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Attività e sviluppo a 24-30 mesi

Attività e sviluppo a 24-30 mesi

In questo articolo proporremo alcuni suggerimenti per attività didattiche e buone pratiche educative, utili alle educatrici di asilo nido per bambini di età compresa tra 24 e 30 mesi, basate sul relativo sviluppo. Questo articolo, curato dalla psicologa Milena De Giorgi, si basa su Sviluppo del bambino 24-30 mesi, di cui riprende parzialmente la struttura dello sviluppo in otto ambiti.

Sviluppo e attività a 24-30 mesi

Le attività che una educatrice di asilo nido può inserire nel proprio progetto educativo si basano sullo sviluppo delle capacità e delle competenze che il bambino tra 24 e 30 mesi possiede o sta per conseguire (zona prossimale di sviluppo). I seguenti esempi di esperienze e attività possono ricadere in più ambiti, dato l’intreccio fra i vari punti della crescita del bambino.

Per una illustrazione dello sviluppo dei bambini di asilo nido nell’età 24-30 mesi si rimanda a Sviluppo del bambino 24-30 mesi.
Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo 24-30 mesi distinte nei seguenti ambiti.


Nota sul tipo di interazione prevista

Nota sul tipo di interazione prevista nelle attività 24-30 mesi

Tra 24 e 30 mesi, le interazioni al nido sono prevalentemente sia tra bambino e gruppo dei pari, sia tra bambino e un altro bambino (in coppie generalmente dello stesso sesso, con manifestazione di preferenze verso un particolare bambino). Le interazioni tra educatrice e bambino (uno a uno) sono meno presenti dei semestri di vita precedenti. L’educatrice è ancora importante nelle routine.
Tre delle competenze che caratterizzano in maniera sostanziale le interazioni tra educatrice e bambini avvengono proprio in questa età:

  • La piena manifestazione del gioco simbolico
  • L’inizio dello sviluppo di frasi compiute (3 o più parole: soggetto + verbo + complemento)
  • L’affermazione della propria autonomia (uso dei pronomi “io” e “tu”)

In questa fase dello sviluppo è importante che l’educatrice consideri i nascenti conflitti come una componente naturale della vita dei bambini, ricordando anche che tra 24 e 30 mesi i bambini iniziano a sviluppare le prime strategie di risoluzione dei conflitti come lo scambio di oggetti. Questi conflitti sono gestibili dalle educatrici promuovendo tali prime strategie, sempre nel rispetto delle individualità e dei bisogni di ciascun bambino.
L’educatrice di asilo nido deve operare con più bambini alla volta, quindi tra i 24-30 mesi una buona soluzione è sfruttare l’appetenza dei bambini allo stare assieme ai pari e le loro competenze sociali per proporre e sviluppare situazioni educative centrate sulle coppie di amici e grande gruppo (7-8 bambini).

Attività e sviluppo del linguaggio 24-30 mesi

Attività e sviluppo del linguaggio 24-30 mesi

Tra 24 e 30 mesi lo sviluppo del linguaggio, cioè in sintesi la capacità di ascoltare, capire e comunicare diventa significativo dato che il bambino inizia la produzione di frasi compiute (3 o più parole: soggetto + verbo + complemento). Inoltre inizia l’uso simbolico del linguaggio.

Tra 24 e 30 mesi il bambino è in grado di comprendere e comunicare sempre più verbalmente; in particolare è in grado di:

  1. Ascoltare e comprendere; in particolare il bambino:
    1. Ascolta racconti lunghi e con componenti simboliche
    2. Segue indicazioni anche articolate
  2. Parlare e Comunicare; in particolare il bambino:
    1. Usa un vocabolario più ricco e complesso
    2. Comincia a pronunciare chiaramente le parole
    3. Comincia a produrre frasi e discorsi di senso compiuto

Vediamo alcune attività relative allo sviluppo del linguaggio 24-30 mesi in dettaglio.

1. Ascolta racconti lunghi e con componenti simboliche

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità di ascoltare, comprendere, parlare e comunicare del bambino per cui egli riesce ad ascoltare racconti lunghi e con componenti simboliche. A questa età il bambino è in grado di restare fermo (seduto) e concentrato ad ascoltare storie anche per 8-10 minuti, purché egli sia parte attiva o comunque coinvolto nella lettura o narrazione (ad esempio: il bambino indica il contenuto della pagina, anticipa quello che verrà, ecc.), vedi Lettura al nido.

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può:

  • Proporre storie vicine all’esperienza del bambino o comunque a lui familiari e comprensibili, al fine di incentivare il coinvolgimento emotivo e cognitivo e l’essere parte attiva
  • Ripetere il racconto, rileggendo o narrando più volte
  • Incentivare le interruzioni dei bambini, proponendo a chi interrompe di narrare o spiegare (con le sue parole) il pezzo che ha generato l’interruzione. Questo è utile per le narrazioni in grande gruppo. In pratica, i bambini (a turno deciso dall’educatrice se è necessario) raccontano ai propri compagni gran parte della storia stessa. Questo sistema incentiva gli scambi verbali e cognitivi tra bambini.
  • Proporre nuove storie periodicamente (una al mese). Ricordarsi che è necessario un periodo di familiarizzazione con le nuove storie.

Nota. Il coinvolgimento e l’interazione con la storia passano anche attraverso il toccare e prendere in mano il libro. Per evitare grossi danni al libro, è sufficiente che l’educatrice rammenti ai bambini l’importanza del libro come oggetto, da usare in maniera delicata e con attenzione (tra 24 e 30 mesi sono in grado sia di recepire sia di attuare questa indicazione).

Attività: uso del racconto come sfondo della programmazione didattica mensile

Le educatrici di asilo nido propongono ai bambini attività in cui sono presenti (in maniera anche simbolica) elementi contenuti nella storia proposta in quel mese. In questo modo si collegano in maniera trasversale più attività o laboratori, dando maggior valore al racconto.
Un esempio con i “tre porcellini”: alla storia, si può unire una certa frequenza nel proporre la canzone dei “tre porcellini”, costruire le case dei porcellini (sia con i blocchi di costruzione e magari unendoli a animali, sia con scatoloni), decorando le case (attività grafica-pittorica), facendo le corse dei porcellini per inseguire il lupo e viceversa (giochi psicomotori e simbolici), travestimenti, esperienze pre-scientifiche come far ruotare le girandole (soffia come il lupo).

2. Segue indicazioni anche articolate

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità di ascolto e comprensione del bambino per cui egli comincia a rispondere verbalmente alle indicazioni dell’educatrice, capisce che le indicazioni portano ad un risultato ed è in grado di seguire indicazioni che riguardano più di una azione alla volta o che sono coordinate tra loro, comprendendone la sequenzialità. Inoltre è in grado di apprezzare il tempo futuro (prossimo).

Buona pratica: indicazioni più lunghe

Per sfruttare a fini educativi la capacità del bambino di seguire indicazioni anche articolate, l’educatrice di asilo nido dovrebbe rivolgersi a lui con frasi via via più complesse e lunghe, contenenti sia nuovi vocaboli e verbi sia più azioni coordinate tra loro.
L’educatrice deve osservare se il bambino è in grado di recepire e attuare le sue indicazioni (ad esempio: la volta successiva il bambino inizia le azioni in maniera autonoma o comunque le compie senza interventi da parte dell’educatrice). Questo è importante per evitare di proporre al bambino sfide troppo complesse per il suo sviluppo.
Nota. Le indicazioni sono individualizzate. In altre parole, a qualche bambino si può proporre una serie di indicazioni molto più complessa di altri bambini. È importante che l’educatrice personalizzi il suo intervento sulle capacità di ciascun bambino, e non in modo uniforme.

