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Attività e sviluppo a 6-12 mesi

Attività e sviluppo a 6-12 mesi

In questo articolo proporremo alcuni suggerimenti per attività didattiche e buone pratiche educative, utili alle educatrici di asilo nido per bambini di età compresa tra 6 e 12 mesi, basate sul relativo sviluppo. Questo articolo, redatto dalla dottoressa Milena De Giorgi, si basa su Sviluppo del bambino 6-12 mesi, di cui riprende parzialmente la struttura dello sviluppo in otto ambiti.

Sviluppo e attività a 6-12 mesi

Le attività che una educatrice di asilo nido può inserire nel proprio progetto educativo si basano sullo sviluppo delle capacità e delle competenze che il bambino tra 6 e 12 mesi possiede o sta per conseguire (zona prossimale di sviluppo). I seguenti esempi di esperienze e attività possono ricadere in più ambiti, dato l’intreccio fra i vari punti della crescita del bambino.

Per una illustrazione dello sviluppo dei bambini di asilo nido nell’età 6-12 mesi si rimanda a Sviluppo del bambino 6-12 mesi.
Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo 6-12 mesi distinte nei seguenti ambiti.


Nota sul tipo di interazione prevista

Nota sul tipo di interazione prevista nelle attività 6-12 mesi

Tra 6 e 12 mesi, le interazioni al nido sono quasi esclusivamente tra educatrice e bambino, di tipo uno a uno. Verso i 10-12 mesi inizia ad acquisire importanza la presenza dei pari. Una competenza che modifica in maniera sostanziale le interazioni tra educatrice e bambino è il raggiungimento della deambulazione.
Una delle azioni educative fondamentali dell’educatrice verso i bambini 6-12 mesi è di permettere loro lo sviluppo di un attaccamento sicuro; maggiori dettagli in Creare legami di attaccamento sicuro al Nido.
Nel caso delle interazioni tra educatrice e bambino uno a uno dato che l’educatrice deve operare con più bambini alla volta, dovrà alternarsi tra ciascuno di questi mentre gli altri si intratterranno su tappeti adeguadamente predisposti con oggetti, ecc. L’educatrice dovrebbe in ogni modo stabilire, sorridendo, il contatto oculare con i bambini a lei vicini che sembrano cercarla. Inoltre deve rivolgersi a turno ai vari bambini, spostandosi nel loro campo visivo e chiamandoli per nome, verbalizzando in tono incoraggiante quanto stanno facendo.

Attività e sviluppo del linguaggio 6-12 mesi

Attività e sviluppo del linguaggio 6-12 mesi

Tra 6 e 12 mesi, lo sviluppo del linguaggio, cioè in sintesi la capacità di ascoltare, capire e comunicare diventa significativo, dato che il bambino inizia a produrre le prime parole. Una educatrice di asilo nido deve essere in grado di sostenere e promuovere questo sviluppo, partendo dalla consapevolezza delle fasi di sviluppo e creando un ambiente favorevole e stimolante, ad esempio con un registro linguistico semplice e chiaramente percepibile dal bambino (parole ben sillabate, non lunghe, univoche; frasi brevi e dirette; uso del nome proprio sia del bambino sia dell’oggetto o azione). Lo sviluppo del linguaggio durante questo periodo influenzerà l'intera vita del bambino.
Tra 6 e 12 mesi il bambino è in grado di:

  1. Ascoltare e comprendere; in particolare il bambino inizia a produrre le prime parole e:
    1. Risponde al discorso
    2. Risponde a gesti

Vediamo alcune attività relative allo sviluppo del linguaggio 6-12 mesi in dettaglio.

1. Risponde al discorso

Tra 6 e 12 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità di ascolto e comprensione del bambino per cui egli risponde alle voci degli altri e inizia ad interagire quando gli si parla.

 Attività: Richiami

Dai 6 mesi, il bambino è di solito molto attento quando gli si parla in maniera regolare.
Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido

  • Prova a chiamare ciascun bambino da una breve distanza, a turno
  • Aspetta che il bambino giri la testa e risponde con un sorriso o altre espressioni del viso.

Se il bambino continua a rispondere, la prossima volta l’educatrice proverà da una distanza maggiore.

Attività: Chi è?

Dai 6 mesi, il bambino è di solito molto attento al fatto che qualcuno gli si rivolga. Inoltre comincia a dimostrare le prime capacità di far attenzione a ciò che lo riguarda.
Per sfruttare a fini educativi tali capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido:
Fa in modo che qualcuno che abbia familiarità con il bambino resti al di fuori della sua visuale.
Quando l'adulto chiama il bambino, l’educatrice esclama “Chi è”, “Chi è venuto a trovare (nome del bambino)”, ecc. Quindi controlla se il bambino risponde con espressioni facciali o sorrisi ed eventualmente fa ripetere la chiamata.
Quando il bambino risponde, l'adulto dovrebbe entrare nella visuale del bambino per “convalidare” la risposta del bambino.
Nota: attività simile alla precedente. In questo caso qualcun’altro, che il bambino già conosce, lo chiama. Questa è una tipica attività inseribile nei rituali di uscita dal nido (con l’educatrice che esclama “chi è”) o all’entrata (il genitore introduce l’educatrice con il gioco del “chi è”).

2. Risponde a gesti

A partire dai 6 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità di ascolto e comprensione del bambino per cui egli comincia sia a guardare i gesti degli altri, sia a rispondervi con gesti. Ad esempio: afferra con le dita, saluta agitando o chiudendo il pugno, gioca con l’educatrice che fa Cucù ecc.
Nota: nel gioco del Cucù tra 6-12 mesi è importante che l’educatrice non si nasconda completamente (ad esempio usando le mani o le dita aperte) e sorrida al bambino guardandolo negli occhi.

Attività: Batti batti le manine

Per sfruttare a fini educativi tali capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può usare il gioco universale del “Batti batti le manine”. Tale gioco è un ottimo modo per aiutare i bambini che cominciano a usare i gesti per rispondere ai gesti degli altri.

Ogni educatrice probabilmente conosce e utilizza una propria versione di questa canzone. In alcune versioni si aumenta il ritmo del battito delle mani, in altre si fanno con le mani dei gesti particolari unendole a pugno chiuso o aperto, ecc.
La cosa più importante è iniziare guidando i gesti del bambino, sorridendo sempre, fino a quando il bambino comincia a ricreare i gesti.

Attività: Imitazione di gesti comuni

Durante questa fase di sviluppo, il bambino inizia a imitare i gesti. Per sfruttare a fini educativi tali capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido:
Prova semplici gesti con il bambino, come ad esempio salutare agitando la mano o chiudendo il pugno, gettando le mani in aria per mostrare qualcosa di alto (grande grande così), ecc.
L’educatrice può decidere se guidare le mani del bambino dolcemente in un primo momento, ma dovrebbe dare al bambino l'opportunità di fare i gesti da solo.

