In Progetto Asilo Nido ora: 43

Benvenute in Progetto Asilo Nido


Il sito delle educatrici per condividere e confrontarsi sull'universo degli asili nido!

Contenuti di Progetto Asilo Nido

Problem solving al nido

Problem solving al nido

In questo articolo vedremo le 5 fasi del processo di Problem Solving come strumento metodologico per il lavoro dell’equipe di educatrici di asilo nido.
Passeremo poi ad analizzare alcuni strumenti pratici, fase per fase, utili nel lavoro quotidiano delle educatrici.

Importanza del Problem Solving al nido

L’importanza del Problem Solving per l’equipe educativa è data dalla necessità di risolvere i problemi complessi che le educatrici incontrano nel duplice ruolo da loro espletato negli asilo nido: da una parte quello individuale, di interazioni educative e dedicate al benessere psico-fisico di ciascun bambino, dall’altra di coordinamento della propria azione con le altre educatrici e col Servizio in senso ampio.
È interessante notare il notevole valore autoformativo che il processo di Problem Solving assume per le educatrici se correttamente adottato.

Il problem solving – Strumento chiave per il lavoro in equipe delle educatrici

Il Problem Solving è uno strumento metodologico molto interessante per la singola educatrice, ma diventa fondamentale per aumentare l’efficacia e l’efficienza del lavoro in equipe di tutte le educatrici di asilo nido.
L’importanza del problem solving come strumento per le educatrici di asilo nido risiede in:

  • Essere un metodo (codificato ma flessibile e applicabile in generale) che sfrutta le competenze possedute e stimola il lavoro in equipe
  • Essere strutturato in passaggi successivi (fasi)

 Il Problem Solving aiuta a rendere oggettive le scelte che l’equipe deve compiere.
Infatti esso permette di partire dal problema così come percepito e analizzato da tutte le educatrici e non dalle singole e personali “visioni del problema” (che spesso sono unite alla singola e personale “visione della soluzione”).
Inoltre il Problem Solving promuove la comunicazione e il lavoro di gruppo tra le educatrici.
Seguendo la traccia delle fasi del Problem Solving qui sotto proposta, l’equipe vedrà ridurre il numero di conflitti e le situazioni di tensione tipiche di altri sistemi di collegialità, oltre a conseguire maggior efficacia e efficienza nel lavoro.

Problem Solving in pratica: le 5 fasi

Il processo del Problem Solving è diviso in 5 fasi successive.
Ognuna di queste 5 fasi prevede un'ulteriore suddivisione in sottofasi, per semplificare il lavoro. I concetti alla base di queste sottofasi sono piuttosto semplici e ripetuti:


Struttura di una sottofase del Problem Solving

Elenca – Valuta – Prescegli un piccolo numero – Scegli


La collegialità è implicata in ognuno di questi passaggi.

Clicca per visualizzare le fasi del Problem Solving in asilo nido

1. Isolare il problema

1. Isolare il problema

La prima fase del Problem Solving che l’equipe di educatrici dovrà completare è isolare il problema che affronteranno.
Per isolare un problema è utile per le educatrici:

  1. Fare un elenco di tutti i problemi
  2. Ottenere informazioni sui problemi
  3. Preselezionare i problemi
  4. Chiarire i problemi preselezionati
  5. Scegliere il problema da affrontare – tra quelli preselezionati

Vediamo in dettaglio alcune indicazioni utili per le educatrici di asilo nido.

1. Fare un elenco di tutti i problemi.

Questo elenco dovrebbe comprendere solo problemi che possono essere effettivamente affrontati dal gruppo di lavoro. È una buona idea che le educatrici raccolgano (ad esempio giorno per giorno o prima della riunione) e portino in riunione d’equipe  o di sezione ognuna un proprio elenco, con più dettagli possibili (anche in forma narrativa).