3. Usa un vocabolario più ricco e complesso

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità di parlare e comunicare del bambino per cui egli comincia a ripetere e usare parole sempre più complesse: inizia a coniugare i verbi e usa le parole in modo coerente al contesto. Appare l’uso dei pronomi “io” e “tu”.

Buona pratica: personalizzare le interazioni verbali

Per sfruttare a fini educativi la capacità del bambino di usare un vocabolario più ricco e complesso, l’educatrice di asilo nido dovrebbe rivolgersi a ciascun bambino con frasi contenenti più parole, incentivando l’uso dei pronomi, proponendo sia nuovi vocaboli sia nuovi verbi. Le nuove parole devono essere introdotte con pronuncia chiara ed evitando possibili equivoci interpretativi (ad esempio: devono essere coerenti con il contesto e il comportamento).

Buona pratica: apprezzare e incoraggiare le estensioni verbali

Per sfruttare a fini educativi la capacità del bambino di usare un vocabolario più ricco e complesso, l’educatrice di asilo nido dovrebbe apprezzare e incoraggiare le nuove parole e frasi di ciascun bambino, anche se usate in contesti non propri.

4. Comincia a pronunciare chiaramente le parole

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità di ascolto e comprensione del bambino per cui egli comincia a pronunciare chiaramente le parole e cerca di risolvere i problemi di pronuncia che emergono con particolari aspetti della propria lingua (ad esempio: forme imperfette dei verbi).

Buona pratica: apprezzare gli sforzi del bambino e ripetere le parole non pronunciate correttamente

Le parole non pronunciate correttamente devono essere ripetute dall’educatrice in forma corretta, dopo un apprezzamento rivolto al bambino. Questo sia per quanto riguarda il nome di oggetti sia per le forme e la coniugazione dei verbi. È naturale che tra 24 e 30 mesi si verifichi da parte del bambino l’ipercorrezione (ad esempio: “cosa facete?”invece di “cosa fate?”).
Nota importante. L’educatrice deve sempre aspettare che il bambino termini la frase o discorso, senza interromperlo, e solo dopo proporre la correzione. Questo inoltre stimola un nuovo discorso del bambino. Mai completare le frasi del bambino!

Attività: giochi di parole con le stesse iniziali

Per sfruttare a fini educativi la capacità del bambino di pronunciare chiaramente le parole, l’educatrice di asilo nido può proporre canzoni, filastrocche o storie con molte parole di significato diverso ma con alcune sillabe in comune.

5. Comincia a produrre frasi e discorsi di senso compiuto

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità di ascolto e comprensione del bambino per cui egli comincia a produrre frasi e discorsi di senso compiuto. Oltre all’uso di tre o più parole, inizia ad usare in maniera corretta soggetto, verbo e complemento oggetto (costruzione sintattica corretta). Le frasi sono contestualizzate e dirette ad esprimere una situazione complessa (“sono andata con la mamma a fare la spesa e poi sono andata dalla nonna”).

Buona pratica: apprezzare gli sforzi del bambino e incoraggiare il discorso

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido deve riconoscere e apprezzare sia gli sforzi fonologici sia il contenuto trasmesso. In pratica l’educatrice deve:

  • Ascoltare in maniera attiva il bambino che le parla (esprimere attenzione e interesse con contatto oculare e cenni del capo e mimica facciale).
  • Avere pazienza che il bambino termini il suo discorso.
  • Stimolare nuovamente il bambino con domande aperte e coerenti col contenuto espresso dal bambino, senza suggerire risposte (l’intento educativo è quello di avviare un nuovo discorso).

Ad esempio. Il bambino dice: “Ieri sono andata con la mamma a fare la spesa e poi sono andata dalla nonna”). Le domande possono essere: “Che cosa hai comprato quando hai fatto la spesa con la mamma?”, “Come sta tua nonna?, Che cosa hai fatto a casa della nonna?", ecc.

Attività e sviluppo dell’alfabetizzazione 24-30 mesi

Attività e sviluppo dell’alfabetizzazione 24-30 mesi

Tra 24 e 30 mesi, per quanto riguarda lo sviluppo dell’alfabetizzazione, l’educatrice può, già a questa età, aiutare lo sviluppo delle future capacità di lettura e di alfabetizzazione con semplici, ma efficaci attività di supporto. In particolare l’educatrice può facilitare esperienze relative al linguaggio e ai suoi elementi costituenti e all’uso dei libri da parte dei bambini.

Tra 24 e 30 mesi il bambino è in grado di:

  1. Manifestare consapevolezza fonemica; in particolare il bambino:
    1. Imita e ripete le parole in rima
  2. Manifestare consapevolezza del libro e del linguaggio scritto; in particolare il bambino:
    1. Riconosce libri familiari
    2. Finge di leggere libri
  3. Manifestare attenzione alla scrittura; in particolare il bambino:
    1. Inizia a sperimentare strumenti di scrittura
    2. Inizia a riconoscere e distinguere i simboli dell'alfabeto da altri simboli

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo dell’alfabetizzazione per cui il bambino di 24-30 mesi:

1. Imita e ripete le parole in rima

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare la consapevolezza fonemica dimostrata dal bambino per cui egli mostra interesse e apprezza giochi di parole, filastrocche e canzoni con parole in rima, sia alla fine della frase sia interne.

Attività: rime ripetute

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido propone ai bambini delle sessioni di racconto o canto con grande ripetizione di rime. Nel possibile, incentiva i bambini a proporre loro stessi delle rime (ad esempio, con una canzone familiare, i bambini possono anticipare le rime successive).
Questa attività può essere proposta anche nei momenti di transizione ed è adatta anche al grande gruppo.

2. Riconosce libri familiari

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare la consapevolezza del libro e del linguaggio scritto dimostrata dal bambino per cui egli conosce il contenuto di libri a lui familiari e li propone all’educatrice (anche portandoli da casa). È in grado di dire qualcosa sul contenuto di questi libri, come nomi dei personaggi e punti per lui salienti della storia.

Attività: cosa hai letto a casa?

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido invita le famiglie a leggere a casa alcuni libri, e poi a portarne almeno uno all’asilo nido. In questo modo l’educatrice può dare l’occasione al bambino di parlare di questo libro. Inoltre il bambino può condividere con altri bambini l’esperienza di lettura. L’educatrice userà frasi del tipo: “Che bella questa storia che hai portato! Me la racconti?”.

3. Finge di leggere libri

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare la consapevolezza del libro e del linguaggio scritto dimostrata dal bambino per cui egli prende abitualmente in mano libri, riviste e giornali e fa finta di leggerli. Questa “lettura” è spesso ad alta voce, può contenere parole non comprensibili o parole e frasi ripetute da quanto raccontato dall’educatrice e a lui familiare. Spesso questa lettura avviene in coppia con un altro bambino.

