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Attività in sequenza

Attività in sequenza

In quest’articolo proporremo due buone pratiche derivanti da alcune osservazioni di bambini di asilo nido e relative alla creazione di attività in sequenza per bambini di 30-36 mesi. La sequenza nelle attività è ottenuta dall’educatrice operando in particolare sulle risorse messe a disposizione (tempi e materiali) o considerando nel progetto educativo tempi e azioni del bambino.

Attività in sequenza - Sfide su sfide

Per sfruttare a fini educativi la capacità del bambino di più di 30 mesi di partecipare a una varietà di compiti, completare ed esprimere curiosità per nuove attività, l’educatrice può proporre ai bambini attività che si sviluppano in sequenza o creare sequenze nelle attività proposte. In sintesi, il risultato di una serie di azioni del bambino diventa la base per una sua nuova sequenza di azioni.


Osservazione

Osservazione di una attività in sequenza

Questa buona pratica di attività in sequenza è nata dall’osservazione di bambini che, esaurito il foglio su cui disegnavano, continuavano il gioco sul tavolo. Il loro personale obiettivo (qualunque esso fosse) non era collegato alla risorsa resa disponibile dall’educatrice. Dopo alcuni minuti si proponeva un ulteriore foglio bianco, lasciando libero il bambino di scegliere se usarlo. Alcuni passavano al foglio e altri continuavano a lavorare sul tavolo. È ipotizzabile che il raggiungimento del loro obiettivo era (dal loro punto di vista) collegato all’esprimersi sul tavolo, a continuare quello che stavano facendo. In altre parole, non avevano “concluso” la loro attività e raggiunto il loro obiettivo.
Per confermare tale ipotesi, si è quindi proposto agli stessi bambini, alcuni giorni dopo, un’attività manipolatoria con un pane di pasta da modellare di un unico colore, posta di fronte a ciascun bambino. Dopo alcuni minuti, quando i bambini avevano creato le proprie forme, si è messo a fianco di ciascun bambino un secondo pane di pasta, di colore diverso dal primo. In questo caso si sono osservati i seguenti ben distinti comportamenti con la pasta.

Dal punto di vista temporale:

  1. Il bambino ha continuato per un po’ con la prima pasta, poi è passato alla seconda
  2. Il bambino ha integrato quasi immediatamente la seconda pasta nella sua azione

Dal punto di vista delle azioni:

  1. Due lavori indipendenti, uno per pane di pasta (quindi due prodotti di colori diversi)
  2. Il lavoro iniziale è stato “esteso” con aggiunte prese dal secondo pane (un prodotto diverso dal primo, caratterizzato da evidenti bicromie asimmetriche): è come se avesse considerato “ultimato” il primo lavoro e questo risultato sia stato la base del secondo momento manipolatorio
  3.  Il lavoro iniziale è stato ripreso con entrambe le paste (un prodotto visivamente simile al primo, caratterizzato da evidenti bicromie ma senza grandi asimmetrie nel colore): è come se le paste fossero state unite e il bambino avesse re-iniziato il suo progetto.

Un quarto comportamento consisteva nel fare altre cose, non collegate con la pasta (gioco simbolico, corse), e non è qui considerato.

Nota. Le stesse attività, proposte a gruppi di bambini in cui l’educatrice aveva uno stile direttivo o autoritario, hanno dato esiti legati strettamente a quanto il bambino si aspettava che l’educatrice volesse. Questo è stato osservato in proposte antecedenti e successive, in cui l’educatrice indirizzava chiaramente con parole e atteggiamenti l’operato dei bambini (ad esempio: “scrivi solo sul tuo foglio”, “usa la tua pasta e non quella del compagno”, “prima finisci questa e poi...”).

Conclusioni da noi tratte

Conclusioni - Creare sequenze nelle attività

La conclusione di questa serie di osservazioni è la seguente:

È possibile rendere sequenziali alcune attività proposte ai bambini operando sulle risorse messe a loro disposizione (i fogli, i pani di pasta).


Questa sequenzialità permette al bambino, probabilmente, di modificare o creare un nuovo obiettivo in modo autonomo.
Ciò purché le aspettative altrui (educatrice) siano coerenti con i bisogni di autonomia e apprendimento del bambino.

Due buone pratiche per le attività in sequenza

Dall'osservazione di alcune proposte fatte ai bambini, abbiamo ricavato due buone pratiche che possono essere facilmente applicate da ogni educatrice di asilo nido.

Proponiamo ora due buone pratiche distinte per:


1. Creare e proporre sequenze nelle attività inzialmente proposte

1. Creare sequenze nelle attività inzialmente proposte

Per creare sequenze nelle attività proposte, l’educatrice può modificare le risorse fornite ai bambini. Ad esempio fornendo poche risorse all’inizio, o solo di un tipo, e successivamente introdurne altre.
Negli esempi delle osservazioni di cui sopra si vede un tipo di sequenzialità introdotta dall’educatrice tramite le risorse.

2. Proporre attività che si sviluppano in sequenza


2. Attività che si sviluppano in sequenza
Per proporre attività che si sviluppano in sequenza, l’educatrice può progettare:

  • Tempi distinti per parti diverse dell’attività
  • Azioni (del bambino) il cui risultato è la base per azioni successive

Nota: questi due criteri possono essere anche combinati tra loro.

        2.1 Alcuni esempi di attività che si sviluppano in sequenza

2.1 Alcuni esempi di attività che si sviluppano in sequenza

L’educatrice può creare una sequenza temporale con verbalizzazioni tipo: “Appena avete finito questo..., faremo un gioco nuovo.” Dopo la conclusione della prima parte dell’attività, l’educatrice può usare frasi tipo: “Adesso useremo il vostro... per fare questo nuovo gioco...”