2. Ottenere informazioni sui problemi.

Conviene basarsi sulla osservazioni raccolte precedentemente o effettuarne di nuove, per raccogliere ulteriori dati e informazioni sui problemi elencati in (a). Per scelte progettuali è bene rivedere la documentazione elaborata, oltre alle varie osservazioni

3. Preselezionare i problemi (riducendone il numero a 3 o 4).

Di solito nelle riunioni d’equipe le educatrici di trovano ad affrontare molti problemi diversi tra loro e spesso con scadenze temporali diversi (ad esempio: un inserimento di un bambino che sembra non procedere bene e la predisposizione della prossima uscita nel quartiere). È importante che l’equipe scelga in modo condiviso quali problemi affrontare. La scelta condivisa può esser fatta sia votando sui vari problemi, uno alla volta oppure scegliendo in maniera condivisa i criteri di scelta (ad esempio: quelli più urgenti, quelli più gravi, quello più grave sezione per sezione, vedi anche Consenso al Nido.

4. Chiarire i problemi preselezionati

Le educatrici si chiedono: Abbiamo dati a sufficienza? Dobbiamo parlare con i genitori di questo problema per raccogliere ulteriori informazioni? Oltre ad approfondire la conoscenza dei problemi, le educatrici possono così farsi una idea della loro effettiva priorità.

5. Scegliere il problema da affrontare – tra quelli preselezionati.

È importante che l’intera equipe condivida la scelta del problema (anche le educatrici che potrebbero non essere interessate) e che il gruppo esprima formalmente l’intenzione a risolvere questo problema. Una buona idea è utilizzare strumenti per la creazione del consenso come in Consenso al Nido.

2. Individuare le cause

2. Individuare le cause

La seconda fase del Problem Solving che l’equipe di educatrici dovrà completare è: individuare le cause del problema che affronteranno.
Dopo aver scelto il problema da risolvere, si passa ad individuare le sue possibili cause.
I passaggi di questa sottofase sono:

  1. Definire il problema
  2. Capire il problema
  3. Ricercare le possibili cause
  4. Raggruppare le possibili cause
  5. Documentare le cause
  6. Analizzare le cause
  7. Scegliere le cause reali del problema

Vediamo in dettaglio alcune indicazioni utili per le educatrici di asilo nido.

1. Definire il problema

Nel caso siano poco evidenti alcune caratteristiche del problema, è utile che il gruppo di lavoro le analizzi e le descriva, al fine di circostanziare gli elementi che possono aiutare le educatrici nella soluzione.
Le caratteristiche minime da indicare sono: dove, a quale bambino, quando, come, in che misura e quale “differenza dalla norma” si verifica, rapporto con i pari prima, durante e dopo, rapporto con l'educatrice prima, durante e dopo.

2. Capire il problema

L’equipe analizza dati e informazioni che in qualche modo riguardano il problema (ad esempio: esperienze simili in anni precedenti (dalla documentazione), articoli su problemi simili, colloqui con i genitori e altre figure che seguono il bambino, ecc.). Questo serve alle educatrici per capire approfonditamente la natura, le caratteristiche e l'estensione del problema. In questa fase è importante l’apporto fattivo della coordinatrice psico-pedagogica, che può fornire il materiale utile.

3. Ricercare le possibili cause

L’equipe stila un elenco di possibili cause potenziali che il gruppo di educatrici ipotizza liberamente e creativamente (anche se sembrano strampalate, scrivetelo lo stesso)

4. Raggruppare le possibili cause

L’equipe collega le possibili cause individuate al problema in esame. Una buona idea è utilizzare un disegno. Il diagramma di Causa-Effetto è uno strumento semplice e intuitivo da usare da parte di qualsiasi educatrice e molto utile per questa fase; per una versione adattata agli asili nido italiani, vedi Diagramma di Causa-Effetto al Nido.

5. Documentare le cause

Se necessario, si raccolgono ulteriori informazioni in relazione alle cause individuate. In particolare: quella causa specifica è veramente così importante nel nostro contesto (ad esempio la nostra sezione, quel bambino, ecc.). Spesso queste informazioni si trovano in letteratura scientifica, consultando la coordinatrice psico-pedagogica e (perché no?) nel nostro forum di Progetto Asilo Nido.

