bambino anche parole che non appartengono al lessico familiare. Anche una semplice ripetizione “meccanica” di termini inusuali, per una trentina di minuti al giorno per due settimane di seguito, crea una preferenza di ascolto nei bambini piccoli. Tale preferenza è presente anche dopo 15 giorni in cui i bambini non hanno più ascoltato tali vocaboli (Jusczyk & Hohne, 1997).

È quindi chiara l’implicazione della ripetizione per le educatrici di asilo nido.

3. Linguaggio come parole, fonetica e grammatica

3. Linguaggio come parole, fonetica e grammatica

I bambini sviluppano il linguaggio in maniera armonica, apprendendo simultaneamente nuove parole, suoni e forme grammaticali in modo armonico e pressoché in parallelo tra loro (Dixon & Marchman, 2007).

Inoltre, nel caso di bambini esposti a due lingue, si osserva che il numero di parole conosciute in una lingua è un indicatore della conoscenza della grammatica di quella lingua, mentre il numero di parole conosciute nella seconda lingua è un indicatore della conoscenza della grammatica di quest’ultima (Conboy & Thal, 2006).

Parole, fonetica, grammatica e sviluppo del linguaggio al Nido

Dal punto di vista operativo di una educatrice di asilo nido, questo si traduce nella necessità di fornire al bambino verbalizzazioni complesse, caratterizzate da parole, forme grammaticali e pronuncia corretta.

4. Coerenza semantica

4. Coerenza semantica

Da un punto di vista generale, “conoscere” una parola per un bambino di 0-3 anni richiede la conoscenza di (vedi anche Swingley, 2009):

  1. Forma sonora della parola (cioè la sequenza di consonanti e vocali che la compone, con la pronuncia tipica di quel linguaggio)
  2. Proprietà sintattiche (cioè come si lega alle altre parole: è un verbo, un aggettivo, ecc.)
  3. Denotazione della parola (cioè cosa descrive, in altre parole a cosa si riferisce semanticamente)

Le prime due conoscenze sono promosse dalle educatrici grazie ai punti sopra esposti. La connotazione semantica merita però una serie di riflessioni educative puntuali.

La prima riflessione riguarda il modo in cui le educatrici possono creare la coerenza semantica.

Partendo da Snow (1986), la base per garantire discorsi interpretabili semanticamente, coerenti e significativi, è il seguire e l’espandere l’argomento introdotto dal bambino, cioè l’oggetto del suo interesse.

La seconda riflessione riguarda le parole che l’educatrice di asilo nido usa per verbalizzare.

Queste verbalizzazioni dovrebbero creare una sorta di “contesto familiare”, cioè di parole e forme note al bambino, che facilita la comprensione di altre parole e varianti a lui nuove.
Ad esempio, si osserva che i bambini riconoscono in un’immagine un oggetto presentato con parole nuove, usando la frase stessa che contiene questa parola come contesto per comprenderne il significato (Golinkoff et al., 1992; Golinkoff et al., 1996).
Con questo sistema, i bambini sono in grado di comprendere anche le sfumature nell’uso delle parole, come diminutivi, vezzeggiativi, significati traslati e altro (Gillette et al., 1999).

La terza riflessione riguarda la possibilità di variare le proprie verbalizzazioni.

L’educatrice di asilo nido può, infatti, aumentare il numero di parole proposte ai bambini e la loro frequenza (punti chiave 1 e 2), pur mantenendo nel contempo la coerenza semantica dei termini nuovi o comunque presentati da poco.
Ad esempio, se l’educatrice introduce un oggetto in un dato contesto (una routine, una storia, ecc.), lo può riproporre in una situazione che abbia gli stessi significati agli occhi del bambino (una situazione di gioco, una canzone, ecc.).

A conferma della necessità di creare un contesto per l’interpretazione delle parole, si osserva che i bambini sotto i 4 anni hanno grandi difficoltà a comprendere il significato di nuove parole proposte esclusivamente durante una lettura ad alta voce o narrativa (Eller et al., 1988; Elley, 1988; Robbins & Ehri, 1994).

