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Attività strutturate al nido – Buone pratiche

Attività strutturate al nido – Buone pratiche

In questo articolo proporremo alle educatrici alcune buone pratiche operative per migliorare, dal punto di vista educativo e organizzativo, la proposta e la gestione delle attività strutturate con i bambini di asili nido. Queste buone pratiche per attività derivano dalle esperienze delle educatrici di Progetto Asilo Nido, qui raccolte e presentate dalla dottoressa Milena De Giorgi, e speriamo possano essere uno stimolo per una discussione tra le educatrici nel Forum o su Progetto Asilo Nido su Facebook.

Importanza delle attività strutturate per le educatrici

L’importanza per le educatrici di buone pratiche per le attività strutturate deriva dal fatto che queste sono una componente fondamentale della proposta educativa degli asilo nido italiani.
Inoltre le attività strutturate hanno per le educatrici che le ideano e le realizzano una grande valenza per la loro soddisfazione lavorativa. Questa soddisfazione è una componente fondamentale del benessere lavorativo, in particolare è utile alla riduzione dello stress lavoro-correlato. È quindi importante per l’educatrice di asilo nido impegnarvisi al meglio.

Attività strutturate - buone pratiche operative di base

Uno degli aspetti più interessanti delle attività strutturate è quello di affrontare, in maniera organica e distribuita nel tempo (a partire dal programma didattico annuale), alcune situazioni educative integrate (cognitive e sensomotorie, emotive e socio-relazionali, ecc.), sviluppandole in modo diverso da routine e altri momenti del nido.
Proponiamo ora alcune indicazioni di base, inseribili in tutte o quasi le attività strutturate degli asili nido al fine di migliorarne la valenza educativa.


Clicca per visualizzare le buone pratiche per attività strutturate:

1. Individualizzazione

1. Individualizzazione

Le attività devono prevedere l’individualizzazione per ciascun bambino partecipante, già dalla fase progettuale. Per un’analisi della individualizzazione e della sua importanza in asilo nido, si rimanda a Individualizzazione di azioni educative al Nido - Buone pratiche.

2. Numero di oggetti disponibili

2. Numero di oggetti disponibili

Prevedere e poi inserire nel setting di ogni attività un numero consistente di blocchi, ciotole, scatole, ecc.
Questo è particolarmente importante sotto i 24 mesi, per le attività di gioco euristico e per le attività di manipolazione. Vedi nota al punto 6.
Una grande disponibilità di oggetti riduce i conflitti tra i bambini (vedi anche il punto 9).

3. Verbalizzazione costante delle proprie azioni

3. Verbalizzazione costante delle proprie azioni

Ove l’attività lo preveda, l’educatrice verbalizza le sue azioni e quelle dei bambini, in particolare quando questi non “sembrano assorti” completamente.
Dato che alcune attività non contemplano verbalizzazioni da parte dell’educatrice (ad esempio il cestino dei tesori), è consigliabile che sia esplicitata chiaramente se, quando e che tipo di verbalizzazione è prevista, ad esempio nella scheda dell’attività. Ciò è molto utile in caso di attività proposte da supplenti.

Nota 1: verbalizzazione costante non significa necessariamente “spiegare” o “mostrare” qualcosa ai bambini!
Nota 2: se i bambini continuano a distogliere la propria attenzione dall’attività, probabilmente tale proposta di attività è sbagliata in relazione al loro sviluppo.

4. Essere un modello emotivo e sociale

4. Essere un modello emotivo e sociale

L’educatrice esprime i significati emotivi e sociali adeguati, verbalmente e con il comportamento, in modo coerente e consistente nel tempo. Ricordiamoci che i bambini ci osservano per “assorbire” come ci comportiamo e reagiamo, vedi anche Empatia tra bambini al Nido – Implicazioni per l’educatrice.

Per le educatrici, essere un modello per i bambini diventa molto importante anche per le attività strutturate. Si pensi ad esempio alle attività di lettura (ad esempio, per esemplificare l’importanza dei libri e delle storie narrate, vedi Lettura al nido), o al mostrare apprezzamento anche verso i pasticciamenti durante un’attività che non era prevista come sporchevole, ecc.