6. Analizzare le cause

Dopo che le educatrici si sono bene informate, possono analizzare i dati e le informazioni raccolti con più tranquillità, e decidere se le ipotetiche relazioni delle cause con il problema (punto d) sono effettivamente importanti per risolvere il problema.

7. Scegliere le cause reali del problema

A questo punto le educatrici hanno tutti gli elementi per individuare tra le cause (d) quelle che si ritengono all'origine del problema (almeno più verosimilmente, dal loro punto di vista e contesto operativo)

Nota

Le fase (3) e (5) sono uno dei motivi per cui la biblioteca dell’asilo nido è importante nel lavoro delle educatrici. In questo punto si nota il grande valore autoformativo che il processo di Problem Solving assume per le educatrici se correttamente adottato.
È importante ricordare che, nel lavoro delle educatrici all’asilo nido, individuare le cause reali è spesso gran parte della risoluzione dei problemi dei bambini.

3. Definire la soluzione

3. Definire la soluzione

La terza fase del Problem Solving che l’equipe di educatrici dovrà completare è: definire la soluzione del problema che affronteranno. Questa è la fase in cui le educatrici possono esprimere al massimo la propria creatività.

Dopo aver scelto le cause del problema da risolvere, l’equipe passa a definire sia la soluzione ritenuta migliore dalle educatrici sia come arrivare a tale soluzione.
I passaggi di questa sottofase sono:

  1. Ricercare le possibili soluzioni
  2. Preselezionare le migliori soluzioni
  3. Scegliere la soluzione
  4. Redigere e approvare il progetto

Vediamo in dettaglio alcune indicazioni utili per le educatrici di asilo nido.

1. Ricercare le possibili soluzioni

Ogni educatrice dell’equipe propone almeno una soluzione, non importa se strana, originale o già provata anni prima. Si elencano quindi queste ipotetiche soluzioni senza ordine; uno strumento utile in caso di “scarisità di idee” è descritto in 6 soluzioni.

2. Preselezionare le migliori soluzioni

L’equipe, tramite discussione collegiale, sceglie alcune soluzioni tra quelle in elenco, riducendole a 3-4.

3. Scegliere la soluzione

Le educatrici confrontano le soluzioni preselezionate e decidono quale soluzione adottare. Si possono usare le tecniche di voto descritte in Voto al nido; vedi inoltre Consenso al Nido per l’approvazione con il maggior consenso.

4. Redigere e approvare il progetto

A questo punto si predispone il progetto di attuazione della soluzione, cioè come ogni singola educatrice dovrà operare. In questo progetto di attuazione della soluzione sono compresi anche la definizione degli obiettivi che ci si prefigge di raggiungere (che di solito è la eliminazione, riduzione di una causa o la mitigazione dei suoi effetti),  e delle modalità per la verifica della efficacia della soluzione (ad esempio: un’osservazione di quanto avviene in sezione dopo 2 settimane dall’inizio del progetto di attuazione della soluzione, e successiva condivisione dei risultati in riunione d’equipe). Importante: il progetto di attuazione della soluzione deve essere condiviso e approvato esplicitamente da tutte le educatrici. Inoltre, chi lo attuerà deve essere intenzionata alla sua effettiva realizzazione (sempre in maniera esplicita).

Nota

In realtà, l’individuazione di chi attuerà il progetto è (nella usuale tecnica di Problem Solving) deciso nella fase 4, punto (1); nel caso dell’asilo nido però sono solitamente le educatrici di sezione che si assumono gran parte degli oneri esecutivi di ciò che riguarda il proprio gruppo di bambini, quindi è importante che si impegnino esplicitamente alla realizzazione del progetto di attuazione della soluzione davanti all’intero gruppo di lavoro.

4. Attuare la soluzione

4. Attuare la soluzione

La quarta e penultima fase del Problem Solving che l’equipe di educatrici dovrà completare è: attuare la soluzione, cioè il progetto di attuazione della soluzione (fase 3) che interviene sulle cause (fase 2).
Dopo aver scelto e approvato il progetto di attuazione della soluzione, si passa ad eseguirlo.
I passaggi di questa sottofase sono:

  1. Pianificare l'azione
  2. Attuare il piano
  3. Verificare i progressi
  4. Valutare e confermare i risultati

Vediamo in dettaglio alcune indicazioni utili per le educatrici di asilo nido.