Buona pratica: nuovi libri previa familiarizzazione

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido propone frequentemente (al massimo una volta la settimana) nuovi libri e storie ai bambini:
Esponendoli nell’angolo della biblioteca
Prendendoli in mano per evidenziarne la presenza e l’importanza
Raccontando, in maniera anche sommaria, alcuni elementi di questi nuovi libri, e connotandoli come “novità”. Ad esempio: “sapete che oggi è arrivato questo nuovo libro? Racconta di un personaggio che si chiama Leo e che fa...”

4. Inizia a sperimentare strumenti di scrittura

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare l’attenzione alla scrittura dimostrata dal bambino per cui egli comincia a “scrivere” su carta o su altre superfici, utilizzando strumenti diversi, come pastelli, pennarelli, matite, ecc. L’interesse del bambino è chiaramente rivolto alla esplorazione delle possibilità date dallo strumento più che dal prodotto realizzato.

Attività: proporre strumenti di scrittura

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido propone l’uso e la sperimentazione di strumenti di scrittura, ad esempio durante le attività grafico-pittoriche programmate. Gli strumenti possono essere: penne, pennarelli, matite, sia con fogli singoli sia con cartelloni per attività in gruppo.
È naturale, sopratutto le prime volte, che i bambini sperimentino l’azione perforante della punta dello strumento proposto, per osservarne gli effetti sul foglio. È consigliabile quindi valorizzare questa prima fase, ad esempio con sessioni dedicate all’uso delle punte, evitando di proporre pennarelli o altro con punte delicate. Ad esempio: penne, evidenziatori. Solo successivamente a questa fase di sperimentazione degli effetti delle punte i bambini passeranno alla produzione del segno.
Importante: al termine della sessione, l’educatrice invita il bambino a “scrivere” il proprio nome sul foglio, con frasi tipo “Che bravo! Adesso scriviamo che questo lo hai fatto tu, scrivendoci sopra il tuo nome! Dai, prova a scrivere il tuo nome”. Questo foglio sarà poi appeso o consegnato alle famiglie.
Nota: l’uso di strumenti a punta deve essere attentamente sorvegliato dalle educatrici per scongiurare pericoli fisici.

5. Inizia a riconoscere e distinguere i simboli dell'alfabeto da altri simboli

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare l’attenzione alla scrittura dimostrata dal bambino per cui egli inizia a riconoscere e distinguere i simboli dell'alfabeto da altri simboli. Il bambino inizia chiaramente a riconoscere alcune lettere dell'alfabeto e dimostra di capire che le lettere sono diverse da altri simboli.

Buona pratica: il mio nome

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può scrivere (o far scrivere dalla famiglia) il nome del bambino su vari suoi oggetti. Ad esempio: scarpe, armadietto, peluche personali, ecc. L’educatrice avrà cura di scrivere in maniera evidente il nome del bambino su i suoi vari prodotti (disegni, ecc.).
Quando l’educatrice interagirà con il bambino per mezzo di questi oggetti, o sfruttandoli per verbalizzazioni a tal scopo, indicherà il nome del bambino lettera per lettera. Ad esempio: “Ma che bello questo disegno! Di chi sarà mai? Ah, ecco qui il nome di chi lo ha fatto: è scritto A-N-N-A! Brava Anna!”
Un altro esempio è citare, indicando, il nome di ciascun bambino sulle foto, sugli armadietti, sugli attaccapanni, ecc., quando si passa davanti con il gruppo di bambini.

Attività: osservare le lettere

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può proporre ai bambini degli oggetti con lettere ben visibili (ad esempio: cubi con una lettera da una sola parte), e permettere ai bambini di osservare le differenze nei segni e eventualmente sperimentare con essi. Un esempio classico è una lavagna magnetica con lettere e piccole scene o personaggi magnetici.
Nota importante. È fondamentale proporre, in questa fase dello sviluppo, oggetti con una unica lettera. Quello che i bambini stanno sviluppando ora è il distinguere il segno grafico dell’alfabeto da altri segni grafici. Oggetti (come cubi) con più lettere, dedicati alla costruzione di parole sono indicati per la fine del semestre successivo (riconoscono il proprio nome quando lo vedono scritto).

Attività e sviluppo socio-emotivo 24-30 mesi

Attività e sviluppo socio-emotivo 24-30 mesi

Tra 24 e 30 mesi, per quanto riguarda lo sviluppo socio-emotivo, il bambino sviluppa una serie di competenze individuali, sociali ed emotive. In particolare il bambino sviluppa interazioni, prevalentemente con compagni dello stesso sesso, inizia a riconoscere e a reagire alle emozioni altrui. Capisce la composizione della sua famiglia e come egli si inserisce in quel gruppo.

Tra 24 e 30 mesi il bambino è in grado di:

  1. (Continua a) sviluppare il concetto di Sé; in particolare il bambino:
    1. Inizia a gestire emozioni e sentimenti
  2. Cooperare con gli altri e intrattenere relazioni sociali; in particolare il bambino:
    1. Riconosce e reagisce alle emozioni altrui
  3. Conoscere la propria famiglia; in particolare il bambino:
    1. Capisce di essere parte di una famiglia

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo socio-emotivo per cui il bambino di 24-30 mesi:

1. Inizia a gestire emozioni e sentimenti

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare lo sviluppo del concetto di Sé del bambino per cui egli comincia a gestire le emozioni e le sensazioni agendo opportunamente in contesti diversi. Il bambino inizia a risponde verbalmente, seguendo il ragionamento proposto e la discussione a cui partecipa. Inizia inoltre a gestire le emozioni e le sensazioni, manifestando sempre meno esplosioni emotive.

Capacità di gestire emozioni e sentimenti e dimostrazione della propria autonomia (oppositività)

Queste capacità del bambino possono essere sfruttate dalle educatrici per far risolvere le situazioni di oppositività al bambino stesso. In pratica, al bambino che vuol dimostrare di essere grande, le educatrici permettono di dimostrarlo concretamente. Vediamo alcune opzioni per l’educatrice.

Buona pratica: modello emotivo e calma durante la tempesta dei “no”

Tra 24 e 30 mesi i bambini iniziano a esprimere la propria autonomia in maniera forte e decisa nei riguardi dell’adulto, con quella che può essere percepita dall’educatrice come “oppositività”. È fondamentale, per quanto questo comportamento possa incidere sul servizio e disturbare l’educatrice, che ella riconosca la naturalità di tale situazione. Compresa tale naturalità, sarà molto facile per l’educatrice rimanere calma e serena, nonostante la tempesta dei “no”. In tal modo, potrà scegliere le soluzioni educative più efficaci per risolvere in maniera positiva la situazione, senza negare l’autonomia del bambino.

Buona pratica: valorizzare la dimostrazione di autonomia

Una soluzione per gestire le dimostrazioni di autonomia del bambino tra 24-30 mesi è valorizzare tale autonomia e ricerca di indipendenza. Ad esempio l’educatrice di asilo nido può proporgli dei piccoli compiti che lo facciano sentire grande, anche davanti ai pari.
Il proporre piccoli compiti e il trattare “da grande” aiuta a risolvere anche situazioni complesse, tipo bambini che cercano il conflitto in maniera sistematica. Ad esempio l’educatrice può dire: “Dai, A. dammi una mano a fare una cosa da grandi, attacchiamo questi fogli con il nastro adesivo... e poi sistemiamo...”. È consigliabile che l’attività proposta al bambino sia diversa da quella che stanno eseguendo gli altri, per valorizzare il suo “sentirsi grande” davanti ai pari.
Nota. Questa pratica è diversa dallo spostamento del focus, tipicamente usato nelle età precedenti.