Coerenza semantica e sviluppo del linguaggio al Nido

È chiara l’importanza di una puntuale programmazione didattica per sfruttare al meglio questi aspetti di coerenza semantica in asilo nido. Tale programmazione deve considerare esplicitamente che la coerenza semantica deve essere appropriata e coerente con quanto il bambino è in grado di apprendere e capire in quella fase di sviluppo. È quindi consigliabile prevedere adeguate osservazioni mirate.

5. Attenzione congiunta

5. Attenzione congiunta

Varie ricerche (Bloom, 1993, 1998; per un compendio vedi anche: Bloom, 2000) confermano che i bambini apprendono più facilmente le parole che sono collegate a quanto cattura il loro immediato interesse, cioè quando ciò che dice l’educatrice di asilo nido e/o il genitore è:

  • Focalizzato su quello cui il bambino sta già facendo attenzione
  • Rilevante per questa attenzione

Inoltre, alcune ricerche hanno evidenziato che più i genitori e le educatrici di asilo nido creano situazioni di attenzione congiunta in cui verbalizzano ciò che attrae l’interesse del bambino, più i bambini da loro coinvolti conoscono un maggior numero di parole e possono usarle con maggior proprietà, cioè conseguono un miglior sviluppo del linguaggio (Akhtar, Dunham & Dunham 1991; Dunham, Dunham & Curwin, 1993; Hollich et al., 2000; Tomasello & Farrar, 1986).

Attenzione congiunta e sviluppo del linguaggio al Nido

Dal punto vista operativo, quindi, per la promozione dello sviluppo del linguaggio è necessario che l’educatrice di asilo nido:

  1. Prima si concentri nella creazione di situazioni di attenzione congiunta
  2. Successivamente, verbalizzi quanto è al centro dell’interesse del bambino

Tale sequenza è fondamentale: i bambini apprendono meno parole quando l'adulto cerca di indirizzare la loro attenzione del bambino verso cose non interessanti per loro, anche se verbalizza correttamente (Akhtar, 2005; Dunham, Dunham, e Curwin, 1993; Hollich et al., 2000; Tomasello & Farrar, 1986).

Consideriamo anche che, se un bambino presta attenzione ad una cosa che sente nominare, sarà più veloce nel capire il significato del termine usato, cioè a collegarlo ad un oggetto, un’azione o altro (Akhtar, 2005). Inoltre, è ipotizzabile che in tal modo possa collegare il vocabolo usato con il significato (oggetto, azione, ecc.) in maniera migliore e più facilmente ripetibile, cioè “usare” il significato da lui compreso (due interessanti esperimenti sono in Gopnick & Meltzoff, 1992).
L’enfasi che stiamo ponendo alla velocità di comprensione di quanto detto, da parte del bambino, è dettata da ricerche che evidenziano come la competenza di un bambino nel comprendere rapidamente le parole a 2 anni sia un predittore della sua capacità di comprendere il linguaggio e apprendere con facilità nuove parole (Fernald, Perfors, & Marchman, 2006), finanche all’età di 8 anni.

Nota. L’apprendimento collegato all’interesse contingente del bambino è una particolarità nello sviluppo del linguaggio che presenta anche aspetti potenzialmente difficili da gestire in un asilo nido.
Ad esempio, i bambini sotto i 12 mesi pensano che una parola detta da un adulto di riferimento sia sempre relativa all’oggetto che li sta interessando, non ad altre cose (Pruden et al. 2006). Questo può portare a facili fraintendimenti, cioè il bambino può considerare un termine come proprio di una certa azione o oggetto e non ad altro. Dato che una educatrice di asilo nido non può verificare facilmente se il bambino ha compreso o no la relazione parola-oggetto, è chiaro che dovrà impegnarsi nel catturare il più possibile la sua attenzione, cioè sviluppare situazioni di attenzione congiunta. Un esempio concreto di questa difficoltà si ha in situazioni sociali, quando ad esempio l’educatrice verbalizza al bambino una emozione provata da un pari.