Attività e sviluppo dell’alfabetizzazione 6-12 mesi

Attività e sviluppo dell’alfabetizzazione 6-12 mesi

Tra 6 e 12 mesi, per quanto riguarda lo sviluppo dell’alfabetizzazione, l’educatrice può, già a questa età, aiutare lo sviluppo delle future capacità di lettura e di alfabetizzazione con semplici, ma efficaci attività di supporto. In particolare l’educatrice può facilitare esperienze relative al linguaggio, ai suoi elementi costituenti e all’uso dei libri da parte dei bambini.
Tra 6 e 12 mesi il bambino è in grado di:

  1. Manifestare consapevolezza fonemica; in particolare il bambino:
    1. Balbetta una serie di suoni
    2. Riproduce suoni e parole
  2. Inizia a manifestare consapevolezza del libro e del linguaggio scritto; in particolare il bambino:
    1. Guarda con interesse le immagini in un libro
  3. Inizia a manifestare attenzione alla scrittura; in particolare il bambino:
    1. Manipola strumenti di scrittura e si interessa ai segni lasciati sulla carta o su altra superficie

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo dell’alfabetizzazione a 6-12 mesi in dettaglio.

1. Balbetta una serie di suoni

Tra 6 e 12 mesi, l’educatrice può sfruttare la consapevolezza fonemica dimostrata dal bambino per cui egli inizia la lallazione, seguita dal balbettio e poi passa a unire insieme i vari suoni.

Attività: Le chiacchierate

Durante la fase 6-12 mesi di sviluppo, il bambino di solito inizia a fare suoni udibili nel tentativo di “parlare”. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido deve sempre mostrare apprezzamento verso la lallazione e il balbettio del bambino. Questo apprezzamento incoraggia solitamente il bambino a continuare nell’emettere suoni. Un buon modo per mostrare apprezzamento e invogliare all’emissione di suoni è “chiacchierare” allegramente col bambino, prima ripetendo (rispecchiamento) il verso fatto dal bambino, poi estendendolo con commenti, come: “Ti stai divertendo in questo momento? Ti piace quel giocattolo?”, ecc.
In questo modo tra l’altro sì da un primo “assaggio” del valore relazionale della comunicazione al bambino, e si introduce l’alternanza nella comunicazione (che sarà sviluppata nei mesi successivi).

Attività: il giocattolo preferito

Durante questa fase di sviluppo, molti bambini scelgono un giocattolo particolare che sembrano preferire per il gioco. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può lavorare su una parola specifica per coinvolgere il bambino (ad esempio il nome del giocattolo, o alcune sue caratteristiche), aumentando nel tempo il numero di parole ad esso riferite.
(Supponiamo che il bambino preferisca un certo orsetto).  L’educatrice può esordire con: “A., ecco il tuo orsetto. È proprio bello il tuo orsetto”, ecc.
Successivamente, cercando l’orsetto con il bambino, l’educatrice può dire: “A., dov'è il tuo orsetto? Diamo un'occhiata a dove è finito il tuo orsetto!”, ecc.
Successivamente, esplorando l’orsetto con “Che belli gli occhi del tuo orsetto! Sono due! Sono bianchi! E il musetto del tuo orsetto di che colore è? Marrone, bravo A.!”, ecc.

2. Riproduce suoni e parole

Tra 6 e 12 mesi, l’educatrice può sfruttare la consapevolezza fonemica dimostrata dal bambino per cui egli inizia a imitare e riprodurre i suoni delle parole udite ripetutamente, come “ma ma ma”.

Attività: Suoni per Parole

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, un’efficace attività per l’educatrice di asilo nido che vuole incoraggiare i bambini e stimolare  le prime parole, durante i 6-12 mesi, è quella di cantare le canzoni con parole dal suono indicativo.
Il classico esempio è una canzone come “Nella vecchia fattoria”, in cui “Muuu” è indicativo di mucca (altri animali purtroppo non hanno quest’indicatività: gatto fa “miao”, non “gaaa”; per ovviare a questo problema, vedi la nostra modifica nell’ARTXYZ). L’importante è che queste canzoni contengano parole-suoni, come ad esempio: beee, bau, din, ecc. Inoltre, un uso accorto di rime, assonanze interne e ritmo delle frasi è molto utile in questa fase.
Il bambino di solito comincia ad imitare queste parole quando ha udito il suono alcune volte.

Buona pratica: Attenzione alle prime consonanti

Verso la fine di questa fase di sviluppo, la maggior parte dei bambini cominciano a usare i suoni consonantici. La consonante all'inizio di solito aiuta l’educatrice a capire ciò che il bambino sta cercando di dire.
L’educatrice può aiutare il bambino rafforzando e ripetendo i suoi primi suoni. Ad esempio, se il bambino comincia a balbettare, l’educatrice dovrebbe ripetere il “Da, da, da” con il bambino.
Quando l’educatrice parla al bambino di un oggetto, come ad esempio una palla, dovrebbe enfatizzare il suono all'inizio della parola. Un esempio è: “Ecco la tua palla (sottolineando il suono della  “P”).

3. Guarda con interesse le immagini in un libro

Tra 6 e 12 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità iniziali di conoscenza e consapevolezza del libro e del linguaggio scritto del bambino per cui egli guarda le immagini in un libro e mostra interesse quando tali immagini sono verbalizzate.

Attività: Libri sensoriali
Libri con texture diverse, fatte per essere toccate e sperimentate dai bambini sono eccellenti in questa fase di sviluppo. Inoltre con questi libri l’educatrice può stimolare nel bambino lo sviluppo della capacità di osservazione e di prestare attenzione (tramite il coinvolgimento nelle azioni e con l’attenzione congiunta nelle immagini del libro); per l’attenzione congiunta vedi Attenzione congiunta al Nido e sviluppo.
Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino di guardare con interesse le immagini in un libro, l’educatrice di asilo nido guida le dita del bambino alla porzione sensoriale del libro, verbalizzando l’azione e le sensazioni. In questa fase, il bambino solitamente non è in grado di matenere l’attenzione per il tempo necessario ad un racconto, quindi l’educatrice proporrà un’immagine alla volta, rinnovando l’attenzione con la verbalizzazione.