Buona pratica: rispettare i ritmi e i tempi del bambino

Non tutti i “no” sono collegati a manifestazioni di autonomia. In molti casi si tratta di semplici affermazioni di ritmi, tempi e bisogni diversi rispetto a quanto previsto dall’educatrice. È consigliabile in tal caso che l’educatrice di asilo nido riconosca tale diversità e non inneschi una prova di forza. Sarà sufficiente rimandare la proposta a dopo, senza assumere un atteggiamento direttivo o autoritario.
Ad esempio: non tutti i bambini devono andare in bagno alla stessa ora, solo perché è previsto dalla routine. Ci sono bambini che vorranno andarci quando sentiranno il bisogno fisiologico!

Buona pratica: progetto educativo che considera l’oppositività come risorsa educativa

È consigliabile che le educatrici di asilo nido inseriscano nel progetto educativo una serie di alternative dedicate in maniera specifica alla dimostrazione di autonomia dei bambini. Ad esempio, prevedendo una serie di attività alternative, pur sempre educative, che saranno attivate al momento in cui un bambino manifesti la sua autonomia. In pratica, si tratta di una sorta di albero di attività alternative “da grandi” che l’educatrice può usare alla bisogna.
Questo inserimento nel progetto educativo è fondamentale perché permette a ogni educatrice di affrontare con calma le oppositività, in maniera già programmata e sapendo come agire. Inoltre permette, grazie al suo sviluppo collegiale, di non far sentire isolata l’educatrice durante il momento difficile. In pratica: le educatrici si addestrano collegialmente e prevedono insieme come gestire tali crisi con largo anticipo.
È consigliabile che le interazioni con bambini che manifestano la propria autonomia siano ben analizzate e studiate in appositi corsi di formazione.

Buona pratica: fai tu che sei grande

Al momento del pasto, per sfruttare a fini educativi tale dimostrazione di autonomia del bambino, l’educatrice di asilo nido può coinvolgere a turno alcuni bambini (settimana per settimana) in semplici compiti di cameriere per distribuire bicchieri di plastica, bavaglie, ecc.
Analogamente, al momento del cambio, l’educatrice può incentivare i bambini all’autonomia nel vestirsi e spogliarsi, lavarsi le mani da soli, ecc.

2. Riconosce e reagisce alle emozioni altrui

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità di cooperare con gli altri e intrattenere relazioni sociali del bambino per cui egli reagisce in maniera coerente ed empatica alle emozioni altrui, come ridere con qualcuno allegro, mostrarsi sorpreso quando qualcuno si sorprende, rattristarsi quando qualcuno piange.

Buona pratica: uso del personaggio mediatore come specchio emotivo

L’educatrice può proporre al gruppo di bambini di dire come si sente oggi il personaggio mediatore. Questo è utile per facilitare l’espressione delle proprie emozioni, sopratutto quelle negative, dato che a questa età i bambini proiettano all’esterno i propri sentimenti ed emozioni.

Nota sulle immagini emotive. È importante che le immagini utilizzate non siano stereotipate, ma bensì realistiche, univoche e ben comprensibili al bambino. L’educatrice può creare le illustrazioni che le servono: vedi ad esempio lo strumento che usa immagini emotive descritto in Cubo emotivo.

Attività: visi e emozioni

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può proporre laboratori emotivi con strumenti come il Libro delle mie emozioni. .

Attività: cosa esprimo?

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può proporre un gioco di lettura della propria espressione facciale al gruppo.
Dopo aver espresso una emozione, con mimica adeguata, l’educatrice chiede ai bambini “cosa esprimo?”, promuovendo le loro verbalizzazioni a riguardo.
(Per bambini verso i 30 mesi) Successivamente, dopo aver ascoltato varie risposte, l’educatrice può chiedere “Se vedete un bambino con un volto così (indicando l’emozione precisa), cosa fate?”.
Questa attività può essere effettuata anche con semplici immagini che mostrano le emozioni (vedi anche Emozioni – idee per attività).
È consigliabile che le educatrici provino preventivamente tale attività, allo specchio o con una collega.

Buona pratica: aiutare un amico

Per sfruttare a fini educativi le capacità empatiche di riconoscimento e di reazione alle emozioni altrui del bambino, l’educatrice di asilo nido può valorizzare i comportamenti di aiuto e di solidarietà che i bambini tra i 24 e 30 mesi manifestano verso i pari in difficoltà.
Ad esempio, l’educatrice può chiedere a un bambino di consolare (in maniera concreta: con un giocattolo) un compagno che è triste. Le verbalizzazioni dell’educatrice sono del tipo: “A., vedi che B. è triste perché sta piangendo? Ti va di dargli in mano il peluche?”. A conclusione dell’interazione, l’educatrice riconosce e apprezza quanto fatto, elogiando il bambino che è intervenuto.
Nota. L’educatrice deve essere consapevole che queste interazioni devono essere proposte solo se il risultato può aiutare il bambino in difficoltà e sono da questo accettate.

Nota importante. L’aiuto dei pari non sostituisce quello dell’educatrice. Infatti si osserva che i bambini soccorritori spesso accompagnano il bambino in difficoltà all’educatrice o richiedono il suo intervento diretto. In ogni caso, tale tentativo deve essere elogiato dall’educatrice.

3. Capisce di essere parte di una famiglia

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare il conoscere la propria famiglia del bambino per cui egli capisce la composizione della sua famiglia e come egli si inserisce in quel gruppo.

Buona pratica: Galleria delle foto di famiglia

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può chiedere ai genitori una loro foto recente con il proprio bambino (eventualmente anche con fratelli e nonni).
Tali foto possono essere appese nei corridoi o in angoli della sezione. L’educatrice, indicando a turno un membro della famiglia di un bambino, gli chiede di chi si tratta e, alla risposta, promuovere un piccolo discorso da parte del bambino sulla persona indicata. Ad esempio: “A., questa sei tu! E questo qui accanto chi è?” – aspetta risposta – “Ahh, è la tua sorella. Cosa sta facendo tua sorella?”, ecc.

Buona pratica: cosa hai fatto ieri e con chi?

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può chiedere, al momento dell’entrata all’asilo nido, cosa il bambino ha fatto ieri, come ha trascorso la domenica, ecc., e sopratutto con chi ha fatto questo. Alla risposta, l’educatrice promuove un piccolo discorso da parte del bambino sulla persona citata.

Attività e sviluppo motorio, benessere fisico e senso di sicurezza 24-30 mesi

Attività e sviluppo motorio, benessere fisico e senso di sicurezza 24-30 mesi

Tra 24 e 30 mesi le capacità motorie del bambino continuano a svilupparsi, con la coordinazione per lanciare, afferrare, calciare oggetti. Inoltre il bambino inizia a sviluppare l’autonomia personale e raggiungere il controllo sfinterico.