Strumenti per la promozione dello sviluppo del linguaggio al Nido

Vediamo ora due strumenti per la promozione dello sviluppo del linguaggio facilmente usabili da educatrici di asilo nido e genitori, basati sui 5 punti chiave prima visti. Infatti, i punti precedenti possono essere trasferiti nella pratica educativa combinandoli nei seguenti modi:


1. Clima relazionale positivo

1. Clima relazionale positivo

Come abbiamo visto prima, lo sviluppo del linguaggio è un fenomeno basato su interazioni socio-comunicative (anche per i lattanti: vedi anche Goldstein, King & West, 2003), quindi il clima relazionale che si instaura in asilo nido tra educatrice e bambino ha una propria importanza.

In particolare, i punti sopraesposti sono facilmente ottenibili quando l’educatrice o i genitori instaurano un clima relazionale positivo (Hart & Risley, 1995), in cui le proibizioni sono sostituite da “affermazioni” (“affirmations”). Le proibizioni, infatti, sono chiusure nell’interazione con il bambino da parte dell’educatrice, sia verbali (“Non fare...”), sia nel tono della voce, nella mancanza di un riconoscimento o apprezzamento (niente sorriso di risposta), sia non verbali come l’evitamento o una postura rigida e non accogliente.

Un clima relazionale positivo è, invece, caratterizzato da una serie di aperture, accoglimenti e espansioni di quanto interessa ciascun bambino. In questo modo, l’educatrice di asilo nido riesce a sviluppare una vera e propria conversazione, in cui da una parte apprezza l’interesse del bambino, dall’altra gli propone frasi complete e complesse (in termini, grammatica e semantica), stimolandolo nell’ulteriore continuazione verbale. Questa continuazione permette al bambino, in maniera naturale, la sperimentazione di:

  • Maggior numero di parole e forme sintattiche, coerenti semanticamente tra loro
  • Maggior tempo di conversazione e di interazione
  • Uso sociale del linguaggio
  • Strutture linguistiche più complesse

Proprio tale sistema di conversazioni e interazioni aperte permette al bambino tutti quei processi che gli consentono di apprendere al meglio, non solo il linguaggio (Chi, 2009).

Clima relazionale positivo e sviluppo del linguaggio al Nido

In pratica, l’educatrice inizia una vera e propria conversazione su quanto ha già catturato l’attenzione di un bambino, passandogli la parola e, quando si avvicinano altri compagni che si interessano, includendoli nell’interazione verbale (quest’ultima azione solitamente dopo i 15-18 mesi).

É possibile per ogni educatrice stabilire e far proprie delle regole di conversazione con i bambini, ad esempio combinando più azioni educative come:

  • Nominare l’oggetto al bambino, aggiungendo 1-2 aggettivi
  • Fare un apprezzamento
  • Proporre un’azione
  • Proporre una interazione sociale

La conclusione di questa conversazione è solitamente molto naturale: i bambini, una volta soddisfatti, si allontanano in cerca di un altro oggetto di interesse, o proseguono in un gioco che nasce tra di loro.

Clima relazionale positivo e sviluppo del linguaggio al Nido - un esempio

La forza di un clima relazionale positivo è facilmente apprezzabile con questo esempio:

Di fronte al bambino che si ferma ad osservare un oggetto, l’educatrice A esclama: “Non ora, adesso stiamo facendo questo...”

L’educatrice B, attenta al clima relazionale positivo, all’interno di una identica situazione, dice: “Lo sai che quel ... blu è proprio bello? Sai come si chiama? Bravo! Vuoi usarlo qui? Lo sai che puoi usarlo qui come... Magari lo possiamo far vedere anche a…”. Mentre parla con il bambino, può ad esempio avvicinarglisi o stabilire, sorridendo, un contatto oculare, e prendere in mano l’oggetto per poi passarlo al bambino, o farselo portare dal bimbo.
In quest’ultimo caso, l’efficacia educativa è maggiore, proprio in virtù del clima relazionale positivo creato dalla educatrice.