Attività: Libriccini “corazzati”

Con “Libriccini corazzati” intendiamo qui quei libri piccoli, pesanti e costituiti solitamente da sole figure,  molto resistenti e che possono resistere agli sforzi del bambino – denti compresi. Ogni asilo nido li chiama in modo diverso. Spesso sono in stoffa con anima in cartone pesante, o in cartone pesante plastificato. Sono l'ideale per bambini 6-12 mesi, perché il bambino comincia ad occuparsi di immagini accattivanti ma i libri “normali” durerebbero poco nelle sue mani... L’educatrice può notare che alcuni bambini saranno più interessati ad alcune immagini piuttosto che ad altre. È consigliabile quindi che le proponga e le usi più spesso.
In questa attività l’educatrice di asilo nido invoglia il bambino a voltare pagina per guardare l'immagine successiva. Quando il bambino inizia a essere in grado di voltare la pagina, l’educatrice dovrebbe porgere la nuova pagina in modo che questo possa afferrarla e voltarla a sua volta (ad esempio sollevandola leggermente).
Inoltre si consiglia di lasciare “sperimentare” il libriccino corazzato al bambino come un oggetto dotato di caratteristiche particolari (ad esempio: le pagine; le immagini che si ripetono o sono diverse; ecc.).
Un esempio di libriccino corazzato sono i libri di stoffa.
Nota. Questa fase è detta solitamente del “libro-giocattolo”, vedi Catarsi (2001).

4. Manipola strumenti di scrittura e si interessa ai segni lasciati sulla carta o su altra superficie

Tra 6 e 12 mesi, l’educatrice può sfruttare le iniziali capacità di attenzione alla scrittura del bambino per cui egli comincia a mostrare interesse nel fare segni sulla carta utilizzando un grande pastello o pennarello. Inoltre, verso i 12 mesi, il bambino comincia a essere curioso verso altri bambini o adulti che fanno segni sulla carta.

Attività: Pittura a dita edibile

L’educatrice di asilo nido propone al bambino di dipingere con le dita usando come colore il budino preconfezionato. Nota. Porre la massima attenzione a allergie e intolleranze di ciascun bambino, leggendo bene le etichette dei budini.
L’educatrice di asilo nido si assicura di utilizzare una superficie pulita o un pezzo di carta bianco, su cui verserà un mucchietto di budino al centro, a portata del bambino. Inoltre, si assicura che le mani del bambino siano pulite e l'abbigliamento del bambino sia coperto. L’attività funziona bene con il bambino nel seggiolone con il ripiano.
Alcuni bambini che inizialmente non useranno il budino, si coinvolgeranno nell’attività dopo aver osservato gli altri bambini giocare. In ogni caso è importante che l’educatrice lasci ciascun bambino libero di sperimentare e, naturalmente, di mangiare il budino!
L’educatrice deve sorvegliare i bambini durante questa attività.

Nota. Il budino preconfezionato è ottimo, ma quasi sempre ha coloranti e aromi (si pensi all’aroma di vaniglia) che possono condizionare il bambino. È possibile farsi preparare un budino istantaneo (quelli in bustina) o una crema (sempre in bustina) poi colorata col cacao, sempre facendo attenzione ad evitare i coloranti. Se il personale di cucina avesse circa 10 minuti di tempo, potrebbe preparare un budino con la farina (attenzione al glutine in questo caso) o con la fecola di patate e senza zucchero. Ad ogni modo, di solito è molto più il budino che finisce in bocca che quello sulla carta!
Alcune educatrici del Progetto Asilo Nido hanno provato con coloranti alimentari disciolti in acqua, sicuramente meno appetitosi e con un maggior numero di colori. È possibile anche diluire i colori in una pastella di acqua e poca farina, per dar loro una certa consistenza (attenzione al glutine in questo caso). Una variante che alcune di noi stanno provando (2011-’12) è l’uso di yogurt (bianco) su fogli scuri.

Attività e sviluppo socio-emotivo 6-12 mesi

Attività e sviluppo socio-emotivo 6-12 mesi

Tra 6 e 12 mesi, per quanto riguarda lo sviluppo socio-emotivo, il bambino inizia a sviluppare una serie di competenze individuali, sociali ed emotive dal momento in cui si impegna nelle prime interazioni sociali. Il bambino esprime emozioni diverse a seconda di come si sente (bene, a disagio) e di cosa prova (tristezza, allegria). Il bambino già riconosce persone familiari e rispecchia le emozioni che lo circondano. Questi elementi sono alla base della costruzione di interazioni sociali con gli altri.

Tra 6 e 12 mesi il bambino è in grado di:

  1. Iniziare a sviluppare il concetto di Sé; in particolare il bambino:
    1. Sviluppa i propri schemi per i bisogni primari
    2. Esprime una varietà di emozioni
    3. Risponde quando si usa il suo nome
  2. Cooperare e intrattenere relazioni sociali; in particolare il bambino:
    1. Riconosce e imita azioni ed emozioni altrui

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo socio-emotivo a 6-12 mesi in dettaglio.

1. Sviluppa i propri schemi per i bisogni primari

Tra 6 e 12 mesi, l’educatrice può sfruttare le iniziali capacità del concetto di Sé del bambino per cui egli comincia a nutrirsi, mostra interesse per gli indumenti personali, ricorda dove sono conservati gli oggetti a lui familiari.

Buona pratica: Buona la pappa mia!

Con lo svezzamento, il cibo entra nel campo degli oggetti “esplorabili” dal bambino. Per sfruttare a fini educativi tale interesse del bambino, l’educatrice di asilo nido dovrebbe dargli piccoli pezzi di cibo sul ripiano del  seggiolone per aiutarlo a sviluppare (tra le varie cose) il proprio schema di nutrimento.
L’educatrice deve fare attenzione a che i pezzi siano sufficientemente grandi per il bambino da poter essere afferrati a piena mano, ma non tali da causare soffocamento. Tipici esempi sono piccoli pezzi di pane, banana, ecc.
L’educatrice dovrebbe collocare il cibo sul ripiano del seggiolone per incoraggiare il bambino a provare a mettere in bocca questo cibo (il suo, quello che lui tiene in mano) durante il momento del pranzo/merenda.

Buona pratica: Che bel vestito

Tra 6 e 12 mesi, il bambino inizierà a mostrare interesse per l'abbigliamento che indossa. Per sfruttare a fini educativi tale interesse del bambino, l’educatrice di asilo nido, mentre spoglia o veste il bambino, lo stimola ad esaminare un capo (calzino, ecc.) prima di indossarlo.
L’educatrice verbalizza con il bambino mentre indossa il capo di abbigliamento, ad esempio: “Ora mettiamo il calzino al piede per tenerlo al caldo. Vedi come va proprio sopra le dita dei piedi? Ecco, ti piace il calzino così?”. Naturalmente più il bambino cresce, maggiore può essere l’inclusione di aggettivi, verbi, ecc.

2. Esprime una varietà di emozioni.

Tra 6 e 12 mesi, l’educatrice può sfruttare le iniziali capacità del concetto di Sé del bambino per cui egli ride, piange e inizia a concentrarsi su quanto vuole fare. Inoltre usa le espressioni facciali e alcuni gesti per esprimere i sentimenti.

