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SVANI - Sottoscala 2 - Routine

SVANI - Sottoscala 2 - Routine

“Routine” è la seconda delle 7 sottoscale SVANI che analizzeremo, alla ricerca di indicatori di qualità che possano essere utili alla professione dell’educatrice di asilo nido.

La seconda sottoscala SVANI: Routine

La seconda sottoscala della SVANI riguarda le routine, la sicurezza e l’attenzione alla sicurezza presenti nell’asilo nido. Ad esempio, sono valutate positivamente l’accoglienza e l’empatia del servizio offerto dalle educatrici e la loro capacità di individualizzare, per ciascun bambino, quanto accade nell’asilo nido.


Clicca per visualizzare i punti della sottoscala SVANI “Arredi e materiali”

1. Accoglienza e uscita

1. Accoglienza e uscita

Il concetto fondamentale che questa sottoscala della SVANI valuta è quanto le routine di accoglienza e uscita siano “calde”, dimostrino l’accoglienza e l’empatia del servizio e siano capaci di soddisfare le esigenze specifiche di ogni bambino e della sua famiglia. In particolare, questo punto della sottoscala “Routine” valuta positivamente quanto siano trattati con cura i problemi di separazione.
Le routine di accoglienza e uscita impongono ai bambini un cambio (anche emotivo) tra il contesto familiare e l’asilo nido, e spesso li possono far sentire insicuri, a disagio o far emergere resistenze. Per questo è importante che i tempi e i modi di transizione siano individualizzati per ogni singolo bambino.
All’accoglienza, sono quindi valutati positivamente da questa sottoscala SVANI i comportamenti dell’educatrice che:

  • Saluta sia i genitori sia i bambini in modo cordiale
  • Prende il tempo necessario per salutare i bambini con il proprio nome e parla con loro individualmente all’accoglienza
  • Dimostra a ciascun bambino che è felice di trascorrere la giornata con lui
  • Incoraggiare i genitori a seguire una routine di transizione, cioè un proprio rituale di separazione.

All’uscita, sono quindi valutati positivamente da questa sottoscala SVANI i comportamenti dell’educatrice che:

  • Prepara in anticipo gli oggetti che i bambini devono portare a casa
  • Prende il tempo necessario per parlare con ogni genitore e per fornirgli informazioni personali circa gli avvenimenti del proprio bambino, ulteriori a quelle relative a cambi, riposo, pasti e attività
  • Prende il tempo necessario per salutare i bambini con il proprio nome
  • Saluta sia i genitori sia i bambini in modo cordiale

Finché non arriva il genitore, tutti i bambini dovrebbero essere impegnati in un'attività di loro scelta (nota: non necessariamente di movimento o che necessita di molto materiale! Spesso è sufficiente offrire la scelta tra due situazioni diverse come ascolto di una narrazione e giochi ad incastro).

2. Merenda e pranzo

2. Merenda e pranzo

Il concetto fondamentale che questa sottoscala della SVANI valuta è quanto le routine di merenda e pranzo siano caratterizzate da interazioni umane educatrice-singolo bambino di qualità, quanto si concentrino sullo sviluppo del linguaggio e delle competenze di autonomia di ciascun bambino, quanto siano occasione di sviluppo cognitivo (ad esempio sfruttando la comprensione della quantità, delle dimensioni, di texture e forme). In particolare, questo punto della sottoscala “Routine” valuta positivamente se:

  • I bambini sono incoraggiati dall’educatrice a sviluppare la loro autonomia (ad esempio: aiutano ad apparecchiare la tavola, sono incoraggiati a essere autonomi con le posate e a nutrirsi da soli)
  • I bambini mangiano da soli e/o in piccolo gruppo.
  • L’educatrice è seduta al tavolo, parla con i bambini e facilita la nascita di occasioni di socializzazione.
  • L'atmosfera dei pasti è e deve rimanere piacevole e mai punitiva (ad esempio: evitando le prove di forza col bambino di 24 mesi che non vuole mangiare una cosa). Ciò come indicatore dello stimolo ad un ulteriore miglioramento delle competenze sociali.
  • L’educatrice stimola cognitivamente i bambini (ad esempio sfruttando la verbalizzazione e la comparazione di quantità, dimensioni, texture e forme)
  • I bambini sono incoraggiati a mangiare ma non forzati.
  • Il cibo può essere esplorato con le mani.
  • Il momento del pasto è individualizzato per ciascun bambino (in questo modo l’educatrice ha la possibilità di interagire con ciacun bambino per rafforzare le sue abilità personali).
  • Per i neonati e i più piccoli in particolare, è importante individualizzare la routine stessa del pranzo e della merenda, offrendo cibo ogni volta che mostrano segno di aver fame.