Tra 24 e 30 mesi il bambino possiede:

  1. Capacità motorie in rapido sviluppo; in particolare il bambino:
    1. Lancia, calcia e prende oggetti
    2. Passa piccoli oggetti da una mano all'altra
  2. Capacità inerenti la Salute e la Sicurezza in rapido sviluppo; in particolare il bambino:
    1. Inizia a essere autonomo in materia di igiene personale
    2. Inizia il controllo sfinterico (per i bambini che non hanno iniziato il controllo sfinterico nel semestre precedente)

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo motorio, del benessere fisico e del senso di sicurezza per cui il bambino di 24-30 mesi:

1. Lancia, calcia e prende oggetti

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità motorie in rapido sviluppo del bambino per cui egli inizia a sviluppare la coordinazione per lanciare, afferrare, calciare oggetti, ad esempio una palla.

Attività: prendi!

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare a fini educativi le abilità motorie e la coordinazione occhio-mano del bambino (ora sufficientemente sviluppate) per promuovere da parte dei bambini le prese di oggetti in volo. L’educatrice dovrebbe proporre (lanciando da vicino) oggetti, ad esempio sacchetti di fagioli, palle di spugna, palle fatte con uno o più calzini arrotolati, palle di stoffa, ecc., in modo che ciascun bambino provi a riceverli con le proprie mani.
Nota: questa attività si rivolge a uno o due bambini alla volta. L’educatrice lancia ad un bambino l’oggetto e si fa rilanciare l’oggetto (non aspettatevi una grande mira da parte sua...).
Nota. A questo stadio di sviluppo i bambini non hanno sufficienti capacità per passare l’oggetto ad un altro bambino, quindi uno dei “giocatori” deve essere un adulto per questioni di sicurezza.

Attività: rilancia con i piedi

Come l’attività precedente, solo che in questo caso l’educatrice di asilo nido passa il pallone con un calcio e incoraggia il bambino a rispondere con i piedi (un altro calcio).
Nota. Se il bambino preferisce usare le mani per rilanciare, l’educatrice seguirà questa sua preferenza passando all’attività precedente.

2. Passa piccoli oggetti da una mano all'altra

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità motorie in rapido sviluppo del bambino per cui egli può facilmente e con sicurezza passare oggetti da una mano all'altra, soprattutto quando l’uso dell’altra mano possa risolvere un problema o essere a lui più utile.

Buona pratica: incentivare lo spostamento da una mano all’altra

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può incoraggiare ciascun bambino a spostare oggetti da una mano all'altra durante varie situazioni educative.
L’educatrice può, ad esempio, chiedere al bambino: “Ti va di prendere quel... con l’altra mano ..., così io posso darti questo...?”
L’educatrice può ad esempio proporre coppie di strumenti simili durante alcune attività, proponendosi come modello che li tiene in mano sia a destra sia a sinistra contemporaneamente.
L’educatrice può ad esempio proporre di cambiare mano durante un gioco, facendo vedere come anche lei ha cambiato mano per quel gioco (per usare il pennello, lo strumento musicale,ecc.).
In pratica, l’educatrice sfrutta la capacità del bambino di passare piccoli oggetti da una mano all'altra per fargli usare entrambe le mani, senza fargli rinunciare ad un gioco o oggetto.
Nota. Per quanto apparentemente banale, questa buona pratica incentiva lo sviluppo neuronale del bambino (in particolare tra emisfero destro e sinistro), ancora possibile a questa età.

3. Inizia a essere autonomo in materia di igiene personale

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità inerenti la Salute e la Sicurezza in rapido sviluppo del bambino per cui egli comincia a mostrare autonomia in materia di igiene personale, come lavarsi le mani e il viso, pettinarsi, ecc.

Buona pratica: incentivare l’autonomia nelle routine

Tra 24 e 30 mesi, per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può usare i vari aspetti e momenti delle routine, ai fini della valorizzazione dell’autonomia e delle capacità del bambino. Ad esempio, incoraggia i bambini proponendosi come modello (ad esempio: lavaggio e asciugatura delle mani), oppure lasciando spazio alla loro iniziativa (ad esempio: primi tentativi di spogliarsi e rivestirsi) e intervenendo solo dopo alcuni loro tentativi.

Attività: primo approccio alla pulizia dei denti

Tra 24 e 30 mesi, per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può iniziare a proporre il lavarsi i denti. L’educatrice si propone come modello di comportamento, facendo vedere ai bambini che si lava i denti e li risciacqua con l’acqua all’asilo nido proprio come i loro genitori a casa. Propone poi ai bambini di provare a risciacquare i propri denti (anche senza l’uso del dentifricio).
Nota. A questa età, lo spazzolamento vero è proprio può essere proposto solo con l’assistenza diretta dell’educatrice, ed è quindi solitamente rinviato a una età successiva.
Nota. L’inizio della pulizia dei denti è consigliabile sia fatto in maniera condivisa con la famiglia.

4. Inizia il controllo sfinterico

Per i bambini che non hanno iniziato il controllo sfinterico nel semestre 18-24 mesi (vedi Sviluppo del bambino 18-24 mesi); per un approfondimento vedi anche Controllo sfinterico al nido – Progetto e gli articoli collegati.

Attività e sviluppo dell’espressività creativa 24-30 mesi

Attività e sviluppo dell’espressività creativa 24-30 mesi

Tra 24 e 30 mesi, per quanto riguarda lo sviluppo dell’espressività creativa, il bambino continua ad associare musica, movimento e parole. Inoltre inizia a esprimersi attraverso l’uso di materiali diversi. Una educatrice di asilo nido deve essere in grado di sostenere e promuovere questo sviluppo, partendo dalla consapevolezza delle fasi di sviluppo e creando un ambiente favorevole e stimolante, ad esempio con proposte idonee.

Tra 24 e 30 mesi il bambino è in grado di:

  1. Associare musica, movimento e parole; in particolare il bambino:   
    1. Utilizza strumenti ritmici durante una canzone
  2. Inizia a esprimersi attraverso l’uso di materiali; in particolare il bambino:   
    1. Esplora il disegno, la pittura e la modellazione con materiali diversi
  3. Manifestare il pensiero simbolico nel gioco; in particolare il bambino:   
    1. Utilizza gli oggetti a simboleggiare la vita reale e il mondo interiore

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo dell’espressività creativa per cui il bambino di 24-30 mesi:

1. Utilizza strumenti ritmici durante una canzone

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità di associare musica, movimento e parole del bambino per cui egli comincia ad utilizzare strumenti ritmici semplici, come un tamburo o alcuni bastoni, per imitare il ritmo di una canzone familiare. Il bambino inizia a coordinarsi secondo un ritmo. Inoltre inizia a produrre il ritmo, anche in modo autonomo.

Attività: prime ritmicità

Verso i 24 mesi, i bambini sono solitamente in grado di eseguire movimenti al ritmo di una musica. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido propone una canzone con ritmo semplice e non molto veloce, iniziando a battere le mani seguendo il ritmo e cantando. Incoraggia quindi i bambini a unirsi a lei nel battere le mani.
Nota.  La maggior parte dei bambini in questa fase di sviluppo si uniranno all’educatrice che batte le mani, anche se spesso questi battiti non saranno a ritmo con la musica. L’educatrice deve concentrarsi sull’incoraggiare la partecipazione di ciascun bambino.