 Buona pratica: Rafforzare le risposte emotive

Tra 6 e 12 mesi, la maggior parte dei bambini cominciano a esprimere emozioni quando vedono qualcosa di coinvolgente e interessante, come un animale domestico, un giocattolo divertente, ecc. L’educatrice quindi deve fare attenzione a quando il bambino mostrerà espressioni facciali di eccitazione e/o muoverà le mani per esprimere emozioni. Quando ciò si verifica, per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido deve dare segni di apprezzamento e convalidare questa emozione, impegnandosi in una verbalizzazione mirata.
Ad esempio “Hai visto quel (oggetto, persona, ecc.)? Vedo che ti piace tanto! Andiamo più vicino (o altro). Che bello questo... Adesso capisco perché questo... ti piace tanto!”, ecc.

Buona pratica: Osservare le espressioni di Tristezza

Tra 6 e 12 mesi, i bambini iniziano a esprimere tristezza tramite piagnucolii o pianti (oltre al disagio). Questa tristezza potrebbe essere il risultato di alcuni disagi iniziali (fame, la necessità di un cambio del pannolino, non si sente bene, ecc). Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido deve immediatamente prendersi cura del bambino e, attraverso l'osservazione, cercare di determinare come ogni bambino esprime la tristezza e perché. Dovrebbe inoltre iniziare a verbalizzare queste emozioni e non mostrare derisione o disconoscimento.
Ad esempio “Vedo che sei triste (o a disagio)! Mi spiace tanto. Hai fame (o altra ipotesi probabile)? Adesso andiamo a mangiare così poi ti sentirai meglio”, ecc.

3. Risponde quando si usa il suo nome

Tra 6 e 12 mesi, l’educatrice può sfruttare le iniziali capacità del concetto di Sé del bambino per cui egli reagisce quando sente il suo nome (ad esempio comincia a guardare chi lo sta chiamando).

 Buona pratica: Rima col nome

Tra 6 e 12 mesi, il bambino ama sentire sia il suo nome sia le variazioni in rima. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può scegliere una melodia semplice, e inserirvi il nome del bambino (o dei vari bambini del gruppo, uno per strofa ad esempio).
L’educatrice può modificare una melodia semplice di quelle usate solitamente nel proprio asilo nido, inserendo il nome del bambino con parole vere e parole senza senso (basta che abbiano assonanze e rime, oltre che ritmo: in altre parole devono essere “orecchiabili”). È importante usare il nome del bambino, non diminutivi, vezzeggiativi o appellativi che non gli appartengono.

Buona pratica: Inserire il nome proprio nelle interazioni con l’educatrice

L’educatrice di asilo nido guarda il bambino per stabilire un contatto visivo quando lo chiama per nome, quindi usa questo contatto visivo per coinvolgerlo in un momento di attenzione congiunta verso qualcosa. Non è una vera e propria attività, piuttosto una buona pratica. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino:
L’educatrice deve usare il nome del bambino frequentemente, inserendolo in modo coerente nel contesto e nelle azioni del bambino.
A seguito del contatto visivo (cioè risposta al richiamo), l’educatrice passa qualche istante a condividere con lui l’azione del momento (spesso bastano un paio di verbalizzazioni o di apprezzamenti a quanto sta facendo).

4. Riconosce e imita azioni ed emozioni altrui

Tra 6 e 12 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità di cooperazione e di mantenimento delle relazioni sociali del bambino per cui egli inizia a imitare le azioni e le emozioni degli altri, così come pure parole semplici e schemi di linguaggio.

Buona pratica: Specchio della felicità

Tra 6 e 12 mesi, i bambini di solito cominciano a mimare le emozioni di coloro che li circondano. Ad esempio, quando sentono un altro bambino piangere, spesso si rattristano o cominciano a piangere anche loro. D’altro canto, i bambini esibiscono un atteggiamento felice (osservatene il volto) quando le persone attorno a loro sorridono e ridono. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido deve impegnarsi per mantenere l'ambiente sereno e positivo, agendo da “modello emotivo” e intervenendo subito a calmare ogni bambino che eventualmente inizi a piangere o mostri qualche disagio (vedi anche Empatia tra bambini al Nido – Implicazioni per l’educatrice).

Buona pratica: Arrivo anch’io nel gruppo

Tra 6 e 12 mesi, la maggior parte dei bambini cominciano a riconoscere quando gli altri bambini stanno giocando e divertendosi. Spesso non hanno ancora l’autonomia motoria per interagire con loro. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido deve osservare quando l’attenzione del bambino si dirige verso i compagni, fornendo quindi supporto a tale ricerca.
Ad esempio, il bambino potrebbe girarsi e focalizzarsi verso un gruppo, anche provando a raggiungerlo. Se il bambino non è ancora in grado di avvicinarsi, l’educatrice dovrebbe metterlo vicino al gruppo. É consigliabile che l’educatrice saluti e presenti il bambino in arrivo nel gruppo, costituendosi come modello di comportamento (così come saluta gli adulti quando entra in un gruppo).

Attività e sviluppo motorio, benessere fisico e senso di sicurezza 6-12 mesi

Attività e sviluppo motorio, benessere fisico e senso di sicurezza 6-12 mesi

Tra 6 e 12 mesi le capacità motorie del bambino continuano a svilupparsi. Il bambino riesce a sedersi senza sostegno, si alza e cammina, diviene mobile. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice deve predisporre un ambiente sicuro e incoraggiante che il bambino possa esplorare, sviluppando così le proprie abilità motorie.

Tra 6 e 12 mesi il bambino possiede:

  1. Capacità motorie in rapido sviluppo; in particolare il bambino:
    1. Siede senza aiuto
    2. Striscia e si trascina
    3. Passa da un arredo all’altro, si ferma dove desidera e si alza in piedi
  2. Capacità inerenti la Salute e la Sicurezza in rapido sviluppo (specie per quanto riguarda l’alimentazione) ; in particolare il bambino:
    1. Tiene il biberon e si nutre da sé (con alimenti di piccole dimensioni)

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo motorio, del benessere fisico e del senso di sicurezza a 6-12 mesi in dettaglio.

1. SSiede senza aiuto

1. Siede senza aiuto
Tra 6 e 12 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità motorie in rapido sviluppo del bambino per cui egli è in grado di sedere e restare seduto sul pavimento senza aiuto.

Esperienza: mini-divano

Quando, in seguito alle proprie osservazioni, diventa evidente che l’abilità di sedersi si sta sviluppando, per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo  può sedere il bambino a terra (su un tappetino non troppo morbido o su una stuoia), e disporre alcuni cuscini attorno al bambino a semicerchio. I cuscini dovrebbe creare una sorta di “schienale”, capace di sostenere il bambino.
All’interno di questo mini-divano l’educatrice dispone i giochi e gli oggetti. È consigliabile posizionare questi angoli personalizzati di fronte ad uno specchio.