La sottoscala “Routine” valuta positivamente la presenza di una dieta organizzata dal dietologo, che consideri e indichi esplicitamente sostituzioni per i bambini con allergie o restrizioni dietetiche volute dalla famiglia. Una lista indicante il bambino e la specifica allergia o restrizione nella dieta deve essere affissa in ogni sezione (nota: ovviamente anche in cucina).
Per quanto riguarda le famiglie, la sottoscala “Routine” valuta positivamente:

  • I menù affissi alle pareti dell’asilo nido in modo che i genitori li possano vedere.   
  • L’educatrice racconta ai genitori come il loro bambino si stia adeguando a nuovi alimenti e condivide le preferenze che essi hanno notano.

Questa sottoscala della SVANI rivolta alla routine del pranzo e della merenda valuta infine che le pratiche igieniche siano adeguate per tutto quello che riguarda i pasti. Ad esempio: le superfici utilizzate per i momenti del pasto devono essere igienizzate; bambini e educatrici eseguono il lavaggio delle mani prima e dopo i pasti con tecniche appropiate, ecc.

3. Sonno

3. Sonno

Il concetto fondamentale che questa sottoscala della SVANI valuta è quanto la routine del sonno sia caratterizzata da un clima rilassato e positivo e quanto si concentri sulle esigenze individuali di ciascun bambino. In particolare, questo punto della sottoscala “Routine” valuta positivamente se:

  • L’orario del sonno è programmato in modo flessibile rispetto alle necessità di ogni bambino. Ad esempio, i piccoli dovrebbero poter dormire, se necessario, durante la giornata per venire incontro ai loro orari individuali (nota che le culle sono un posto per dormire, non per giocare! Questo afferisce alla cosidetta “igiene del sonno”). I bambini più grandi dovrebbero poter riposare circa per due ore, due ore e mezza. Nel caso che alcuni bambini non dormano, devono essere offerte loro attività alternative “calme” (ad esempio: un libro, un puzzle, materiali artistici) in modo da soddisfare le esigenze del bambino senza disturbare il resto della sezione.
  • La routine del sonno è individualizzata (ad esempio: ad ogni bambino è permesso sviluppare e poi attuare un proprio rituale di addormentamento, tipo scegliersi un oggetto, canticchiare tra sé e sé, ecc.)
  • Si aiutano i bambini a rilassarsi (ad esempio: luci soffuse, massaggi sulla schiena e sulle spalle del bambino, ecc.)
  • Ogni bambino ha il suo proprio lettino con biancheria cambiata almeno ogni giorno (“proprio” lettino significa che il bambino lo individua come suo: di solito è sufficiente che sia collocato sempre nello stesso posto). I lettini (o le culle) sono separate di almeno 1 metro.
  • Sono previste attività tranquille per chi si sveglia prima o non vuol dormire.   
  • L’educatrice è presente durante tutto il periodo di riposo

4. Cambi e educazione alla pulizia

4. Cambi e educazione alla pulizia

Il concetto fondamentale che questa sottoscala della SVANI valuta è quanto le routine dei Cambi e dell’educazione alla pulizia sia caratterizzata dall’igiene, quanto si concentrino sulle esigenze individuali di ciascun bambino, quanto siano caratterizzate da interazioni umane educatrice-singolo bambino di qualità. In particolare, questo punto della sottoscala “Routine” valuta positivamente se:    