Attività: il ritmo delle parole

Tra 24 e 30 mesi, per sfruttare a fini educativi la capacità del bambino di utilizzare strumenti ritmici durante una canzone, l’educatrice di asilo nido propone di battere le mani o suonare uno strumento ritmico (tipo tamburo, maracas, sonagli) seguendo le parole di una canzone da lei cantata, invece che seguendo il ritmo musicale di una musica in CD. È consigliabile che ogni bambino abbia un proprio strumento, possibilmente con suono e caratteristiche visive diverse dagli altri. Questa attività è molto apprezzata dai bambini, probabilmente perché permette di partecipare ad attività di gruppo, assieme all’educatrice, pur gratificando la loro autonomia e indipendenza. Tipiche canzoni sono “I liocorni” e altre canzoni dello Zecchino D’Oro.

2. Esplora il disegno, la pittura e la modellazione con materiali diversi

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità di esprimersi attraverso l’uso di materiali del bambino per cui egli utilizza pastelli, matite, colori, pasta da modellare e altri materiali, cominciando a farlo in maniera finalizzata al risultato che vuole ottenere (oltre che al piacere legato alla manipolazione del materiale).

Attività: materiali elastici

Tra 24 e 30, molti bambini amano lavorare con materiali elastici, come la pasta da modellare, l’argilla (sufficientemente umida) o i colori a dita. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido può proporre ai bambini occasioni di uso di tali materiali, anche in combinazione tra loro. Ad esempio, i bambini possono provare a modellare con la pasta e, nell’attività seguente, colorare quanto hanno fatto, oppure provare a colorare la pasta (mescolare i colori nella pasta).

Attività: bassorilievi con la pasta da modellazione

L’educatrice di asilo nido preparerà un grande foglio di cartoncino colorato con uno strato abbastanza sottile di pasta da modellare stesa sopra, anche mescolando i vari colori. Il foglio deve essere steso a terra, dato il notevole peso dell’insieme, e fissato. Per stendere la pasta è possibile usare una grande spatola, comunemente in commercio presso i ferramenta. Proporrà quindi ai bambini di incidere, scrivere o picchiettare su questo strato. Il materiale che i bambini tolgono solitamente è modellato e attaccato al foglio secondo la loro creatività. Alcuni bambini apprezzano più di altri il poter disegnare in maniera “materica” e per asporto di materiale.
Il foglio inciso può essere successivamente colorato dai bambini. Questa è un’ottima attività per il grande gruppo.

Nota: il prodotto finale può rimanere in sezione per vari giorni, come un tappeto. Finché la pasta non sarà secca del tutto, i bambini potranno ogni tanto giocare sul foglio in modo autonomo. Quando la pasta sarà secca, l’educatrice scatterà un paio di foto al prodotto finale (per la documentazione), poi con l’aiuto di una collega spezzerà in più parti la pasta ormai secca e rimuoverà il tutto.

Una variante individuale. L’educatrice stende la pasta da modellare su fogli A4 o A3, almeno uno per bambino. In tal caso è consigliabile rivestire circa metà foglio e lasciare una palla di pasta a disposizione di ciascun bambino.

Attività: disegni con la pasta da modellare

Un’attività interessante consiste nel proporre ai bambini di disegnare con la pasta da modellare, cioè creare delle figure di vario tipo spalmandola con le dita o altri strumenti sopra un foglio. I disegni materici di questo tipo possono essere successivamente colorati dai bambini. Sono consigliabili le paste da modellare più morbide.

Attività: pasta lievitata

Un particolare mezzo elastico per far esprimere i bambini è la pasta da pane ben lievitata. L’educatrice di asilo nido può proporre pasta già fatta lievitare la notte, oppure può crearla in giornata con i bambini in una sessione di impastamento con acqua, farina e lievito. I bambini tra 24 e 30 mesi solitamente apprezzano molto il fatto di poter vedere crescere (lievitare) il proprio lavoro e poterlo poi usare in maniera inaspettata (dalla farina alla pasta le sensazioni e le possibilità sono molto diverse). Nota: l’impastamento, a differenza del modellamento, è un’attività che sporca molto e può non essere apprezzata da alcuni bambini perché l’acqua e la farina impiastricciano pesantemente le mani.
La pasta può anche essere colorata, ad esempio con un po’ di colorante alimentare nell’acqua (anche se così a volte lievita meno).
L’educatrice può proporre un grande pane lievitato (dato da 3-4 di kg di farina) lasciato integro al centro del gruppo di bambini, oppure può proporre un pane di piccole dimensioni a ciascun bambino. Nel caso del gruppo, solitamente vi sono pochi conflitti dato che la pasta lievitata prima o poi si strapperà.

Nota. L’educatrice deve sorvegliare che gli eventuali bambini allergici al glutine non mangino un po’ di pasta.

3. Utilizza gli oggetti a simboleggiare la vita reale e il mondo interiore

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità di manifestare il pensiero simbolico nel gioco del bambino per cui egli comincia ad utilizzare oggetti durante le proprie attività in maniera tale da simboleggiare situazioni di vita reale, emozioni, pensieri. È importante ricordare che a questa età si inizia ad usare un oggetto qualsiasi, cioè non collegato alla sua funzione specifica, per la “nuova” funzione che il bambino vi attribuisce.

Buona pratica: garantire la manifestazione simbolica

Dato che tra 24 e 30 mesi il bambino attribuisce una propria funzione e un proprio significato ad un oggetto o azione qualsiasi, cioè non collegati alla funzione specifica, l’educatrice di asilo nido deve avere la massima attenzione a rispettare quanto espresso dal bambino. L’educatrice deve garantire tale espressione in ogni momento questa si manifesti, e non invalidare le sue intenzioni (ad esempio: forzando interpretazioni “No, quello è un foulard e non un aereo”).
Nota. L’avvio di un gioco simbolico in un gruppo di bambini è pressoché continuo, non legato a specifiche attività. Spesso basta che un bambino usi una parola o compia un gesto riconosciuto come “partenza” dal gruppo per iniziare una nuova sequenza di gioco. Ad esempio: il prodotto di una attività grafico-espressiva può divenire lo spunto per un nuovo gioco, oppure l’azione stessa usata durante l’attività. A volte, pure la proposta dell’attività da parte dell’educatrice (o meglio: l’interpretazione che qualche bambino né da al momento) può innescare un nuovo gioco. Alcune educatrici di Progetto Asilo Nido hanno osservato costantemente per alcuni mesi bambini di questa età impegnati in “operazioni chirurgiche” che scaturivano più volte al giorno da blocchi da costruzione, pennelli, sciarpe, ecc., e dal corpo dei bambini stessi.

Attività e sviluppo degli approcci all'apprendimento 24-30 mesi

Attività e sviluppo degli approcci all'apprendimento 24-30 mesi

Tra 24 e 30 mesi lo sviluppo degli approcci all’apprendimento passa attraverso le capacità di prendere iniziative e mostrarsi curioso da parte del bambino. Inoltre il bambino a quest’età è in grado di rimanere concentrato su qualcosa che ha attirato la sua attenzione.

Tra 24 e 30 mesi il bambino è in grado di:

  1. Prendere iniziative, mostrarsi curioso e impegnarsi per soddisfare la propria curiosità; in particolare il bambino:
    1. Rimane concentrato

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo degli approcci all'apprendimento per cui il bambino di 24-30 mesi:

1. Rimane concentrato

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità di prendere iniziativa, mostrarsi curioso e impegnarsi per soddisfare la propria curiosità del bambino per cui egli comincia a rimanere concentrato su qualcosa che ha attirato la sua attenzione, senza farsi distrarre da rumori o altre attività nelle vicinanze.