Nota. L’educatrice può sedere anche due, tre bambini all’interno di un angolo più largo.
Nota. L’educatrice deve stare attenta ad evitare che il bambino non cada all'indietro o di lato. L’educatrice deve anche controllare l’effettiva  capacità del bambino di sostenere la propria testa.

2. Striscia e si trascina

Tra 6 e 12 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità motorie in rapido sviluppo del bambino per cui egli inizia a trascinarsi e strisciare per passare a una nuova area.
È consigliabile che il bambino sia posto su tappetini rigidi o stuoie sufficientemente lisci da permettere un facile spostamento.

Buona pratica: Diamo la caccia al bruco 6-12

Quando il bambino ha sviluppato la capacità di sedersi senza aiuto, di solito inizia a sviluppare lo spostamento verso un'altra posizione spaziale. I primi tentativi sono di solito strisciamenti e trascinamenti.
Quando, in seguito alle proprie osservazioni, diventa evidente che l'abilità di spostamento verso un'altra posizione spaziale si sta sviluppando, per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può posizionare dei giochi ad una piccola distanza dal bambino e incoraggiarlo ad andare verso il giocattolo o a “dargli la caccia”. Sopratutto nei primi tempi è importante che la proposta del giocattolo sia collegata all’interazione dell’educatrice col bambino (verbalizzazioni, proposta del gioco, ecc.). Più il bambino si familiarizzerà con questa “caccia” e diventerà autonomo, più acquisirà importanza l’aspetto di posizionamento degli oggetti.

Nota. L’educatrice deve monitorare i progressi di ciascun bambino per assicurarsi che le aspettative siano realistiche (cioè commisurate all’effettiva capacità di movimento del bambino). In tal modo questo gioco garantirà un'esperienza positiva per il bambino.

Buona pratica: Strisciamenti sensoriali

Tappetini con materiali e tessiture diverse forniscono stimoli sensoriali al bambino che vi passa sopra.
Per rendere più stimolanti i tappetini di plastica solitamente presenti in commercio, le educatrici possono appoggiarvi sopra delle stuoie di paglia o legno, di varia tessitura, fissandole accuratamente con nastro adesivo ai bordi. Una soluzione, ottima ma che richiede un po’ di pratica con ago e filo, consiste nel cucire quadri di materiali diversi al tappetino.

3. Passa da un arredo all’altro, si ferma dove desidera e si alza in piedi

Tra 6 e 12 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità motorie in rapido sviluppo del bambino per cui egli comincia a dimostrare padronanza nel dondolo avanti e indietro su mani e ginocchia e poi inizia a strisciare. A questo punto il bambino può finalmente strisciare da una posizione ad un’altra. Solitamente a questo punto inizierà a spostarsi fino ad un mobile a cui appoggiarsi e ad alzarsi in piedi.

Buona pratica: arredi per alzarsi in piedi

Dopo che il bambino ha iniziato a spostarsi da un luogo all'altro, per sfruttare a fini educativi tale capacità l’educatrice deve incoraggiare il bambino a esplorare gli spazi della sezione. Avrà inoltre cura di farlo avvicinare ai mobili “primi passi” o dotati di corrimano.

4. Tiene il biberon e si nutre da sé (con alimenti di piccole dimensioni)

Tra 6 e 12 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità inerenti la Salute e la Sicurezza in rapido sviluppo del bambino per cui egli è in grado di tenere il suo biberon e inizia a mangiare da solo con le mani piccoli pezzi di cibi morbidi.

Buona pratica: tieni il biberon!

Quando il bambino ha sviluppato capacità motorie sufficienti per manipolare giocattoli, di solito può iniziare a tenere da solo il biberon per bere.
Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido incoraggia il bambino a tenere in mano e bere dal suo biberon. All'inizio è consigliabile riempire il biberon solo parzialmente, in modo che il bambino possa facilmente sollevarlo e tenerlo. Come il bambino diventa più fiducioso nel tenere il biberon, l’educatrice può riempire il contenitore con più liquido.

Buona pratica: Sorveglianza durante l’alimentazione

L’educatrice deve sempre sorvegliare i bambini durante l’alimentazione, anche se in seggiolone, sia a questa età sia più tardi (quando il bambino ha sviluppato competenze sufficienti a mangiare da solo). Ricordiamo che esiste l’obbligo di vigilare su chi ci è affidato.
Ai bambini che hanno imparato a camminare non dovrebbe mai essere permesso di mangiare o bere da un biberon mentre si muovono, dato che a questa età sono ancora molto instabili (rischio per la propria incolumità , ad esempio di soffocamento o danni al viso).
Anche per la merenda è necessario che le educatrici mettano i bambini seduti.

Attività e sviluppo dell’espressività creativa 6-12 mesi

Attività e sviluppo dell’espressività creativa 6-12 mesi

Tra 6 e 12 mesi lo sviluppo dell’espressività creativa, cioè in sintesi la capacità di associare musica, movimento e parole, usare strumenti affini sonoro-musicali, utilizzare espressioni grafiche e di modellazione, inizia a manifestarsi. Una educatrice di asilo nido deve essere in grado di sostenere e promuovere questo sviluppo, partendo dalla consapevolezza delle fasi di sviluppo e creando un ambiente favorevole e stimolante, ad esempio con proposte idonee.

Tra 6 e 12 mesi il bambino è in grado di:

  1. Associare musica e movimento; in particolare il bambino:
    1. Reagisce alla musica

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo dell’espressività creativa a 6-12 mesi in dettaglio.

1. Reagisce alla musica

Tra 6 e 12 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità di associare musica e movimento del bambino per cui egli comincia a muovere il suo corpo quando sente della musica, in particolare testa e braccia o, se alzati, piegando le gambe.

Buona pratica: La mia prima musica

Tra i 6 e 12 mesi, i bambini di solito iniziano a manifestare attenzione e apprezzamento nel sentire musica.
Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può usare la musica negli spazi del bambino, quando possibile. È consigliabile connotare musicalmente in maniera precisa e diversa i vari ambienti, come se la musica fosse un elemento costitutivo di quello specifico spazio. Tale musica può includere:

  • Canticchiare al bambino durante il metterlo a dormire.
  • Cantare semplici canzoni mentre l’educatrice gioca con le mani del bambino o usare canzoni mimate vedi  Canzoni mimate - Importanza e valore educativo.
  • Cantare canzoni con un sacco di parole in rima, giochi di parole, assonanze.
  • Coinvolgere gli oggetti a creare piccole scene musicali, come un animale di pezza che narra (cantando) qualcosa ad un altro pupazzo.

Buona pratica: musica di sottofondo tranquilla

La musica di sottofondo può essere un ottimo modo per creare atmosfera rilassante negli spazi dei bambini.
L’educatrice di asilo nido deve scegliere con cura musica rilassante da utilizzare con il bambino. Evitare musica coinvolgente e ritmata che potrebbe stimolare il movimento o essere appropriata per bambini in età successiva. Un consiglio è utilizzare musica classica: per i momenti di calma sono ottime le ninnenanne e le sonate al piano di autori romantici come Schubert.