5. Essere base sicura

5. Essere base sicura

Per un’analisi del fenomeno della base sicura e della sua importanza in asilo nido, si rimanda a Educatrice come Base Sicura.

6. Incoraggiare i bambini ad esplorare e sperimentare

6. Incoraggiare i bambini ad esplorare e sperimentare

Sembra banale, ma le educatrici devono preoccuparsi della predisposizione dell’attività e del fatto che essa possa garantire più opportunità educative, non dell’esito dell’attività stessa o del suo “prodotto” finale.
L’incoraggiamento, per bambini con temperamento più “calmo”, può anche essere attivo (ad esempio, con le parole “Proviamo a fare un gioco nuovo con questi…?”). L’incoraggiamento non deve essere mai prevaricare il desiderio dei bambini.

Nota: se i bambini continuano a distogliere la propria attenzione dall’attività, probabilmente tale proposta di attività è incongruente al loro sviluppo.

7. Sfruttare le idee intuitive dei bambini

7. Usare le idee intuitive dei bambini (in particolare relative ad abilità matematiche e pre-logiche)

I bambini possiedono considerevoli, seppur semplici ed intuitive, abilità matematiche e pre-logiche. Sfruttando le idee intuitive che essi possono esprimere, è possibile per le educatrici promuovere sia l’auto-confidenza, sia l’autostima, sia l’autonomia (non solo per quanto riguarda gli aspetti matematici).

Ad esempio, le educatrici possono incentivare la seriazione e la classificazione proponendo ai bambini un grande numero di oggetti simili tra loro, assieme ad oggetti con tipologia più esigua
Nota: questo punto deve spesso essere discusso nelle riunioni del gruppo di lavoro, perché implica necessariamente dover destinare una parte del budget all’acquisto di “doppioni”. Inoltre, l’utilizzo di tali doppioni dovrà essere molto ampio.

8. Mostrare la relazione tra arte e l’attività dei bambini

8. Sviluppare il senso estetico

Il senso estetico e l’espressione artistica dei bambini possono essere incentivati evidenziando la relazione tra l’arte (nelle sue varie forme) e quanto i bambini stanno facendo. Questo può essere fatto anche con semplici verbalizzazioni. Tipo “Come sta bene il blu così vicino al giallo”, “Che bello!, cos'é?... È fatto proprio come..., brava!”, “Che grande! È una torre grandissima”.
Questo è particolarmente importante sotto i 24 mesi.

9. Incoraggiare il gioco simbolico

9. Incoraggiare il gioco simbolico

Dopo i 24 mesi, può accadere che un’attività pensata dall’educatrice in un certo modo sia “simbolizzata” dai bambini, trasformandola in un’altra.
Le educatrici dovrebbero incentivare queste trasformazioni, promovendo l’uso del linguaggio e facilitando l’integrazione di pensieri ed emozioni.
Tale incentivazione consiste ad esempio nel prevedere più funzioni delle attività e nel predisporre il setting a più usi collegati tra loro.

10. Incentivare i bambini a prendere decisioni

10. Incentivare i bambini a prendere decisioni

Le educatrici possono incentivare i bambini a prendere decisioni e assumersi una responsabilità crescente durante le attività strutturate (ad esempio nel comportamento e nelle interazioni tra i vari bambini, nell’uso di un certo materiale, ecc.). Solitamente questo è fatto tramite verbalizzazioni.

Le educatrici devono porre particolare cura nel non esprimere “giudizi” negativi sulle scelte (vedi anche punto 2). Questo incentivare aiuta i bambini a sviluppare l’autonomia e le abilità decisionali.

11. Creare e mantenere un clima di gruppo positivo

11. Creare e mantenere un clima di gruppo positivo

Le educatrici devono porre la massima attenzione a creare e mantenere un clima positivo nel gruppo di bambini durante l’attività.