Buona pratica: aiutare la concentrazione

Per incentivare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido deve organizzare lo spazio in sezione in modo che ciascun bambino possa applicarsi ad una attività senza interruzioni da parte di altri bambini (ad esempio che invadono uno spazio per andare in un altro posto).
Una corretta disposizione dei bambini nello spazio favorisce un clima tranquillo e la possibilità di interazioni volontarie bambino-bambino basate sullo scambio.

Questa buona pratica è fondamentale per quanto riguarda:

  • I conflitti in cui i bambini possono essere coinvolti da altri bambini che si avvicinano
  • La caratterizzazione della propria autonomia tramite uno spazio proprio

Nota. Lo spazio a disposizione di ciascun bambino, nei pressi dei giochi, è un parametro di qualità secondo la SVANI, vedi  SVANI – Sottoscala 1 - Arredi e materiali.

Attività e sviluppo del pensiero matematico 24-30 mesi

Attività e sviluppo del pensiero matematico 24-30 mesi

Tra 24 e 30 mesi il bambino sviluppa capacità e competenze relative al pensiero matematico, cioè capacità di comprensione delle relazioni topologiche e delle classi.

Tra 24 e 30 mesi il bambino è in grado di:

  1. Manifestare comprensione dello spazio, delle forme geometriche e dei rapporti tra gli oggetti (numeri) ; in particolare il bambino:
    1. Comincia a capire i rapporti spaziali
    2. Classifica e ordina oggetti

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo del pensiero matematico per cui il bambino di 24-30 mesi:

1. Comincia a capire i rapporti spaziali

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità di comprensione di spazio, forme geometriche e rapporti del bambino per cui egli comincia a capire i rapporti spaziali. Ad esempio capisce il significato di parole indicanti la posizione spaziale come sopra, sotto, accanto, dentro, fuori, ecc. Ad esempio, è normale sentire frasi da parte di bambini di questa età del tipo: “Io sono grande, ma un po’ piccolo perché le cose sono in alto”.

Buona pratica: verbalizzazione delle posizioni spaziali

Per sfruttare a fini educativi tale capacità di comprensione dei rapporti spaziali da parte del bambino, l’educatrice di asilo nido può inserire nelle proprie verbalizzazioni una serie di parole che indicano al bambino la posizione degli oggetti e del bambino stesso rispetto ad essi o rispetto all’educatrice. Ad esempio: “Dai, vieni qui davanti a me a giocare”, “Mettiti dietro di A.”, “Prendi il libro sullo scaffale inferiore”.
L’educatrice promuoverà anche tale indicazione da parte del bambino. Ad esempio: “Dove vuoi mettere il libro di ..., nello scaffale sopra o quello sotto?”

Attività: costruzioni con le posizioni

Una ottima situazione per verbalizzare le posizioni è data dalle costruzioni dei bambini. Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido incoraggia i bambini a costruire in una direzione, a fare modifiche in un’altra, a osservare quello che altri bambini (indicandoli per posizione) stanno costruendo. Ad esempio: “Che bello, A.! Facciamo una torre ancora più alta?” “Facciamo una torre alta come quella di B.”, “Bella la tua torre, anche se è più bassa di quella di C.”, “Hai visto la torre di D., dietro di te?”, “Proviamo a costruire una torre più alta di quella davanti a E.?”
Altre verbalizzazioni possono essere relative ai blocchi stessi: “Mi piace come hai messo il blocco blu sopra a quello bianco”, ecc.

2. Classifica e ordina oggetti

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare le capacità di comprensione di spazio, forme geometriche e rapporti del bambino per cui egli inizia a classificare e ordinare oggetti, ad esempio in base ai colori, alle forme, alla categoria di riconoscimento solitamente usata per descriverli (animali, macchinine, bambole, ecc.). Il bambino può riconoscere gli attributi semplici, come colore, forme e dimensioni, e mette in fila più elementi con gli stessi attributi. A questa età si possono trovare anche classificazioni abbastanza complesse, come file di sole pecore di solo colore bianco, o animali disposti in ordine decrescente di grandezza!

Buona pratica: incentivare la classificazione

L’educatrice di asilo nido dovrebbe sempre riconoscere, apprezzare e incoraggiare la classificazione effettuata da un bambino, in qualsiasi momento questo la esegua. Ad esempio, con frasi del tipo: “Che bella questa fila, A.! Stai mettendo in fila tutti i cavalli?” – attesa della risposta del bambino – “Bravissimo, continua così, è propria bella!”.
La classificazione è incentivata in situazioni educative non caotiche e relativamente calme, come situazioni di gioco libero in sezione.
Importante: il parametro chiave per una attività che promuova la classificazione degli oggetti è il grande numero degli stessi. È importante che l’educatrice proponga questo gran numero di oggetti in maniera ordinata, non caotica; ad esempio lasciandoli per buona parte nei raccoglitori, in modo che i bambini si prendano quelli che a loro servono. 

Attività: Riconoscimento dell’attributo X

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido propone, nei momenti di gioco libero, un gran numero di oggetti caratterizzati da alcuni attributi simili tra loro. Ad esempio: animali di varie forme e dimensioni; macchinine di vario tipo, colore e dimensione; blocchi da costruzione di tipo, colore e forma diverse. Una soluzione è usare il materiale da gioco euristico se questo è stato preparato in gran numero dalle educatrici delle sezioni dei bambini più piccoli (vedi anche Gioco euristico – Punti chiave per le educatrici e per un elenco di oggetti  Gioco euristico - Lista di materiale).

Importante: l’educatrice coinvolge il bambino nelle verbalizzazioni di apprezzamento, al fine di fargli inserire nel proprio discorso la spiegazione della propria classificazione, o almeno l’attributo che sta considerando. Ad esempio, con frasi del tipo: “Che bella questa fila, A.! Stai mettendo in fila tutti i cavalli?” – (erano le giraffe) attesa della risposta negativa del bambino – “Allora cosa stai mettendo in fila?” – attesa della risposta del bambino – Bravissimo, continua così, con le giraffe è propria bella!”.

Attività e sviluppo del pensiero scientifico 24-30 mesi

Attività e sviluppo del pensiero scientifico 24-30 mesi

Tra 24 e 30 mesi lo sviluppo cognitivo e del pensiero scientifico passa attraverso la capacità del bambino di utilizzare un approccio per prove ed errori per risolvere i problemi osservando il risultato.

Tra 24 e 30 mesi il bambino:

  1. Comincia ad utilizzare un approccio per prove ed errori per risolvere i problemi osservando il risultato
  2. Dimostra capacità di osservazione

Vediamo ora alcune attività relative allo sviluppo del pensiero scientifico per cui il bambino di 24-30 mesi:

1. Comincia ad utilizzare un approccio per prove ed errori per risolvere i problemi, osservando il risultato

Tra 24 e 30 mesi, l’educatrice di asilo nido può sfruttare lo sviluppo del bambino per cui egli comincia a risolvere i problemi compiendo vari tentativi e osservandone il risultato (errore), come ad esempio cercando di incastrare un oggetto in un foro di forma adeguata più fori di dimensioni simili.

Buona pratica: incentivare l’approccio per prove ed errori

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido propone ai bambini una serie di problemi risolvibili per prove ed errori, senza intervenire nella ricerca della soluzione. Questi problemi possono essere proposti in qualsiasi momento e situazione educativa, anche durante le routine. Vediamo ora alcuni esempi.