Buona pratica: musica di sottofondo vivace

La musica di sottofondo può essere un ottimo modo anche per creare atmosfera ludica e serena negli spazi dei bambini. A tal scopo, l’educatrice di asilo nido:
Sceglie con cura una musica vivace ma non troppo da utilizzare con il bambino. Si consiglia di evitare musica coinvolgente e ritmata che potrebbe stimolare il movimento o essere appropriata per bambini in età successiva. Un consiglio è utilizzare musica classica di autori quali Mozart e Bach. Brani più vivaci (si pensi al duetto Papageno-Papagena del Flauto Magico di Mozart) possono connotare momenti ludici e interazioni con l’educatrice, o essere inseriti in alcuni rituali (ad esempio durante la routine del cambio, vedi  Routine al Nido - Cambio).

Nota importante. Non tutti i bambini apprezzano la musica di sottofondo. L’educatrice deve introdurre poco per volta la musica durante questo periodo di sviluppo e osservare l’eventuale insorgere di segnali di stress.
Nota importante. La musica è di sottofondo quando le interazioni verbali e le espressioni vocali e di pianto del bambino non sono ostacolate: il volume deve essere molto basso! Un volume è eccessivo quando ci si accorge che un bambino piange forte: ciò significa che l’educatrice non ha potuto sentire le fasi preliminari del pianto stesso, vedi anche Pianto dei bambini in asilo nido.

Attività e sviluppo degli approcci all'apprendimento 6-12 mesi

Attività e sviluppo degli approcci all'apprendimento 6-12 mesi

Tra 6 e 12 mesi lo sviluppo degli approcci all’apprendimento passa attraverso le capacità di prendere iniziative e mostrarsi curioso da parte del bambino. L’educatrice può sostenere questo naturale senso di curiosità, fornendo elementi diversi nell'ambiente del bambino.

Tra 6 e 12 mesi il bambino è in grado di:

  1. Prendere iniziative e mostrarsi curioso; in particolare il bambino:
    1. Cerca oggetti
    2. Raccoglie oggetti
    3. Ricorda dove sono conservati oggetti familiari

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo dell’alfabetizzazione a 6-12 mesi in dettaglio.

1. Cerca oggetti

Tra 6 e 12 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità di prendere iniziative e mostrarsi curioso del bambino per cui egli comincia a cercare gli oggetti che gli sono caduti e quelli comunemente presenti in un ambiente familiare (ad esempio: angolo gioco o spazio in sezione)

 Buona pratica: Guarda cosa c’è qui!

Tra 6 e 12 mesi, il bambino comincia a notare gli oggetti che si trovano nelle vicinanze e cerca di prenderli con le mani. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido dovrebbe appoggiare oggetti dove egli possa raggiungerli (sul ripiano del seggiolone, sul pavimento se il bambino è seduto).
L’educatrice dovrebbe proporre oggetti puliti e facili da pulire, abbastanza piccoli perché il bambino li possa prendere e abbastanza grandi da non poter essere ingeriti. Naturalmente tutto o quasi finirà nella bocca del bambino ad un certo punto.
Poi crescendo, il bambino inizierà a far cadere gli oggetti per terra: l’educatrice dovrà raccoglierli e riproporli prontamente con un sorriso. Ricordiamoci sempre che questa modalità del bambino è tipica di questa fase dello sviluppo e, di fatto, costituisce una interazione ludica tra educatrice e bambino. L’educatrice incoraggia con verbalizzazioni e sorrisi la presa e l’esplorazione degli oggetti. Vedi anche “Raccoglie oggetti” dopo.

Buona pratica: verbalizzazioni

Quando il bambino comincia a prestare attenzione agli elementi alla sua portata, per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido dovrebbe aggiungere delle verbalizzazioni all'esperienza.
Se il bambino sta prendendo un oggetto, l’educatrice può dire: “Stai prendendo quel...? Quello è un ... rosso. Hai sentito come è fresco quel.... Sentiamo che rumore fa quel... rosso “, ecc.
Se il bambino poi comincia a mostrare una preferenza per un giocattolo particolare, l’educatrice può proporre un gioco di ricerca con il bambino. Ad esempio, se il bambino preferisce una certa bambola, l’educatrice può dire: “A., dov'è la tua bambola? Riesci a vedere la bambola? Cerchiamo assieme la bambola”, ecc.

Nota: il bambino non ha ancora sviluppato la permanenza dell’oggetto, quindi è consigliabile che il giocattolo sia parzialmente visibile. Un’altra idea è provare un gioco del Cucù con l’oggetto, nascondendolo in parte con una mano.

2. Raccoglie oggetti

Tra i 6 a 12 mesi di vita, la maggior parte dei bambini sarà in grado di raccogliere oggetti, farli cadere e poi recuperarli (se alla loro portata e nel loro campo visivo). Il bambino inoltre comincia, durante i suoi primi spostamenti, a raccogliere oggetti che gli sono familiari o che ha fatto cadere o lasciato precedentemente.

Attività: Quanti oggetti!

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido propone una gran varietà di oggetti che possano essere raccolti, esaminati e poi lasciati cadere (ove possano essere raccolti di nuovo). Un esempio è la proposta di materiali in cestini vicino al bambino o tipo il Cestino dei Tesori, descritto in Gioco euristico - Cestino dei tesori.
L’educatrice deve sempre assicurarsi che gli oggetti possano essere raccolti e manipolati dai bambini in sicurezza (attenzione continua ai piccoli pezzi che si possono staccare e all’igiene).

Nota. Se il bambino non è a terra (ad esempio è sul seggiolone), instaurerà ben presto una interazione ludica con l’educatrice che raccoglierà quello che lui ha lasciato cadere a terra e lo riposizionerà sul ripiano del seggiolone stesso. Per motivi di igiene, è possibile sviluppare questi momenti in un’attività effettuata sopra appositi teli puliti stesi sotto i seggioloni.

Nota. Particolare attenzione deve essere fatta a questa età nel controllare gli spazi ove i bambini permangono o possono passare, al fine di raccogliere gli eventuali piccoli pezzi che si possono staccare da indumenti, giochi, ecc.

Attività: giocattoli sonori

Tra 6 e 12 mesi, oggetti che producono rumore o suoni possono indurre ulteriore attenzione da parte del bambino. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido dovrebbe quindi fornire alcuni oggetti che, con la manipolazione, emettano suoni, come un cigolio, un verso di animale, un ticchettio, un tintinnio, ecc. Questi oggetti devono essere proposti assieme agli altri. Nota: sono consigliabili oggetti che producano suoni nell’essere girati o spostati (come palle contenenti un campanello, i cubi che emettono versi di animale se sollevati, ecc.); questo perché gli oggetti da premere per ottenere un suono possono essere difficili da gestire per il bambino, anche in età successive (spesso occorre una certa forza o una precisa presa a pinza per attivarli).
Dopo che il bambino ha ottenuto i primi suoni, e ha manifestato interesse verso l’oggetto, l’educatrice dovrebbe riattivare questo interesse nel bambino periodicamente (ad esempio verbalizzando e chiedendo di vedere il gioco sonoro).