1. Pianificare l'azione

L’equipe individua la sequenza delle operazioni necessarie per dare attuazione al progetto, nel rispetto dei bambini. Questo significa evitare stravolgimenti improvvisi nelle routine o nei sistemi di riferimento. Un classico esempio è una modifica al progetto educativo.

2. Attuare il piano

Le educatrici incaricate dall’equipe eseguono le operazioni nella sequenza prevista.

3. Verificare i progressi

Si effettua una osservazione (o più di una se necessario) specifica per monitorare l'attuazione del progetto e verificare l'efficacia della soluzione introdotta. Di solito i progressi sono riportati dalle educatrici esecutrici o dall’educatrice-ossservatrice nella successiva riunione d’equipe.

4. Valutare e confermare i risultati

Si effettua un’osservazione qualche tempo dopo la conclusione del progetto di attuazione per analizzare i risultati conseguiti , con riferimento agli obiettivi prefissati nel punto (3.4).

5. Verificare la soluzione del problema

5. Verificare la soluzione del problema

L'ultimo passo del Problem Solving da compiere consiste nel verificare l'effettiva risoluzione del problema su un piano concreto, dopo aver attuato la soluzione e valutatone e confermatone i risultati.

  • Se la soluzione del problema è soddisfacente, si può decidere di passare ad altri problemi.
  • Se la soluzione non è soddisfacente, si inizia di nuovo il ciclo del Problem Solving considerando quanto appreso durante lo sviluppo e l’applicazione di questa soluzione (ad esempio con una modifica della soluzione, provarne un’altra o migliorare quella appena usata).

In questa fase l’equipe decide anche eventuali azioni di consolidamento del risultato (ad esempio: riproporla ogni anno inserendola nel Progetto Educativo).



Una idea pratica e semplice, che abbiamo osservato essere molto efficace, è visualizzare la scaletta del Problem Solving (le 5 fasi e sottofasi) nelle riunioni di equipe dedicate ai problemi (ad esempio su un foglio scritto per ciascuna educatrice, o appesa alla lavagna).

Problem solving come documentazione di processo

Un aspetto interessante del Problem Solving è che esso rappresenta in modo diretto una documentazione dei processi, anche educativi, adottato dalle educatrici. In altre parole, esso è un documento già strutturato in maniera tale che può essere studiato per:

  1. Migliorare il processo di risoluzione dell’equipe educativa
  2. Prendere spunti per eventuali problemi simili in situazioni diverse

Articoli collegati - Problem solving al nido

Per un approfondimento del diagramma di Causa-Effetto, in versione adattata agli asili nido, vedi Diagramma di Causa-Effetto al Nido.
Per alcuni strumenti utili a prendere decisioni in asilo nido, vedi Consenso al Nido e Voto al nido.
Per un semplice ma efficace strumento per escogitare nuove idee, vedi 6 soluzioni.

Conclusioni - Problem solving al nido

Il processo di  Problem Solving, uno degli strumenti più utili per l’equipe educativa di asilo nido, consta di 5 fasi. Nella prima fase il gruppo di lavoro si riunisce e circoscrive il problema, per poter quindi (nella seconda fase) individuarne le cause. A questo punto l’equipe può (anche informandosi ulteriormente) elaborare, scegliere e definire la soluzione a loro avviso più consona al loro asilo nido. Nella quarta fase del Problem Solving, le educatrici eseguono il progetto di attuazione della soluzione e ne valutano i risultati. Nella quinta fase, le educatrici verificano l'effettiva risoluzione del problema su un piano concreto; in caso affermativo, decidono anche se riproporre tale soluzione in maniera stabile nella loro operatività (ad esempio inserendola nel Progetto Educativo). L’importanza del processo di Problem Solving è molteplice, sia come aiuto alla risoluzione dei problemi che l’equipe educativa di un asilo nido si trova spesso ad affrontare, sia per il valore autoformativo per le educatrici che vi è insito.


Progetto Asilo Nido & Social