  1. Si rispettano le condizioni igieniche di base per evitare la diffusione di germi (ad esempio: l’educatrice e i bambini devono lavarsi le mani dopo il cambio del pannolino o dopo essere andati in bagno).
  2. I bagni sono a misura di bambino in modo da promuovere il proprio lavaggio delle mani da parte dei bambini.
  3. Fasciatoi e cambiatoi devono essere vicini ad una fonte di acqua corrente. Devono essere disinfettati dopo ogni uso.
  4. Lo sciaquone dei servizi igienici deve essere azionato dopo ogni uso del bagno da parte di un bambino (questo è facile, difficile semmai è convincere i bambini che basta tirarlo una volta solo...)
  5. Le routine dei cambi e dell’educazione alla pulizia devono soddisfare le esigenze individuali dei bambini. Questo significa in particolare dedicare tempo e attenzione a ogni singolo bambino (chiamarlo per nome, stabilire un contatto oculare, parlare e scherzare con lui, accarezzarlo, ecc.).
  6. L’educatrice incentiva e facilita lo sviluppo dell’autonomia di ciascun bambino (ad esempio: usare le cerniere, spogliarsi, rivestirsi e abbottonarsi per i più grandi)
  7. Il momento del cambio è usato per chiacchierare con i bambini e promuovere una calda interazione con l’educatrice. Deve essere chiara la promozione, da parte dell’educatrice, dello sviluppo del linguaggio in ciacun bambino.

L’atteggiamento dell’educatrice in caso di “imprevisti” deve essere tranquillo, positivo e non punitivo.

5. Pulizia ed ordine personale dei bambini

5. Pulizia ed ordine personale dei bambini

Il concetto fondamentale che questa sottoscala della SVANI valuta è quanto nell’asilo nido ci si prenda cura di ciascun bambino dal punto di vista fisico, e quanto ciò abbia valenze educative e di promozione dell’autonomia. In particolare, questo punto della sottoscala “Routine” valuta positivamente se:    

  • La pulizia personale è effettuata dall’educatrice prontamente e con cura per ogni bambino. Ad esempio: l’educatrice pulisce subito mani e viso di ogni bambino dopo un gioco “pasticciato”, dopo attività all’aperto, dopo i pasti, pulisce il naso che cola, ecc.
  • L’educatrice sfrutta la pulizia personale del bambino come occasione educativa (ad esempio: verbalizza le azioni e le parti del corpo, i tipi di abbigliamento, ecc.)
  • Deve essere usato un asciugamano separato per ciascun bambino (non importa se di carta o di stoffa).
  • Devono essere usati bavaglini per proteggere i vestiti dei bambini durante i pasti.
  • Se necessario, l’educatrice deve provvedere a cambiare i vestiti, anche più volte al giorno.
  • I bambini devono avere un proprio cambio completo nel loro armadietto personale.
  • L’educatrice deve incoraggiare i bambini più grandi a fare da soli molte delle operazioni sopra descritte

Per i bambini più grandi è possibile cominciare a insegnare l’igiene orale (nota: è opportuno sviluppare un progetto specifico e condividerlo con la famiglia). Nel caso si utilizzino gli spazzolini da denti, questi dovrebbero essere contrassegnati in maniera tale da essere memorizzati dal bambino e conservati in maniera consona ma accessibile (ad esempio: in portaspazzolini a livello di bambino).

6. Abitudine igieniche

6. Abitudine igieniche

Il concetto fondamentale che questa sottoscala della SVANI valuta è quanto nell’asilo nido si presti attenzione alle abitudini e alle prassi igieniche dal punto di vista del bambino. In particolare, questo punto della sottoscala “Routine” valuta positivamente se:

  • La zona delle attività e le attrezzature sono costantemente pulite. Costantemente significa più volte al giorno.
  • I bambini e l’educatrice si devono lavare e asciugare le mani più volte durante il giorno, soprattutto prima e dopo i pasti, dopo il cambio o l’uso del bagno, dopo il gioco all'aperto o con l’acqua, e dopo ogni pulizia del naso (questo è un ottimo modo per ridurre la diffusione dei germi).
  •  L’educatrice deve costituire un buon modello, dando esempio delle pratiche corrette (ad esempio nel lavarsi le mani) e verbalizzando ai bambini l’importanza di lavarsi le mani e delle varie pratiche igieniche (ad esempio: adesso ci laviamo le mani e così siamo tutti e due belli puliti, sani e profumati)
  • Le educatrici adottano provvedimenti per soddisfare i bisogni dei bambini che non stanno bene (nota: è consigliabile farlo anche a livello di progetto educativo).
  • Si forniscono ai genitori informazioni sulla salute (opuscoli sui cibi, sulle malattie infantili e sui servizi socio-sanitari presenti sul territorio). Nota: in questo modo si contribuisce tra l’altro alla promozione di una cultura dell’infanzia.