Nota. L’acquisto o l’acquisizione di alcuni oggetti di questo tipo, indicati per le età comprese tra 6 e 12 mesi, dovrebbero essere considerati dal gruppo delle educatrici. Alcuni oggetti possono essere ottenuti dalle famiglie con figli più grandi, mentre altri possono essere costruiti appositamente dalle educatrici stesse (ad esempio: dei piccoli bastoni della pioggia o maracas con manico, vedi Maracas per asilo nido).

3. Ricorda dove sono conservati oggetti familiari

Tra 6 e 12 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità di prendere iniziative e mostrarsi curioso del bambino per cui egli comincia a ricordare dove sono conservati oggetti familiari. Nota: questa capacità non è la permanenza dell’oggetto (raggiunta verso i 18 mesi).
Dal punto di vista delle educatrici di asilo nido, questo è un parametro da considerare nell’allestimento degli spazi l’età 6-12 mesi.

Buona pratica: piste per gattonare

Quando il bambino inizia a gattonare, strisciare o, comunque, a muoversi per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido deve organizzare gli elementi dello spazio in modo che il bambino sia stimolato al movimento e possa esplorare in maniera autonoma.
Per stimolare l’esplorazione, l’educatrice può posizionare contenitori e oggetti familiari al bambino alla sua portata, ad esempio su basse mensole, immaginando il possibile percorso che questo può effettuare.
Questa visualizzazione del percorso è utile all’educatrice per:

  • Ipotizzare i punti di “incrocio” fra i vari bambini (sfruttabili per creare piccole interazioni tra educatrice e più di un bambino in contemporanea)
  • Ipotizzare i punti di “conflitto” (ad esempio: più bambini interessati allo stesso oggetto)
  • Osservare i percorsi alla ricerca di eventuali, piccole parti di oggetti (che il bambino potrebbe raccogliere e ingoiare nel percorso)
  • Visualizzare cosa è effettivamente nel campo visivo del bambino

Per creare percorsi lunghi, l’educatrice deve allestire delle “stazioni”, cioè punti di interesse dati da un oggetto familiare, abbastanza vicine tra loro e sopratutto visibili una dall’altra. Naturalmente, con il progressivo sviluppo motorio del bambino, i percorsi saranno sempre più lunghi.

Buona pratica: Dove è?

Quando il bambino si avvicina all'età di 12 mesi, acquista importanza la sua mobilità,  sia con il gattonamento (o altro tipo di movimento) sia con le fasi iniziali del camminare.
Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può chiedere “A., Dove è X? Andiamo a prenderlo?”, riferendosi a qualcosa di familiare al bambino.
Nota. A questa età il bambino non ha ancora sviluppato la permanenza dell’oggetto. Quindi l’educatrice deve fare in modo che ogni oggetto da “cercare” sia in un luogo familiare al bambino.

Attività e sviluppo del pensiero matematico 6-12 mesi

Attività e sviluppo del pensiero matematico 6-12 mesi

Tra 6 e 12 mesi, il bambino, appena inizia a concentrarsi e fare attenzione al mondo che lo circonda, comincia a esplorare gli oggetti e lo spazio. Molte di queste competenze relative all’esplorazione aiuteranno il bambino nel successivo sviluppo del pensiero matematico e del ragionamento. L’educatrice può facilitare questo sviluppo, iniziando con l'essere consapevole di come l’esplorazione sia importante a tal fine per il bambino e proponendo intenzionalmente attività specifiche.
Tra 6 e 12 mesi il bambino è in grado di:

  1. (Inizia a) manifestare comprensione dello spazio; in particolare il bambino:
    1. Esplora gli oggetti

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo del pensiero matematico a 6-12 mesi in dettaglio.

1. Esplora gli oggetti

Tra 6 e 12 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità di comprensione dello spazio (disposizione spaziale degli oggetti) del bambino per cui egli guarda le mani e i piedi, le cose appese e gli oggetti che si muovono.

Buona pratica: Ricerca di oggetti

Quando il bambino è in grado di sedersi sul pavimento, o su un seggiolone, per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido deve posizionare frequentemente alcuni oggetti davanti al bambino. Ogni oggetto deve essere abbastanza piccolo da poter essere preso con la mano ma sufficientemente grande da evitare pericoli di soffocamento (il bambino lo metterà in bocca); l'oggetto dovrebbe suscitare l'interesse del bambino. Gli oggetti non devono rotolare fuori dalla portata del bambino e, quando il bambino li farà cadere, l’educatrice dovrà raccoglierli e riproporli prontamente con un sorriso (ricordiamoci sempre che questa modalità del bambino è tipica di questa fase dello sviluppo).
L’educatrice incoraggia con verbalizzazioni e sorrisi la presa e l’esplorazione degli oggetti.

Buona pratica: Raccontare le parti del corpo

Tra i 6 e 12 mesi, la maggior parte dei bambini cominceranno a notare le parti del proprio corpo che sono all'interno del loro campo visivo.
Il bambino inizierà a notare le dita dei piedi e delle mani. Quando questo accade, per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido deve “raccontare” o chiaccherare verbalmente di questo con il bambino. Un esempio potrebbe essere: “A., stai guardando le dita dei piedi? Sì, quelle sono le dita dei piedi (Tocco dell’educatrice sulle dita del bambino). Queste dita sono proprio belle.”
L’educatrice dovrebbe cogliere ogni opportunità di toccare, indicare e sottolineare le parti del corpo di ciascun bambino. Occasioni tipiche sono le routine e le canzoni mimate. Per approfondimento su quest’ultimo aspetto, vedi Canzoni mimate - Importanza e valore educativo.

Attività e sviluppo del pensiero scientifico 6-12 mesi

Attività e sviluppo del pensiero scientifico 6-12 mesi

Tra 6 e 12 mesi un primo aspetto dello sviluppo cognitivo e del pensiero scientifico del bambino è la consapevolezza sensoriale, cioè vedere, sentire, gustare, odorare e toccare. Semplici attività di scoperta e esplorazione come porre oggetti in bocca e prendere coscienza delle parti del proprio corpo contribuiscono a promuovere il pensiero scientifico e lo sviluppo cognitivo nel bambino di 6-12 mesi mesi.

Tra 6 e 12 mesi il bambino:

  1. Osserva oggetti e le azioni per brevi periodi di tempo
  2. Riproduce il cucù

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo del pensiero scientifico a 6-12 mesi in dettaglio.