Attività: costruzioni con fori diversi

Per sfruttare a fini educativi la capacità del bambino di utilizzare un approccio per prove ed errori per risolvere i problemi, l’educatrice di asilo nido propone ai bambini blocchi da costruzione con sistemi di incastro diversi (ad esempio di marche diverse). Il bambino proverà più tipi di incastro, fino a sviluppare una strategia di riconoscimento (ad esempio: i blocchi blu e gialli si incastrano tra loro, i verdi non gli servono).

Attività: prove ed errori nelle interazioni tra bambini

Per sfruttare a fini educativi la capacità del bambino di utilizzare un approccio per prove ed errori per risolvere i problemi, l’educatrice di asilo nido propone ad un bambino, che cerca di attrarre l’attenzione di un altro, di offrirgli un oggetto. Nel caso l’interazione non parta, l’educatrice incoraggia il bambino a provare con un altro oggetto. Ad esempio: “A., prova a portargli il ... che a B. piace tanto” – esito negato – “Va bene A., visto che vuoi giocare con B., prova con il ..., che a B. piace di più”. Lo stimolo che il bambino propone all’altro può essere anche una proposta verbale. Questa attività può essere facilmente adottata dall’educatrice anche durante le routine (si pensi al pranzo e alle relazioni sociali tra i vari bambini).

2. Dimostra capacità di osservazione

Tra 24 e 30, l’educatrice di asilo nido può sfruttare lo sviluppo del bambino per cui egli inizia a dimostrare capacità di osservazione durante la giornata, sia su eventi puntuali (l’oggetto con cui sta giocando, il libro che legge, il bambino con cui sta giocando), sia su quanto lo circonda (tempo atmosferico, persone e loro cambiamenti fisici e di stati d’animo, ecc.).
Nota. L’osservazione è diretta ad individuare ciò che si discosta da quanto a lui già conosciuto e familiare; per questo è ancora fondamentale per il bambino che lo spazio e il tempo dell’asilo nido sia costante e riconoscibile dal bambino.

Buona pratica: apprezzare e confermare quanto osservato

Per sfruttare a fini educativi tale capacità del bambino, l’educatrice di asilo nido deve riconoscere e apprezzare le osservazioni che il bambino compie. Deve quindi stimolare ulteriormente l’osservazione, ad esempio chiedendo spiegazioni e informazioni aggiuntive, cioè chiedendogli di arricchire quanto da lui osservato. Infine l’educatrice elogia e ringrazia il bambino per l’osservazione e le spiegazioni.

Nota. Dal punto di vista delle educatrici e dell'organizzazione del servizio, le osservazione fatte dai bambini, se ripetute nel tempo o presentate da più bambini in contemporanea, sono da considerare come indicatori di qualcosa che li ha colpiti, in particolare dal punto di vista della loro quotidianità. Ad esempio, se più bambini osservano che i tricicli “non sono più là, sono da un’altra parte”, le educatrici devono considerare che la loro decisione di spostare momentaneamente la rastrelliera non è stata apprezzata dai bambini. Si renderà necessaria almeno una serie di spiegazioni verbali, anche unita ad una “visita” alla nuova rastrelliera.

Attività: Meteo del giorno

Per sfruttare a fini educativi la capacità di osservazione del bambino su quanto lo circonda, l’educatrice di asilo nido invita i bambini, ogni giorno, a guardare che tempo fa fuori. Se non è possibile farlo in coincidenza con l’uscita in giardino, l’educatrice può aprire una finestra e incoraggiare i bambini all’osservazione delle condizioni atmosferiche. Un ottimo momento per questa attività è la merenda del mattino.
Le osservazioni dei bambini, dopo essere state verbalizzate da ognuno in gruppo, sono raccolte e confermate dall’educatrice prima verbalmente e poi attaccando un post-it con il simbolo (o la scritta) corrispondente ad un cartellone o ad un calendario appeso in sezione e ben visibile ai bambini. È anche possibile far attaccare un post-it a ciascun bambino o ad un bambino a turno.

Nota. Questa semplice attività acquisisce importanza educativa se l’educatrice realizza che i bambini passano gran parte del tempo all’interno di uno spazio chiuso: casa, asilo nido, auto.


Articoli collegati - Attività a 24-30 mesi di sviluppo

Per una illustrazione dello sviluppo dei bambini di asilo nido nell’età 30-36 mesi si rimanda a Sviluppo del bambino 24-30 mesi.
Per alcune riflessioni sull'importanza della lettura come relazione tra educatrice e bambino, vedi Lettura al nido.
Per un approfondimento e altre idee sulle caratteristiche e sull’uso delle foto digitali per attività sulle emozioni: Emozioni – idee per attività.
Per un approfondimento sul controllo sfinterico, vedi Controllo sfinterico al nido – Progetto e gli articoli collegati.

Conclusioni - Attività a 24-30 mesi di sviluppo

In questo articolo abbiamo proposto alcuni suggerimenti per attività didattiche e buone pratiche educative, utili alle educatrici di asilo nido per bambini di età compresa tra 24 e 30 mesi, basate sul relativo sviluppo. In particolare ci siamo concentrati sui seguenti aspetti dello sviluppo: 1) Linguaggio, per cui il bambino: Ascolta racconti lunghi e con componenti simboliche; Segue indicazioni anche articolate; Usa un vocabolario più ricco e complesso; Comincia a pronunciare chiaramente le parole; Comincia a produrre frasi e discorsi di senso compiuto; 2) Alfabetizzazione, per cui il bambino: Imita e ripete le parole in rima; Riconosce libri familiari; Finge di leggere libri; Inizia a sperimentare strumenti di scrittura; Inizia a riconoscere e distinguere i simboli dell'alfabeto da altri simboli; 3) Socio-emotivo, per cui il bambino: Inizia a gestire emozioni e sentimenti; Riconosce e reagisce alle emozioni altrui; Capisce di essere parte di una famiglia; 4) Motorio, benessere fisico e senso di sicurezza, per cui il bambino: Lancia, calcia e prende oggetti; Passa piccoli oggetti da una mano all'altra; Inizia a essere autonomo in materia di igiene personale; Inizia il controllo sfinterico (per i bambini che non hanno iniziato il controllo sfinterico nel semestre precedente).
Infine, per quanto riguardo lo sviluppo cognitivo a 24-30 mesi, ci siamo concentrati sui seguenti aspetti: 5) Espressività creativa, per cui il bambino: Utilizza strumenti ritmici durante una canzone; Esplora il disegno, la pittura e la modellazione con materiali diversi; Utilizza gli oggetti a simboleggiare la vita reale e il mondo interiore; 6) Approcci all’apprendimento, per cui il bambino: Rimane concentrato; 7) Pensiero matematico, per cui il bambino: Comincia a capire i rapporti spaziali; Classifica e ordina oggetti; 8) Pensiero scientifico, per cui il bambino: Comincia ad utilizzare un approccio per prove ed errori per risolvere i problemi osservando il risultato; Dimostra capacità di osservazione.
Le attività da noi proposte, che una educatrice di asilo nido può facilmente inserire nel proprio progetto educativo, si basano sullo sviluppo delle capacità e delle competenze che il bambino tra 24 e 30 mesi possiede o sta per conseguire (zona prossimale di sviluppo).


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