        2.2 Esempio di attività che si sviluppa in sequenza

2.2 Esempio di attività grafico-espressiva che si sviluppa in sequenza

L’educatrice propone un’usuale attività grafico-espressiva, anticipando ai bambini che sarà un po’ più breve perché poi si passerà ad un nuovo gioco. Per segnalare quando sarà il momento di passare al nuovo gioco, ciascun bambino dovrà consegnare i propri fogli all’educatrice (“Dai, adesso chi vuole passare al nuovo gioco mi da i suoi fogli e iniziamo”).

A questo punto, via via che raccoglie i fogli dei vari bambini, l’educatrice riconosce ed elogia l’impegno di ciascun bambino, accogliendo la sua soddisfazione nell’aver completato il primo lavoro.
Quindi, rassicurando i bambini, trasforma i fogli dei bambini in “coriandoli” con l’uso del distruggi-documenti dell’ufficio. L’educatrice offrirà quindi i coriandoli ai bambini per una prima sperimentazione tipo lancio di coriandoli in aria (ad esempio: lanciandoli immediatamente in aria con “Evviva”).
Infine proporrà di raccogliere i coriandoli insieme (anche a fini di riordino e pulizia) per avviare una nuova attività di collage.
È consigliabile inserire il momento ludico motorio tra le due sequenze sedentarie per riattivare l’attenzione dei bambini.
Alcune note da considerare per questa attività in sequenza:

  • L’educatrice deve considerare che il bambino il cui temperamento è caratterizzato da un basso livello d’adattabilità (vedi Temperamento al Nido), può non apprezzare la trasformazione del proprio foglio in coriandoli (l’educatrice deve prepararlo lungamente prima).
  • Lo stesso dicasi per bambini che ancora non hanno sviluppato la capacità della sequenzialità.
  • L’educatrice lascia la possibilità al bambino che voglia continuare la propria attività, di poterla ultimare con i propri tempi.
  • L’uso del distruggi-documenti per creare coriandoli deve essere stato già visto e sperimentato dai bambini in qualche attività specifica nei giorni precedenti. Questo per minimizzare l’effetto della distruzione del proprio lavoro! Ciò nonostante, alcuni bambini non apprezzeranno quest’azione; a tali bambini si possono dare altri coriandoli, non ottenuti dal proprio lavoro.

        2.3 Esempio di attività che si sviluppa in sequenza

2.3 Esempio di attività che si sviluppa in sequenza

L’educatrice propone un’usuale attività grafico-espressiva, anticipando ai bambini che sarà un po’ più breve perché poi si passerà ad un nuovo gioco. Per segnalare quando sarà il momento di passare al nuovo gioco, ciascun bambino dovrà consegnare i propri fogli all’educatrice (“Dai, adesso chi vuole passare al nuovo gioco mi da i suoi fogli e iniziamo”).

A questo punto, via via che raccoglie i fogli dei vari bambini, l’educatrice inizia a incollarli assieme a loro a un gruppo di scatoloni molto grandi e avvicinati tra di loro. Gli scatoloni possono essere in fila, tipo trenino, a quadrato come a costituire una stanza nella stanza, ecc. Dopo aver incollato i fogli, l’educatrice può innescare un gioco basato sullo scatolone decorato, evidenziando ripetutamente il valore del lavoro precedente ai fini del gioco attuale. Ad esempio “dai A., vedi che bello è giocare in uno scatolone tutto colorato da te?”.

Questa attività si differenzia dalla proposta di scatoloni da decorare da parte di ciascun bambino, poiché introduce una sequenza sia temporale, sia di azioni. Gli scatoloni infatti sono decorati con il prodotto di una precedente azione, poi, dopo la decorazione, inizia una nuova attività che sfrutta sia il prodotto iniziale, sia l’azione del decorare.

Nota. Gli scatoloni possono essere già presenti nella stanza (ad esempio sotto un telo, per generare curiosità verso il “nuovo” gioco accennato dall’educatrice), o portati nella stanza uno a uno per ciascun bambino che via via finisce. In questo caso, ai bambini che lasciano il disegno per avvicinarsi allo scatole, l’educatrice chiede se ha finito e, in caso affermativo, si fa portare i fogli. I bambini molto coinvolti nella propria attività invece continueranno per alcuni minuti.
Questi scatoloni possono essere riproposti, così decorati, per altre attività successive.

        2.4 Esempio di attività che si sviluppa in sequenza con canzone

2.4 Esempio di attività che si sviluppa in sequenza con canzone

Per questo esempio, vedi la proposta educativa collegata alla canzone del treno: Arriva il treno.

Articoli collegati

Per un approfondimento dell'importanza del temperamento, vedi Temperamento al Nido.
Per una analisi dello sviluppo del bambino citato in questo articolo, vedi Sviluppo del bambino 30-36 mesi.

Conclusioni

In quest’articolo abbiamo proposto due buone pratiche relative alla creazione di attività in sequenza per bambini di 30-36 mesi, derivanti da alcune osservazioni in asilo nido e. In particolare abbiamo visto come l’educatrice di asilo nido possa promuovere la sequenza nelle attività: a) operando sulle risorse messe a disposizione (tempi e materiali); b) progettando educativamente tempi distinti per parti diverse dell’attività e/o prevedendo azioni del bambino il cui risultato sia la base per azioni successive. Abbiamo infine proposto alle educatrici di asilo nido alcuni esempi, sperando di stimolare una discussione a riguardo delle attività in sequenza.


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