2. Promozione dello sviluppo del linguaggio con la cura responsiva

2. Promozione dello sviluppo del linguaggio con la cura responsiva

Molte ricerche hanno evidenziato che i bambini si sviluppano al meglio quando gli adulti interagiscono in maniera responsiva con loro (per un compendio, vedi Shonkoff & Phillips 2000). Per una analisi della cura responsiva più in dettaglio, vedi Cura Responsiva al Nido - Definizione.
Dal punto di vista dell’incentivare lo sviluppo del linguaggio, si osserva che la cura responsiva permette ad una educatrice di creare facilmente occasioni di attenzione congiunta (vedi punto 5), e di enfatizzare gli aspetti socio-comunicativi quali le interazioni “a turni” nella verbalizzazione con il bambino, l’offrire rinforzi positivi e ripetizioni mirate, espandere quanto interessa il bambino in maniera semanticamente coerente. Queste azioni basate sulla cura responsiva si sono dimostrate particolarmente efficaci nella promozione dello sviluppo del linguaggio (Howes, 2000; Tamis-LeMonda, Bornstein & Baumwell, 2001; Tomasello & Farrar, 1986), non solo in asilo nido ma anche nella scuola dell’infanzia (Hirsh-Pasek & Burchinal, 2006).

Cura responsiva e sviluppo del linguaggio al Nido

Dal punto di vista operativo, osserviamo che tutti i punti chiave precedenti trovano la loro massima espressione proprio all’interno di un sistema di relazioni educatrice-bambino basate sulla cura responsiva. In questo modo otteniamo una serie di precise indicazioni pratiche per l’agire educativo quotidiano e utili suggerimenti per la progettazione educativa, oltre che idee per la programmazione didattica.
Data l’importanza della cura responsiva delle educatrici per lo sviluppo del linguaggio dei bambini di asilo nido, tale punto è approfondito in Cura Responsiva e Sviluppo del Linguaggio al Nido.

Bibliografia


Clicca per visualizzare la bibliografia in dettaglio:

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  • Bloom P., (2000): “How Children Learn the Meanings of Words”. MIT Press, Cambridge, Mass, USA
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  • Dixon J. A., & Marchman V. A., (2007): “Grammar and the lexicon: developmental ordering in language acquisition”. Child Development, vol. 78, no. 1, pp. 190–212, 2007
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Articoli collegati

Alcune riflessioni sulle aree di intervento per la promozione dello sviluppo del linguaggio dei bambini, utili alle educatrici di asilo nido per il Progetto Educativo, sono proposte in Sviluppo del Linguaggio al Nido - Aree di Promozione; in tale articolo sono contenute altre evidenze scientifiche su tale argomento.
Per chi volesse approfondire come sviluppare in pratica la cura responsiva, rimandiamo a Cura Responsiva al Nido – Modello operativo, mentre una discussione più mirata al linguaggio è presentata in Cura Responsiva e Sviluppo del Linguaggio al Nido.
Un esempio concreto dell'applicazione dei punti chiave appena visti è dato dalla lettura con i bambini di asilo nido, vedi: Lettura al Nido e Sviluppo del Linguaggio.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo proposto alcuni punti chiave per la promozione dello sviluppo del linguaggio dei bambini di 0-3 anni, ricavati da ricerche scientifiche e utili per le educatrici di asilo nido e i genitori. Abbiamo visto in particolare: 1) Esposizione a molte parole, sia diverse tra loro, sia nuove e non già conosciute dal bambino; 2) Ripetizione; 3) Sviluppo del Linguaggio inteso come insieme di parole, fonetica e grammatica; 4) Coerenza semantica; 5) Attenzione congiunta. Abbiamo poi combinato questi punti in due strumenti educativi quali: a) Clima relazionale positivo; b) Promozione dello sviluppo del linguaggio con la cura responsiva. Operare sull’insieme di questi punti chiave con questi due strumenti educativi permette a educatrici e genitori una efficace promozione dello sviluppo del linguaggio dei bambini di asilo nido.


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