7. Norme igieniche

7. Norme igieniche

Il concetto fondamentale che questa sottoscala della SVANI valuta è quanto nell’asilo nido si presti attenzione alla salute dei bambini in generale e in particolare.  In particolare, questo punto della sottoscala “Routine” valuta positivamente se:

  • Il servizio ha stabilito e segue un piano in materia di salute e farmaci (non dimentichiamoci che bambini con malattie croniche devono prendere i farmaci a orari ben precisi! Sarà quindi necessario indicare nel piano come i farmaci debbano essere conservati, come e da chi sono da somministrare e come il processo sarà documentato, il modulo per l’autorizzazione scritta della famiglia e per la raccolta di indicazioni precise su quanto la famiglia vuole sia fatto). Il piano indica come le educatrici debbano registrare i problemi di salute del bambino (sospette allergie, carenze uditive, problemi di vista, ecc.). Il piano indica chiaramente quando i genitori devono venire a prendere un bambino ammalato e quando tenerlo a casa. Questo piano, nelle linee generali, deve essere diffuso tra i genitori e le educatrici.
  • Le educatrici seguono il piano del servizio in materia di salute e farmaci e lo divulgano tra i genitori.
  • Le educatrici registrano i problemi di salute del bambino e li considerano nella programmazione e nello svolgimento delle attività e routine. (Ovviamente li comunicano ai genitori!)
  • Il servizio fa riferimento ad un medico pediatra, a disposizione in asilo nido almeno ogni 3 settimane.   

8. Gestione della sicurezza e norme di sicurezza

8. Gestione della sicurezza e norme di sicurezza

Tutto l’ambiente è progettato in modo da non avere problemi di sicurezza (legge 626).     

Nota: quando la SVANI è stata introdotta, non esisteva la legge sulla sicurezza nei posti di lavoro attuale (all’epoca c’era la L. 626). Oggi le prescizioni di legge “superano” quanto richiesto dalla SVANi, ad esempio imponendo nel gruppo di educatrici un responsabile sicurezza, un responsabile primo soccorso e un responsabile per gli incendi, ognuno con alle spalle almeno un corso di formazione specifico.

Bibliografia - Routine – sottoscala SVANI 2

Per chi vuole analizzare in dettaglio la SVANI, si rimanda ai testi:
(Versione originale): Harmes T., Cryere D., & Clifford R.M., Scala per la Valutazione dell’Asilo Nido,  Franco Angeli, Milano, 1990.
(Adattamento italiano): Bassa Poropat M.T., & Chicco L., Percorsi formativi nella valutazione della qualità, Edizioni Junior, Bergamo, 2003

Articoli collegati - Sottoscala SVANI 2 - Routine

Gli altri articoli sulla Scala per la Valutazione dell’Asilo Nido (SVANI) collegati a questo sono:

Conclusioni - Routine – sottoscala SVANI 2

La sottoscala SVANI “Routine”, qui analizzata alla ricerca di indicatori di qualità che possano essere utili alla professione dell’educatrice di asilo nido, riguarda in maniera specifica l’attenzione che il servizio dedica alle routine, alla sicurezza e all’attenzione alla sicurezza. I punti considerati sono: Accoglienza e uscita; Merenda e pranzo; Sonno; Cambi e educazione alla pulizia; Pulizia e ordine personale dei bambini; Abitudine igieniche; Norme igieniche; Gestione della sicurezza; Norme di sicurezza. Ad esempio, sono valutate positivamente l’accoglienza e l’empatia del servizio offerto dalle educatrici e la loro capacità di individualizzare, per ciascun bambino, quanto accade nell’asilo nido, anche in funzione della pulizia, dell’igiene (anche personale) e della sicurezza.


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