1. Osserva oggetti e azioni per brevi periodi di tempo

Tra 6 e 12 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità del bambino di osservare per brevi periodi perciò egli comincia ad osservare gli elementi e le azioni e a prestarvi attenzione per poco tempo. La capacità di fare attenzione si allunga con l'aumentare dell’età del bambino.

Attività: Canzoni mimate

Per sfruttare a fini educativi le competenze di osservazione e di fare attenzione di un bambino piccolo, l’educatrice di asilo nido può usare canzoni mimate (vedi Canzoni mimate - Importanza e valore educativo) e semplici canzoni di movimento con il bambino.
L’educatrice aiuta ciascun bambino a mimare i gesti della canzone, anche tenendogli le mani e guardandolo negli occhi, in un’interazione ludica faccia-faccia. L’educatrice avrà cura di ripetere tale modalità con ciascun bambino del gruppo che le è affidato.

Attività: Giocattoli mobili

Per sfruttare a fini educativi le competenze di osservazione e attenzione di un bambino piccolo, l’educatrice di asilo nido può  proporre giocattoli con parti mobili o che possano muoversi. Ad esempio: giocattoli con ruote, trottole, sonagli con anelli liberi, nacchere, ecc.
Dopo che il bambino ha raggiunto i primi movimenti, e ha manifestato interesse verso l’oggetto, l’educatrice dovrebbe riattivare questo interesse nel bambino periodicamente (ad esempio verbalizzando e chiedendo di vedere il giocattolo mobile).
Attenzione: verificare sempre che il gioco sia adatto all’età e in ottime condizioni di manutenzione (per evitare la possibilità dello staccarsi di piccoli pezzi).

Attività: Cestino dei Tesori

Per dettagli sul Cestino dei Tesori e il gioco euristico, vedi Gioco euristico – Punti chiave per le educatrici e Gioco euristico - Cestino dei tesori.

2. Riproduce il cucù

Tra 6 e 12 mesi, l’educatrice può sfruttare le capacità del bambino di osservare per brevi periodi di tempo per cui egli inizia a capire i modelli coinvolti nei giochi semplici, basati sull'osservazione, come il gioco del Cucù.

Attività: Fare cucù prima della permanenza dell’oggetto

Dato che il bambino non ha ancora sviluppato la permanenza dell’oggetto (lo farà verso i 18 mesi), questo gioco del Cucù deve sempre lasciare intravedere l’oggetto. L’esperienza riguarda il proporre un modello di gioco ripetuto, che stimoli l’osservazione e la capacità di far attenzione del bambino, quindi a questa età non si può mettere una palla dentro una scatola e chiedere dove sia andata...
Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido fa cucù con un oggetto familiare parzialmente visibile al bambino, invitandolo a prenderlo e a esplorarlo (anche gattonando o strisciando fino all’oggetto); dopo un po’ l’educatrice ripropone lo stesso oggetto nascondendolo parzialmente in altro modo. Ad esempio l’educatrice può invitare il bambino a fare cucù con i cilindri, utilizzati come “cannocchiale”.

Attività: Dove è finito?

Dato che il bambino non ha ancora sviluppato la permanenza dell’oggetto (lo farà verso i 18 mesi), in questa attività l’oggetto è sempre visibile o comunque percepibile dal bambino.
L’educatrice “nasconde” oggetti sotto la gamba del bambino, nella sua mano, appoggiandolo alla schiena (sulla testa è di solito poco apprezzato dai bambini).
L’educatrice verbalizza in tono incoraggiante e sorridendo quando il bambino arriva all’oggetto. Questa semplice attività può essere facilmente inserita nella routine del cambio.


Bibliografia

Catarsi E. (a cura di), (2001). “Lettura e narrazione nell’asilo nido”. Ed. Junior

Articoli collegati

Per una illustrazione dello sviluppo dei bambini di asilo nido nell’età 6-12 mesi si rimanda a Sviluppo del bambino 6-12 mesi.
Per alcune riflessioni sull'importanza del legame di attaccamento e indicazioni su come aiutare il bambino a sviluppare un legame di attaccamento sicuro con l'educatrice: Creare legami di attaccamento sicuro al Nido.
Per una definizione e una analisi di come l'attenzione congiunta educatrice-bambino sia fondamentale per l'azione educativa e lo sviluppo del bambino: Attenzione congiunta al Nido e sviluppo.
Per alcune riflessioni sull'empatia tra bambini in asilo nido, vedi Empatia tra bambini al Nido – Implicazioni per l’educatrice.
Per un'analisi dell'importanza educativa delle canzoni mimate in asilo nido, vedi Canzoni mimate - Importanza e valore educativo.
Per un approfondimento sul gioco euristico, vedi Gioco euristico – Punti chiave per le educatrici e gli articoli collegati.

Conclusioni - Attività a 6-12 mesi di sviluppo

In questo articolo abbiamo proposto alcuni suggerimenti per attività didattiche e buone pratiche educative, utili alle educatrici di asilo nido per bambini di età compresa tra 6 e 12 mesi, basate sul relativo sviluppo. In particolare ci siamo concentrati sui seguenti aspetti dello sviluppo: 1) Linguaggio, per cui il bambino inizia a produrre le prime parole e: Risponde al discorso; Risponde a gesti; 2) Alfabetizzazione, per cui il bambino: Balbetta una serie di suoni e riproduce suoni e parole; Guarda con interesse le immagini in un libro; Manipola strumenti di scrittura e si interessa ai segni lasciati sulla carta; 3) Socio-emotivo, per cui il bambino iniziare a sviluppare il concetto di Sé: Sviluppa i propri schemi per i bisogni primari, Esprime una varietà di emozioni, Risponde quando si usa il suo nome; 4) Motorio, benessere fisico e senso di sicurezza, per cui il bambino: Siede senza aiuto, Striscia e si trascina, Passa da un arredo all’altro e si ferma dove desidera e si alza in piedi, Tiene il biberon e si nutre da sé (con alimenti di piccole dimensioni).
Infine, per quanto riguardo lo sviluppo cognitivo a 6-12 mesi, ci siamo concentrati sui seguenti aspetti: 5) Espressività creativa, per cui il bambino: Reagisce alla musica; 6) Approcci all’apprendimento, per cui il bambino: Cerca e Raccoglie oggetti, Ricorda dove sono conservati quelli familiari; 7) Pensiero matematico, per cui il bambino: Esplora gli oggetti e le loro relazioni; 8) Pensiero scientifico, per cui il bambino: Osserva oggetti e le azioni per brevi periodi di tempo ed è in grado di riprodurre il cucù.
Le attività da noi proposte, che una educatrice di asilo nido può facilmente inserire nel proprio progetto educativo, si basano sullo sviluppo delle capacità e delle competenze che il bambino tra 6 e 12 mesi possiede o sta per conseguire (zona prossimale di sviluppo).


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