Il creare un clima di gruppo positivo parte inizialmente dal setting, in particolare dalle dimensioni degli spazi, dalla eliminazione degli agenti stressanti, dalla proposta di un adeguato numero di giocattoli (vedi punto 1).
Il clima di gruppo positivo è poi creato e mantenuto tale dall’azione discreta e facilitante dell’educatrice di asilo nido.
Ad esempio, sotto i 30 mesi, un bambino che toglie il giocattolo ad un altro (quindi innescando un conflitto), può essere distolto dall’educatrice che prontamente propone un altro giocattolo libero (gli offre cioè una alternativa); a un bambino sopra i 30 mesi conviene proporre uno scambio.

Il mantenere un clima di gruppo positivo si basa su:

  • Osservazione costante di ciò che avviene tra i bambini, anche in funzione di un intervento immediato nelle situazioni di conflitto (non al loro nascere ma quando i due bambini non riescono a risolvere il problema da soli). Nota: il caso dei bambini che richiedono l’intervento dell’educatrice ad ogni interazione possibilmente conflittuale con un pari (ad esempio iniziando subito a piangere e girandosi manifestamente verso l’educatrice) è consigliabile sia valutato, dopo una serie di osservazioni, dal gruppo delle educatrici.
  • Mantenere alto l’interesse nell’attività (ad esempio con incoraggiamenti e spostamenti di focus)
  • Disponibilità ad accogliere momentaneamente (vedi anche punto 4 – base sicura) i bambini che arrivano da un primo momento di impegno nell’attività e poi vi ritornano.

12. Sfruttare l’attenzione congiunta


L'attenzione congiunta con ciascun bambino è una delle buone pratiche più importanti per una attività strutturata educativamente efficace.
Essa deve essere prima progettata nell'attività e poi attuata durante tutta l'attività strutturata. Per una discussione più approfondita, vedi Attenzione congiunta al Nido e sviluppo.

Articoli collegati - Attività strutturate al nido – Buone pratiche

Per una discussione su come l'educatrice possa individualizzare efficacemente il proprio agire educativo: Individualizzazione di azioni educative al Nido - Buone pratiche.
Per alcune riflessioni sull'importanza della lettura come relazione tra educatrice e bambino, vedi Lettura al nido
Per un approfondimento sul ruolo dell'empatia in asilo nido, vedi  Empatia tra bambini al Nido – Implicazioni per l’educatrice.
Per una definizione e alcune riflessioni sull'importanza per l'educatrice di asilo di supportare il fenomeno di base sicura dei bambini, vedi Educatrice come Base Sicura.
Per alcune riflessioni sull'importanza della lettura come relazione tra educatrice e bambino, vedi Lettura al nido.
Per una analisi dell'importanza educativa dell'attenzione congiunta e di come l'educatrice possa sfruttarla a fini educativi, vedi Attenzione congiunta al Nido e sviluppo.

Conclusione - Attività strutturate al nido – Buone pratiche

In questo editoriale abbiamo proposto alle educatrici alcune buone pratiche e indicazioni operative per migliorare (dal punto di vista educativo e organizzativo) la proposta e la gestione delle attività strutturate con i bambini di asili nido. In particolare abbiamo proposto alcune riflessioni su: 1) Individualizzazione; 2) Numero di oggetti disponibili; 3) Verbalizzazione costante delle proprie azioni; 4) Essere un modello emotivo e sociale; 5) Essere base sicura; 6) Incoraggiare i bambini ad esplorare e sperimentare; 7) Sfruttare le idee intuitive dei bambini (abilità matematiche); 8) Mostra la relazione tra arte e l’attività dei bambini; 9) Incoraggia il gioco simbolico; 10) Incentiva i bambini a prendere decisioni; 11) Creare e mantenere un clima di gruppo positivo.  L’obiettivo di questo articolo è promuovere una discussione tra le educatrici di asilo nido, nel loro gruppo di lavoro e, per chi vuole, nel nostro Forum o commentando (qui sotto) su Facebook.


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